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La relazione tra banche e territorio: rischi, opportunità ed influenza sul credito

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Avitabile
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione d'impresa
  Relatore: Shane Niall O'Higgins
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

La relazione tra banche e territorio assume un ruolo centrale nell’ analisi della struttura economica di una nazione e per osservare l’interazione tra istituzioni e tessuto economico-sociale di alcune zone. Il contesto economico contemporaneo è caratterizzato da una profonda recessione per la quale l’attuale classe politica non sembra trovare soluzione, in questo scenario il ruolo delle banche diventa ancora più decisivo per dare impulso alla ripresa della nazione. Attraverso la concessione di finanziamenti, in particolar modo alle imprese, gli istituti di credito possono favorire la ripresa del paese consentendo alle imprese che ne hanno intenzione di investire in ricerca e sviluppo, espandersi verso nuovi mercati o, perché no, assumere del personale. La creazione e lo sfruttamento di un forte legame con il territorio di appartenenza può essere un’ottima base per avviare un circolo virtuoso con benefici per tutta la nazione.
L’obbiettivo di questo lavoro è quello di fornire al lettore uno strumento utile, ancorché non esaustivo, per la comprensione dei meccanismi di base della concessione dei finanziamenti. L’analisi si concentrerà sulla misura in cui questi processi possano essere influenzati dalle cosiddette soft informations, ovvero l’insieme delle informazioni qualitative su un affidato, non di pubblico dominio e difficilmente codificabili.
Specialmente nei piccoli centri la conoscenza diretta della clientela, i forti legami con le istituzioni locali, l’osmosi quotidiana di informazioni con la popolazione, la verifica diretta di dati contabili o anche le semplici sensazioni di chi vive di persona un contesto socio-economico sono strumenti validi e dinamici nei processi di concessione del credito. Il corretto utilizzo di questo patrimonio informativo, integrato con il credit scoring, ovvero l’utilizzo di metodi principalmente statistico-quantitativi per determinare il merito creditizio di un soggetto, potrebbe condurre ad eccellenti risultati.
La scelta tra un assetto organizzativo “locale” ed uno “nazionale”, con organi decisionali più o meno vicini ai territori di riferimento, è cruciale per i processi creditizi di un istituto di credito e, di riflesso, per la sua sopravvivenza. Nel lavoro verranno esaminate le caratteristiche dei principali modelli organizzativi, evidenziandone gli aspetti positivi e quelli negativi.
Per completezza verranno descritti, tra gli altri, due modelli di banca “diversa”, ovvero con assetti organizzativi ed approcci operativi in alcuni casi diametralmente opposti a quello occidentale: la Grameen Bank è un istituto principalmente impegnato nel micro-credito, e focalizzando la propria attenzione alle fasce più deboli della popolazione ha raggiunto ottimi risultati di bilancio ed importanti riconoscimenti, tra i quali il Premio Nobel per la Pace del 2006. Inoltre verrà esaminata la finanza islamica, che prevede che la struttura di prodotti finanziari quali prestiti o investimenti venga regolata dalla Shariah, la legge sacra direttamente riconducibile al Corano ed al profeta Maometto. Nonostante sembri limitata da vincoli anacronistici, essa ha evidenziato grande stabilità nelle recenti vicissitudini finanziarie, suscitando l’interesse di molti operatori del settore ed incrementando ancor di più i già corposi asset gestiti.

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Introduzione. Molto probabilmente oggi, in qualche posto in Italia, un piccolo imprenditore si è recato in una banca per chiedere un prestito. Con quei soldi potrebbe espandere la sua attività, investire in ricerca e sviluppo, essere più competitivo, forse assumere qualche giovane o semplicemente tirare avanti un altro po’ sperando che la crisi passi. Molto probabilmente anche oggi, nonostante le garanzie offerte ed i buoni propositi, il finanziamento non gli verrà concesso. Sempre oggi, probabilmente, in un villaggio remoto del Bangladesh una donna analfabeta e nullatenente ha chiesto ed ottenuto un prestito dell’equivalente di pochi euro per acquistare una mucca con la quale lavorare i campi e sfamare la sua famiglia. Salvo casi rarissimi e come ha fatto quasi il 99% di clienti prima di lei, malgrado una situazione economica molto difficile rimborserà puntualmente il prestito all’istituto che glielo ha concesso: una banca che ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2006. La pesante stretta creditizia che sta interessando le piccole e medie imprese italiane può essere imputata principalmente a due fattori: da un lato la crisi di liquidità di molti istituti bancari, che non hanno la disponibilità economica per finanziare i clienti; dall’altro il rischio percepito sulle operazioni che, nello scenario recessivo attuale, rende le banche diffidenti e sempre meno inclini a concedere affidamenti. In questo contesto così difficile è però possibile che il piccolo imprenditore di cui sopra trovi l’appoggio di un istituto pronto a finanziare i suoi progetti attribuendo, come dimostrano le ricerche della Banca d’Italia che esamineremo in seguito, maggiore importanza ad aspetti qualitativi anziché statistico-quantitativi. In pratica l’istituto erogante potrebbe essere più propenso a concedere credito in virtù della conoscenza diretta che ha del cliente, del patrimonio informativo 5

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