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Un'applicazione degli indicatori-quadro ispirati alla Convenzione Europea sul Paesaggio nel Veneto Orientale

L'attività della pianificazione territoriale è solita attingere le proprie metodologie da diverse discipline ad essa afferenti. I recenti studi hanno messo in luce un nuovo schema di indicatori atti all'individuazione, al monitoraggio e alla valutazione di quegli aspetti strettamente connessi alla componente ambientale e, ancor più precisamente, a quella paesaggistica, considerata come il frutto delle interrelazioni fra fattori naturali e umani così come sono percepiti dalla popolazione di un certo territorio.
Il caso di studio applicativo concerne una porzione spaziale appartenente al Veneto Orientale e facente capo al Comune di Caorle, per la quale è stata adottata una prospettiva prettamente geografica, in ordine all'analisi di determinate caratteristiche legate dall'esame del contesto territoriale globale.
Le indagini quantitative vengono affiancate a quelle qualitative, in modo da ottenere una sintesi finale che tenga conto di ogni aspetto singolarmente ponderato in relazione alle esigenze di pianificazione urbanistica e territoriale.

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6 1. Introduzione La concezione di prospettiva ambientale è, oggi più che mai, uno dei temi al centro del dibattito non solo in campo scientifico. Se, da una parte, le scienze ambientali in ambito umanistico si sforzano, riuscendoci discretamente, di assumere un ruolo necessario nelle accademie e nella ricerca in genere, dall’altra le stesse faticano maggiormente ad inserirsi in un contesto professionale nei rami dove dovrebbero essere destinate normalmente, come quelli della pianificazione territoriale e aziendale. Questa condizione è ancor più visibile in Italia, rispetto agli altri maggiori Paesi europei e agli Stati Uniti, dove le scienze geografiche in generale affiancano l’urbanistica, l’ingegneria e la psicologia ambientale e diversi altri settori, al fine di indagini statistiche, analisi costi-benefici, studi di fattibilità e normalmente di problem solving. In tutti questi casi, la visione ambientale di diversa estrazione è completata dall’incontro con la scienza comunicativa. La prima riesce ad avere efficacia ed ottenere risultati solo se affiancata alla seconda. In questo modo, la comunicazione, con l’aggiunta dell’aggettivo ambientale, assolve il compito di descrivere e analizzare le dimensioni economiche, sociali e ambientali, appunto, di un certo contesto di riferimento. Tuttavia, non basta giungere a questo livello: la comunicazione, trovando il punto di equilibrio fra questi tre parametri, assume la connotazione di comunicazione sostenibile. La comunicazione sostenibile è anche quindi, ma non solo, comunicazione ambientale, e concorre alle strategie per la governance delle relazioni istituzionali e aziendali, diventando strumento di diffusione di valori e reputazione. Una volta dibattuto e definito, oltre a questi parametri, il concetto di paesaggio, sia dal punto di vista delle discipline che di esso hanno trattato, sia dal punto di vista giuridico in un processo culminato con l’emanazione a livello europeo di una Convenzione ad hoc, la seguente indagine si propone di offrire un’applicazione

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Studi Umanistici

Autore: Corrado Bragato Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 549 click dal 24/09/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.