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Tendenze seriali e mitopoiesi del fumetto supereroistico americano

(Dall'introduzione)
Oggi il fumetto rappresenta una sorta di laboratorio, in cui vengono sperimentate narrazioni e personaggi che potranno eventualmente trovare la strada per il grande pubblico del cinema, della televisione e dei videogiochi: il fumetto insomma non produce direttamente quei numeri che le industrie dell’intrattenimento cercano, ma sperimenta i contenuti che quelle stesse potranno o meno decidere di sfruttare per fare quei numeri.
Quello che ora accade sistematicamente, in una sorta di non troppo tacito accordo tra sistemi mediali, è avvenuto indirettamente nell’arco di poco meno di ottanta anni rispetto al genere supereroistico: l’industria degli albi a fumetti ha, di fatto, sperimentato, in termini di formati di serialità editoriale e di modelli di supereroe, quello che altre industrie mediali hanno poi preso ed eventualmente riadattato, in termini di forma seriale, di contenuto mediale o dell’insieme dei due.
In questo lavoro sono interessato a evidenziare questi formati seriali e questi modelli di supereroe nel loro progressivo presentarsi, nonché di mostrare la correlazione che esiste tra un certo formato e una certa tipologia di eroe. In questo senso, non vuole esserci alcuna presunzione nello stabilire un qualche genere di causalità tra una tendenza seriale dell’editoria in particolare — e dell’industria mediale in generale — e uno specifico modello di supereroe, ma certamente la volontà di mostrare, all’interno di un percorso storico, il legame che esiste tra un certo tipo di racconto seriale e un certo tipo di mito contemporaneo, con la consapevolezza che in alcuni casi si sia trattato di un matrimonio necessario, in altri semplicemente di un matrimonio felice.

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9 Introduzione Questo lavoro è il frutto di una grande passione, passata attraverso le esperienze di una vita e sotto il giogo del disincanto. È la passione per una specifica forma di comunicazione, in italiano nota come fumetto, e per un genere narrativo legato alla presenza di uno specifico personaggio del folklore contemporaneo: il supereroe. I supereroi godono oggi di ottima salute, forti di eccezionali risultati sul mercato cinematografico e su quelli legati a esso, dalla distribuzione home video, nelle sue varie forme contemporanee, al merchandising. Il mezzo di comunicazione fumetto, per così dire, tiene bene: non produce il volume di affari —e denaro— che interessa ai grossi investitori, ma oggi si ritrova ad avere, nei diversi contesti e con le rispettive storie e tradizioni nazionali, un importante riconoscimento quantomeno dalla critica, accademica e non, e un altrettanto importante zoccolo duro di lettori che tengono in vita l’industria. Di più, oggi il fumetto rappresenta una sorta di laboratorio, in cui vengono sperimentate narrazioni e personaggi che potranno eventualmente trovare la strada per il grande pubblico del cinema, della televisione e dei videogiochi: il fumetto insomma non produce direttamente quei numeri che le industrie dell’intrattenimento cercano, ma sperimenta i contenuti che quelle stesse potranno o meno decidere di sfruttare per fare quei numeri. In fondo, quello che ora accade sistematicamente, in una sorta di non troppo tacito accordo tra sistemi mediali, è avvenuto indirettamente nell’arco di poco meno di ottanta anni rispetto al genere supereroistico: l’industria degli albi a fumetti ha, di fatto, sperimentato, in termini di formati di serialità editoriale e di modelli di supereroe, quello che altre industrie mediali hanno poi preso ed eventualmente riadattato, in termini di forma seriale, di contenuto mediale o dell’insieme dei due.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Carlo Ripamonti Contatta »

Composta da 344 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1205 click dal 30/09/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.