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Emiplegico in riabilitazione. Ricerca delle attività riabilitative dell'infermiere

Il mio argomento di tesi tratta lo studio della riabilitazione al paziente emiplegico con l’obiettivo di descrivere quali sono i principali fattori che provocano malessere ad una persona che dipende da una limitazione, partendo, dal come si riflette, nella mente del paziente emiplegico, il dover accettare il suo corpo “non completo”, finendo, con il voler cogliere l’importanza del ruolo dell’infermiere nell’aiutare a guidare il paziente sfruttando nel miglior modo possibile le risorse disponibili, distaccandosi per ri-educarsi e ri-educare i pazienti e familiari affinchè raggiungano il massimo dell’autonomia nel rispetto e nella considerazione del disagio incontrato.

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6 INTRODUZIONE La comparsa di una patologia o l’esperienza di essa fa emergere, in tutte le persone, sentimenti e pensieri non sempre consapevoli che modificano il rapporto individuale sia con il mondo esterno che con se stessi. Ogni persona umana quando incontra un malessere fisico ha delle ripercussioni, anche in campo affettivo, procurando qualunque modificazione del suo stato fisiologico di base: la malattia colpisce sia suo piano fisico che su quello psicologico. Talvolta l’uomo si ammala o aggrava il suo stato di benessere a causa di difficoltà psichiche che incontrano nel corso della loro esistenza, quindi qualunque evento morboso, sia benigno come una influenza o maligno come un cancro oppure qualsiasi altra patologia che colpisce la persona, produce importanti reazioni emotive, psicologiche e sociali. La perdita o la mancanza di una funzione generano nell’individuo una importante modificazione dell’immagine di sé e dello schema corporeo, si crea una vera e propria ferita all’immagine di sé e in genere provoca una sensazione di angoscia e dolore e, sul piano affettivo, equivale ad una vera e propria esperienza di lutto: si prova una sensazione di disuguaglianza perché la persona menomata nell’insieme non si sente uguale agli altri perché manca di qualcosa per essere “al completo”. Il sentimento di lutto, analogamente a qualsiasi altro lutto, se non elaborato e accettato può precipitare la persona in uno stato di dolore e di depressione, anche di alta gravità. Per quanto riguarda l’argomento trattato sull’emiplegia si tratta di un evento lesivo che comporta una gravissima alterazione dell’equilibrio psicofisico della persona: viene compromessa l’armonia relazionale che esiste tra i diversi sistemi funzionali dell’uomo con conseguenti traumi non solo del sé corporeo, ma anche di quello psichico e sociale. Nel linguaggio comune l’emiplegico è, genericamente, una persona che non è più in grado di muovere gli arti e che ha più o meno gravi difficoltà di mobilità. Ma questo significa cogliere solo la disabilità più visibile. In realtà ci sono altre disabilità ancora più gravi ed invalidanti e tra esse, importantissima, la compromissione delle funzioni genito-sfinteriche e viscerali che verranno approfondite in seguito. Prendendo in esame forme meno gravi osserviamo che per questi soggetti muoversi autonomamente non significa solo incontrare numerose e spesso invalicabili barriere architettoniche, avere difficoltà di inserimento nella vita lavorativa e sociale, ma è soprattutto dover fare i conti con l’alterazione della propria identità ed unità

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Infermieristiche

Autore: Daniela Martino Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.