Skip to content

Il debito pubblico in Italia: l'evoluzione storica e l'incidenza della spesa per interessi dagli anni '90 ad oggi

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Azzolini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e legislazione d'impresa
  Relatore: Sergio Noto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

La crescita del debito pubblico in Italia costituisce un serio problema per diversi ordini di motivi.

Innanzitutto, a differenza dalle precedenti esperienze storiche, nella situazione attuale vi è una maggiore incertezza sui fattori all'origine della crescita del debito. L'affermazione secondo cui essa sia riconducibile ad un aumento delle spese, offre poche indicazioni per la definizione di possibili linee di intervento. In secondo luogo la dimensione raggiunta dalla spesa per interessi rivela che il debito pubblico rappresenta un meccanismo di continua sottrazione di risorse intra-generazionale e che costituisce, come sottolineano gli economisti classici e Keynes, una fonte rilevante di iniquità sociale.
In terzo luogo, a partire dal 1992 il Trattato di Maastricht ha stabilito che un prerequisito fondamentale per poter aderire all'Unione Monetaria Europea consista nel rispetto di un livello limite da parte del rapporto debito pubblico/PIL. Queste restrizioni sono state confermate nel recente accordo relativo al fiscal compact. L'Italia, quindi, se non vuole andare incontro ad una perdita di credibilità internazionale, deve onorare gli accordi stipulati attraverso l'attuazione di politiche di bilancio che favoriscano innanzitutto una stabilizzazione e, successivamente, una consistente riduzione del debito pubblico.

Attualmente, il costo del debito italiano in rapporto al PIL è tra i più alti al mondo ed è il più alto in Europa, un valore di circa 90 miliardi di euro, 40 miliardi circa in più della Francia, ed è pari al 12% delle nostre entrate, contro il 5,5% della Germania, il 4,3% della Francia, il 7,1% del Regno Unito e 8,2% della Spagna. Si tratta di un onere che condiziona in modo opprimente la gestione del nostro bilancio statale e che produce pesantissime distorsioni e squilibri socio-economici sotto vari profili nel paese.

Peraltro, l'Italia è il paese che dall'inizio della crisi (2008) ha la crescita del volume del debito meno elevata tra i grandi paesi europei, che ha uno dei deficit di bilancio tra i più bassi in Europa e l'avanzo primario più alto. Tuttavia viene considerata uno dei paesi più vulnerabili d'Europa . Infatti la criticità del quadro d'insieme italiano (alto debito-bassi margini di manovra), la debolezza del sistema economico fiaccato da una recessione molto profonda e l'incapacità di ritrovare un adeguato percorso di crescita non lasciano intravedere un cambiamento concreto di prospettive.

Questo lavoro si propone di individuare le cause che possono spiegare perché, ad un certo punto della storia recente del nostro Paese, si siano realizzati disavanzi pubblici strutturali, che a loro volta, nel corso del tempo, hanno dato origine ad una crescita del debito pubblico continua e progressiva.

Il lavoro di divide in quattro parti. Nella prima si analizzano alcune nozioni generali per interpretare la storia del debito pubblico, quali il concetto di politica fiscale e di politica monetaria. Inoltre si prende in esame l'evoluzione del debito negli anni ‘90, quando cioè ha preso avvio in modo consistente la dinamica di espansione del debito pubblico. Il secondo capitolo prende in esame l'evoluzione del debito in Italia nel nuovo millennio, sia con riferimento alle variabili macroeconomiche più rilevanti, sia in chiave comparativa.
La terza sezione costituisce il cuore del lavoro, analizzando l'andamento della spesa per interessi e la sua incidenza sul debito pubblico. L'obiettivo è quello di esaminare l'evoluzione e la composizione della spesa per interessi, misurandone l'incidenza sul debito complessivo e le sue dinamiche di breve e lungo periodo.
Il quarto capitolo si propone di illustrare il dibattito sul debito pubblico italiano e sulla spesa per interessi. Negli ultimi anni, infatti, la letteratura economica ha individuato soluzioni diverse di intervento sulla quota di debito destinata al pagamento di interessi, allo scopo di ridurre la sua dinamica espansiva e di ripristinare un equilibrio intra-generazionale.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
3 Introduzione La crescita del debito pubblico in Italia costituisce un serio problema per diversi ordini di motivi. Innanzitutto, a differenza dalle precedenti esperienze storiche, nella situazione attuale vi è una maggiore incertezza sui fattori all’origine della crescita del debito. L’affermazione secondo cui essa sia riconducibile ad un aumento delle spese, offre poche indicazioni per la definizione di possibili linee di intervento. In secondo luogo la dimensione raggiunta dalla spesa per interessi rivela che il debito pubblico rappresenta un meccanismo di continua sottrazione di risorse intra-generazionale e che costituisce, come sottolineano gli economisti classici e Keynes, una fonte rilevante di iniquità sociale. In terzo luogo, a partire dal 1992 il Trattato di Maastricht ha stabilito che un prerequisito fondamentale per poter aderire all’Unione Monetaria Europea consista nel rispetto di un livello limite da parte del rapporto debito pubblico/Pil. Queste restrizioni sono state confermate nel recente accordo relativo al fiscal compact. L’Italia, quindi, se non vuole andare incontro ad una perdita di credibilità internazionale, deve onorare gli accordi stipulati attraverso l’attuazione di politiche di bilancio che favoriscano innanzitutto una stabilizzazione e, successivamente, una consistente riduzione del debito pubblico. Attualmente, il costo del debito italiano in rapporto al Pil è tra i più alti al mondo ed è il più alto in Europa, un valore di circa 90 miliardi di euro, 40 miliardi circa in più della Francia, ed è pari al 12% delle nostre entrate, contro il 5,5% della Germania, il 4,3% della Francia, il 7,1% del Regno Unito e 8,2% della Spagna. Si tratta di un onere che condiziona in modo opprimente la gestione del nostro bilancio statale e che produce pesantissime distorsioni e squilibri socio-economici sotto vari profili nel paese. Peraltro, l’Italia è il paese che dall’inizio della crisi (2008) ha la crescita del volume del debito meno elevata tra i grandi paesi europei, che ha uno dei deficit di bilancio tra i più bassi in Europa e l’avanzo primario più alto. Tuttavia viene considerata

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

storia economica
debito pubblico
teorie economiche
evoluzione storica
tasso di interesse
spesa per interessi
storia debito italiano

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi