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Distribuzione delle specie azotate nelle acque di sorgente del basamento granitico e metamorfico della Sardegna orientale

Informazioni tesi

  Autore: Simona Cabriolu
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: SCIENZE E TECNOLOGIE GEOLOGICHE
  Relatore: Rosa  Cidu
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 106

L'eccessivo consumo di nitrati e nitriti attraverso il cibo e l'acqua da bere è stato identificato come la principale causa, negli infanti, della sindrome del bambino blu e, negli adulti, dei tumori allo stomaco [ADINOLFI F., ALFANO D., MOTTA O. (2010)]. Il Dlgs n.152/2006 (Testo Unico ambientale) definisce i parametri per identificare le Zone Vulnerabili da Nitrati (ZVN) di origine agricola e per stabilire un Codice di Buona Pratica Agricola. In particolare, il decreto fissa i valori guida e limite per i vari elementi nelle acque destinate al consumo umano e, per i nitrati, sono stati specificati un valore guida di 25 mg/L e un valore limite di 50 mg/L (che diventa di 10 mg/L per le acque destinate ai bambini). In questa tesi sono stati individuati i livelli di background dei nitrati nelle acque di sorgente interagenti con le rocce metamorfiche (16 campioni) e granitiche (34 campioni) del basamento paleozoico della Sardegna orientale. Le analisi indicano che i campioni relativi alle acque interagenti con le rocce granitiche mostrano un valore massimo di nitrati pari a 47 mg/L mentre nel contesto metamorfico tale valore si attesta a 31 mg/L. I valori di background sono rispettivamente di 6.5 mg/L e 2 mg/L. Questi valori, uniti a quelli relativi ad altre tipologie di acquifero, dimostra che il valore di 25 mg/L (stabilito dal DLgs 152/2006 come valore guida) non può essere ricondotto a cause naturali, bensì a fonti antropogeniche. Inoltre, le differenze mediamente osservate nella concentrazione dei nitrati nelle acque circolanti nei suddetti sistemi sarebbero da ricondurre a fattori sia agricoli e zootecnici, sia alle caratteristiche geologiche e geomorfologiche che possono, talvolta, favorire l'arrivo degli inquinanti nella falda acquifera.

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6 1.Introduzione La Sardegna è una regione da sempre nota come terra povera di risorse idriche, spesso caratterizzata da lunghi periodi siccitosi, che hanno indotto le autorità a realizzare importanti strutture per la raccolta d'ingenti quantitativi d'acqua. In realtà, l'economia del territorio, storicamente fondata su agricoltura e pastorizia, non si sarebbe potuta sviluppare adeguatamente se non grazie alle risorse idriche presenti le quali, quindi, non sarebbero da considerarsi scarse pur non essendo quantitativamente paragonabili a quelle di tante altre regioni d'Italia. La naturale propensione dell'isola ad attività agro-pastorali, ha fatto si che queste continuassero nel loro sviluppo anche durante l'avvento dell'industrializzazione nel territorio. Le esigenze sempre maggiori di guadagno hanno favorito il progredire dell'agricoltura e dell'allevamento, talvolta anche in maniera intensiva, al punto che le pratiche agricole e zootecniche sono state individuate come le principali responsabili dell'inquinamento da nitrati delle acque superficiali e sotterranee. Tuttavia tali attività non sono le uniche che determinano l'accumulo di nitrati nei corpi idrici, ma esistono numerose fonti puntuali e non puntuali che generano il rilascio nei suoli di composti azotati: gli insediamenti industriali, le discariche di rifiuti, le perdite dai collettori fognari, le fosse settiche, gli insediamenti urbani e lo spargimento di letame nei campi. Qualora la somministrazione di composti azotati nei suoli superasse la domanda da parte delle specie vegetali, che quindi non hanno più la capacità di assimilarli, e l'attitudine denitrificante del suolo stesso fosse inferiore agli apporti di azoto nitrico, quest'ultimo tenderebbe a percolare, fino a raggiungere le acque sotterranee, facilitato nel movimento anche dalle acque d'irrigazione o meteoriche. Solo a partire dal 1970 la contaminazione delle acque superficiali e sotterranee causata dalle specie azotate è stato considerato un problema ambientale e ha assunto rilevanza a livello non solo locale ma anche comunitario poiché la presenza di questi componenti in acqua determina non solo il degrado delle risorse idriche, ma anche danni per la salute umana. Infatti, sebbene i composti azotati siano fondamentali per il metabolismo degli organismi e per il naturale svolgimento delle loro funzioni vitali, se presenti nelle acque superficiali in eccessive concentrazioni, possono provocare il fenomeno dell'eutrofizzazione. Questo è un processo biochimico che conduce, progressivamente, al degrado delle acque a causa

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Parole chiave

nitrati
acque sotterranee
idrogeochimica
tutela delle acque
pastorizia
direttiva nitrati
acque di sorgente
sardegna orientale

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