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Il diritto d'autore nella rete

Informazioni tesi

  Autore: Marianna Flagelli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Comunicazione d'impresa
  Relatore: Alberto Giulio Cianci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

Il lavoro si compone di quattro capitoli.
Il primo si focalizza sulla nascita del diritto d’autore e sulle caratteristiche che consentono di godere della protezione della legge 22 aprile 1941, n. 633. Viene evidenziato che se un’opera possiede i requisiti di originalità e creatività, e appartiene a determinati campi previsti dalla legge, non è necessaria alcuna formalità come la registrazione o il deposito affinché questa possa godere di protezione. Vengono inoltre trattate le principali violazioni al diritto d’autore, (in primis il plagio) e le conseguenti sanzioni che variano tra civili, amministrative e penali; ai fini di un bilanciamento tra gli interessi degli autori e dell’industria culturale da un lato e quelli della collettività dall’altro, è stato stabilito che per talune attività di valore culturale o sociale, vi sia una liberalizzazione che vada a sopprimere il diritto esclusivo dell’autore; tali eccezioni riguardano: lo scopo didattico, le biblioteche, gli istituti detentivi e gli ospedali, e l’ uso personale. Il capitolo termina con l’individuazione delle società di gestione collettiva; in Italia il monopolio sulla gestione dei diritti d’autore viene affidato alla SIAE dalla legge speciale 633/1941, la quale definisce anche il ruolo di tale ente: concedere licenze e autorizzazioni, percepire i proventi derivanti da tali concessioni e ripartirli tra gli aventi diritto, nonché vigilare su talune attività al fine di eludere o rilevare violazioni del diritto d’autore.
Se la SIAE ha l’esclusiva a operare per conto di autori ed editori, l’IMAIE ha il compito di ripartire e incassare i compensi spettanti ad interpreti ed esecutori; un ulteriore ente, la Società Consortile Fonografici (SCF) cura gli interessi dei produttori fonografici.
Il secondo capitolo tratta la condivisione dei file in rete; dalla nascita di internet, si arriva ad una vera e propria rivoluzione digitale che investe l’intero panorama della produzione artistico-culturale; l’avvento della digitalizzazione porta con sé aspetti positivi e negativi: riduzione dei costi e aumento della pirateria. Con la digitalizzazione e la conseguente creazione di algoritmi di compressione, oggi è possibile condividere file di vario genere in poco tempo e con poche risorse; questo fattore, unitamente allo spirito di condivisione, ha determinato un uso a volte improprio dei mezzi a disposizione, violando i diritti altrui. Al fine di limitare il numero di illeciti sulla rete viene individuata la figura dell’Internet Service Provider e i profili di responsabilità previsti; seppur non esiste un obbligo generale di vigilanza in capo agli ISP, vengono definite due categorie di provider: attivi e passivi; i primi ritenuti responsabili delle informazioni immesse dagli utenti nell’utilizzo dei loro servizi, mentre i secondi esonerati da tale responsabilità in quanto semplici intermediari. I singoli portatori di interesse dispongono di un’autotutela consistente nell’apposizione di misure tecnologiche di protezione, che consistono nell’applicazione di un software a protezione di un contenuto, la loro elusione è punita dalla legge, anche se spesso tale sistema di gestione dei diritti interferisce con i diritti degli utenti, determinando una violazione della privacy, con la derivante necessità di prevedere uno sviluppo di sistemi di DRM che più sensibili ai diritti degli utenti.
Nel terzo capitolo viene discusso l’uso delle licenze, un utile strumento nelle mani del titolare dei diritti; a seconda del grado di libertà concesso all’utente, queste si dividono in proprietarie e free; segue un breve excursus sui contratti Business to Consumer (B2C) e la particolare tutela accordata ai consumatori; il capitolo tratta le licenze in ambito software, individuando la tipicità delle licenze a strappo (shrink-wrap e click-wrap), il software freeware, shareware e trial, e il caso del software preinstallato (la licenza Original Equipment Manifacturer). Nella parte finale viene analizzato il modello open source e il copyleft, in ambito content: le licenze Creative Commons.
Infine il quarto capitolo contiene un’esamina degli interventi regolamentari in materia di diritto d’autore operate dalle autorità nazionali francese (HADOPI) e italiana (AGCOM), lo spinoso problema del bilanciamento dei diritti nella rete e il tentativo di armonizzare la tutela del diritto d’autore nella Comunità Europea, operato dalla Direttiva Infosoc.

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3 Introduzione Dalla nascita del diritto d’autore in epoca moderna, con l’avvento della stampa a caratteri mobili, si assiste ad un progressivo sviluppo e cambiamento dello stesso. Negli anni, in contrasto con la logica commerciale di sfruttamento delle opere, si sviluppa l’idea di una cultura open, che fa del rilascio del codice sorgente la sua battaglia; e in effetti le finalità di questi movimenti non sono da tralasciare: il codice sorgente serve a garantire una maggiore libertà e la possibilità per i programmatori sparsi per il globo di apportare il loro contributo in un’ottica di miglioramento costante del prodotto. La rivoluzione digitale e la convergenza tecnologica fanno sì che le opere possano essere duplicate e diffuse con maggiore facilità: si assiste alla smaterializzazione dei supporti, e il contenuto viene veicolato in formato digitale, reso più leggero grazie all’implementazione di algoritmi di compressione dei vari formati, a seconda che si tratti di musica, film, file testuali, etc. Se l’avvento di internet (e del digitale) ha semplificato e rivoluzionato il modo di condividere file, e garantisce oggi un costante accesso all’informazione sempre aggiornata, bisogna considerare che molto spesso la rete agevola comportamenti lesivi dei diritti altrui. Nell’ambito che qui rileva, in particolare, si è registrato un aumento della pirateria informatica, provocando un mancato guadagno all’industria culturale, che si tramuta in danno alla produzione stessa. È qui che intervengono le numerose richieste degli aventi diritto a godere di una maggior tutela, ed è qui che la legge 633/1941, altrimenti nota come legge sul diritto d’autore, interviene a garanzia degli autori e dei titolari dei diritti connessi. Vengono previste così delle tecnologie anti- copia e anti-pirateria, in modo da proteggere le opere e renderle identificabili rispettivamente con l’ausilio di sistemi di crittazione e l’inserimento delle informazioni che identificano l’opera e ne tracciano l’utilizzo.

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Parole chiave

software
diritto d'autore
pirateria
licenze
internet service provider
file-sharing
agcom
digital rights management
creative commons
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