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Ambivalenze tarchettiane. L'amore, l'arte e la scissione dell'io nei ''Racconti Fantastici''

L'opera tarchettiana è di sorprendente attualità non solo per la tematica amorosa ma per l'espediente del fantastico utilizzato per investigare sull'io e comprendere i fantasmi interiori che angosciano l'esistenza umana. Il fantastico tarchettiano si propone di spiegare la realtà spingendoci a guardare oltre l'aspetto fenomenico delle cose in una ricerca assidua dell'aspetto metafisico, dei cosiddetti mostri della ragione troppo spesso rimossi in nome dell' "assurda" razionalità". Attraverso la dimensione fantastica Tarchetti analizza il tema dell'amore, dell'arte e della scissione dell'io.
Il tema dell'amore è strettamente correlato al problema edipico e al narcisismo. La stasi alla fase fusionale materna impedisce il principium individuationis attraverso il quale l'individuo si scinde dalla propria madre riconoscendosi come entità autonoma e distinta. Il mancato superamento di questo stadio non permette un'adeguata maturazione sessuale e psicologica per cui l'individuo cerca continuamente la madre in ogni persona che lo circonda oppure colui con il quale si relaziona viene visto come un elemento Altro da sé che può minare la propria stabilità e può portare all'annullamento. Il rapporto amoroso diviene malato, fragile e impossibile. In quest'ottica la donna diventa una creatura malefica, portatrice di distruzione e morte. Il connubio Eros e Thanatos viene proposto da Tarchetti in più di un racconto: Bouvard, Riccardo Waitzen, La leggenda del castello nero, Fosca.
Secondo tema fondamentale è l'arte, interpretata come viaggio nell'interiorità che restituisce all'uomo la sua interezza perduta e risana la frattura fra reale e immaginario. L'arte è presa di coscienza dell'assurdo e del mistero che caratterizzano la condizione umana. I Racconti fantastici di Tarchetti sono finalizzati a produrre un turbamento nel lettore. Sotto l'apparenza familiare delle cose si cela un volto sconosciuto ed estraneo che evoca misteriose angosce sepolte in fondo alla memoria. Nella trilogia "L'amore nell'arte" di Tarchetti i protagonisti subiscono una depersonalizzazione, perdono il contatto con la realtà inseguendo un concetto dell'amore puro e spirituale che non può essere vissuto sulla terra, ma solo in una dimensione metafisica e ultraterrena.
La tematica della scissione dell'io viene presentata da Tarchetti come sdoppiamento tra conscio e inconscio. L'individuo non riesce più a percepire la propria identità, si sente scisso in due personalità opposte: le pulsioni libidiche, le paure e l'aggressività vogliono prendere il sopravvento sulla coscienza, ciò avviene non solo nella dimensione del sogno ma anche nello stato di veglia, per cui l'individuo vive una specie di sogno ad occhi aperti, una visione allucinata che interpreta come vera e propria follia. Questa è la frantumazione dell'io e la perdita dell'identità vissuta dai personaggi tarchettiani.
In conclusione Tarchetti coglie a pieno il sentimento di paura, angoscia e nevrosi dell'uomo contemporaneo, ci aiuta ad investigare su noi stessi, ad analizzare i dubbi interiori scandagliando l'inesorabile inconscio. Il connubio tra il fantastico e il reale rende le opere tarchettiane imprevedibili ed avvincenti.

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1 Introduzione “Cogito ergo sum: penso dunque sono”. Cartesio padre del razionalismo riconosceva nel dubbio la fonte primaria dell’investigazione quale capace di conferire alla ragione non un potere assoluto, quanto una forza che incita alla ricerca del vero. Dubitare su di noi e sul mondo circostante è ciò che ci permette di dare risposte sensate a quesiti spesso sconosciuti ed insoluti. Per Tarchetti “il dubbio è la rivelazione della scienza –essa lo cerca immolandogli ogni fede- poiché una sola fede esiste, quella del dubbio 1 ”. Il dubbio come possibilità di apertura all’immaginazione, al fantastico nel suo senso originario di “phantastikós”, ciò che è reso visibile, visionario o irreale. Il “modo” 2 fantastico come irruzione di elementi ignoti o perturbanti nell’universo noto del quotidiano, si presenta proprio in pieno clima positivista-scientifico, lo stesso che fino ad allora aveva creduto nella capacità della scienza di poter spiegare qualsiasi tipo di fenomeno 3 . Tuttavia le ragioni del cuore e dello spirito continuano a turbare l’animo umano che, malgrado i progressi scientifici, non sa dare ancora delle risposte a fenomeni definiti come soprannaturali e non sa spiegarsi quale sia la sede dell’anima non avendola “trovata” nel cuore 4 . 1 I. U. Tarchetti, Riccardo Waitzen, in I. U. Tarchetti, L’amore nell’arte. Racconti musicali, Passigli, Firenze, 1992, p. 48. 2 Su “modo” fantastico cfr. Remo Ceserani, Il fantastico, Mulino, Bologna, 1996, p. 11. 3 Sul dualismo scienza-fantastico valido il saggio di Leonardo Lattarulo, “Antica storia narra così”. Considerazioni sul fantastico italiano ottocentesco, in Geografia, storia e poetiche del fantastico, a cura di M. Farnetti, Olschki, Firenze, 1995, in cui cita Boito in Lezione di anatomia: “Scienza, vattene/ co’ tuoi conforti!/ Ridammi i mondi/del sogno e l’anima”p. 128. 4 Per i greci il cuore era la sede dell’anima (Platone riconosceva tre tipi di anime: sensitiva, vegetativa e razionale), per Aristotele invece il cuore era sede dell’intelletto. Cartesio parlava di dualismo di anima e corpo (res cogitans e res

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Del Signore Contatta »

Composta da 216 pagine.

 

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