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Il redditometro

Informazioni tesi

  Autore: Alfonso Cardella
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Manuela Santamaria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

Il mondo intero sta vivendo una profonda trasformazione dovuta sopratutto alla globalizzazione, la quale, sotto la spinta della crisi e l'aumento del debito pubblico, ha comportato la modificazione/integrazione della legislazione fiscale e la conseguente modifica del comportamento degli operatori commerciali e non.
Oggi un fisco più equo dovrebbe essere la base di una democrazia moderna; Dovrebbe assicurare un prelievo fiscale adatto a garantire le risorse interne, ridistribuendo così la ricchezza e favorendone la circolazione dei capitali con il conseguente abbassamento dell'esposizione debitoria del nostro Paese.
Ad oggi, purtroppo, si assiste ad un ruolo vessatorio più che collaborativo da parte degli Organi preposti, che ha portato paradossalmente ad un aggravamento della crisi, poiché l'atteggiamento inquisitorio ed autoritativo ha indotto il contribuente ad assumere comportamenti conservativi (dei propri patrimoni), diminuzione delle spese e conservazione dei capitali, e anzi prevenendo eventuali situazioni inique, chiudendo l' attività o decentrando la produzione in paesi con regimi fiscali più favorevoli alle imprese. Il lavoro che questa tesi di Laurea affronterà, sarà centrato soprattutto nell'analizzare i nuovi strumenti utilizzati dal fisco, e nello specifico il redditometro, il quale dovrebbe far emergere tutto quel reddito imponibile occulto, che sottrae al nostro paese entrare erariali che valgono qualcosa come 160mld di €.
Il redditometro, presente già dal 1973, è stato potenziato nel 2010, con il Decreto legge n. 78 del 2010, in vigore nel 2011 Il Redditometro (o "accertamento sintetico di tipo induttivo") è lo strumento attraverso il quale il Fisco può stimare il reddito presunto di un contribuente, sulla base delle spese che quest'ultimo ha effettuato, grazie ad una serie di indici fissati a priori, e successivamente convocarlo, per chiedergli di giustificare lo scostamento tra spese effettuate e reddito dichiarato.
Il D.M. 24 dicembre 2012 aveva fin dal principio considerato 56 tipologie di spese per consumi (poi vi sono quelle per investimenti e i risparmi). Per 30 di queste spese (ad esempio le spese per il mutuo o per l'energia elettrica) viene previsto che si assume il valore delle spesa effettivamente sostenuta. Per 24 voci di spesa (ad esempio le spese scolastiche o quelle per alimentari e bevande) il decreto considera sia il
valore della spesa effettivamente sostenuta che il valore figurativo dato dalla spesa media Istat o da studi socio economici. Per queste voci di spesa il decreto (articolo 1, comma 5) prevede che si assume il valore più elevato tra il dato disponibile conosciuto dall'Agenzia e il valore figurativo. Vale la pena ricordare che la determinazione del reddito effettuata sulla base dell'applicazione del cosiddetto "redditometro" dispensa l'Amministrazione Finanziaria da qualunque ulteriore prova rispetto ai fatti indice di maggiore capacità contributiva, individuati dal redditometro stesso e posti a base della pretesa tributaria fatta valere, mentre la legge pone a carico del contribuente l'onere di dimostrare che il reddito presunto sulla base del redditometro non esiste o esiste in misura inferiore. La giurisprudenza di legittimità, a tal proposito, ha precisato che l'A.F. può legittimamente procedere con metodo sintetico alla rettifica della dichiarazione dei redditi, quando da elementi estranei alla configurazione reddituale prospettata dal contribuente (per esempio, autovetture, possidenze immobiliari, incrementi patrimoniali ecc.) si possa fondatamente presumere che ulteriori redditi concorrano a formare l'imponibile complessivo. In questo caso, incombe sul contribuente l'onere di dedurre e provare che i redditi effettivi frutto della sua attività sono sufficienti a giustificare il suo tenore di vita, oppure che egli possiede altre fonti di reddito non tassabili o separatamente tassate (cfr. Cass. sentenze n. 10358/2009, n. 18604/2012 e 13776/13).
Le dichiarazioni dei redditi conterranno l'informativa sul possibile utilizzo dei dati per la versione 2.0 dello strumento di accertamento. Questo è quanto risulta dalle bozze di Unico 2014 e dalle versioni definitive del modello 730/2014 e Cud 2014.

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Il redditometro 3 INTRODUZIONE Le indicazioni contenute nell’art. 38 del D.P.R. n. 600 del 1973 come attuate dal decreto del 24 dicembre 2012, consentono di affermare che il nuovo redditometro si fonda sulla sommatoria di quattro elementi : • le spese certe, cioè quelle spese che risultano in modo del tutto puntuale riferibili ad un contribuente in virtù del riferimento contenuto nei dati in anagrafe tributaria; • le spese per elementi certi cioè quelle spese che, seppure determinate sulla base di dati medi ISTAT sono abbinabili ad un certo contribuente in virtù del fatto che tale contribuente ha a disposizione un bene che è comunque un indicatore di capacità contributiva. A titolo di esempio, rientrano in questa categoria di elementi, le spese di mantenimento di un automezzo che sono stimate a fronte del possesso del bene. Peraltro, con riferimento a tali spese, come chiarito dalla circ. n. 24/E del 31 luglio 2013

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