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Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel pubblico impiego privatizzato

La tesi in questione affronta la spinosa tematica del licenziamento del dipendente pubblico al seguito della riforma Fornero, la quale riformando l'art. 18 dello statuto dei lavoratori ha introdotto un grave problema interpretativo in merito alla disciplina applicabile attualmente nei confronti del dipendente pubblico illegittimamente licenziato. Inoltre, prima di affrontare la suddetta questione ermeneutica che ha diviso anche la più autorevole dottrina - nonché la giurisprudenza finora pronunciatasi nel merito - la tesi riassume tutte le fattispecie di licenziamento per motivi oggettivi attualmente previste nel pubblico impiego, soffermandosi in particolar modo sull'art. 33 del T.U. che disciplina la procedura per la mobilità collettiva del personale in esubero, argomento connotato da una notevole complessità e soggetto a mutamenti legislativi continui. La tesi offre quindi - avvalendosi di un vasto assortimento delle più recenti e autorevoli posizioni dottrinarie e giurisdizionali in materia - uno spaccato globale del licenziamento per motivi oggettivi nel pubblico impiego, fornendo una visione d'insieme che ,ad oggi, non è reperibile in alcun testo acquistabile sul mercato.

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Cap I: Il giustificato motivo oggettivo 1.1 Le fonti in materia di licenziamenti nel pubblico impiego La disciplina del rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione è attualmente contenuta nel d.lgs 165/2001, anche noto come “testo unico sul pubblico impiego” (da qui in avanti abbreviato in T.U.). L’art. 2, denominato “Fonti”, elenca al secondo comma le norme applicabili ai rapporti di lavoro dei dipendenti al servizio delle amministrazioni individuate dall'art. 1: essi sono disciplinati «dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato dell’impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nel seguente T.U., che costituiscono disposizioni a carattere imperativo». Il rinvio in esame impone all’interprete un duplice lavoro: individuare l’insieme delle leggi che disciplinano il rapporto di lavoro subordinato e quindi integrare la normativa del T.U. per quanto non espressamente disciplinato da quest'ultimo, in quanto le norme ivi contenute prevarranno sulla disciplina generale in forza dell’art. 2.2 che ne attribuisce espressamente una valenza imperativa e quindi speciale. 1 A norma del medesimo articolo, radicalmente riformato dalla l. 15/2009, si evince inoltre che l'inderogabilità della legge è da considerarsi oggi presunta, in quanto il potere derogatorio della contrattazione collettiva è limitata ai casi in cui la 1 C. DE MARCO, Il licenziamento nel lavoro pubblico, 2011, p. 2 7

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Michele Moi Contatta »

Composta da 96 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.