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Il minore nel diritto internazionale e nel diritto dell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Daniela Paciello
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Criseide Novi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

La figura del minore è stata soggetta ad un lento ed articolato percorso che ha visto profondamente mutata la sua posizione dapprima nel contesto familiare e sociale ed in un secondo momento anche nel contesto giuridico. Si è infatti progressivamente abbandonato l'approccio di assoluta indifferenza che da sempre gli adulti hanno tenuto nei confronti del minore e delle sue particolari esigenze, in favore di una sempre maggiore attenzione alle particolarità del suo status.
È da tali premesse che si sviluppa la cultura della tutela dei diritti dei minori, che ha una storia piuttosto recente ed affonda le sue radici nel contesto del diritto internazionale.
È infatti a Convenzioni internazionali, quali la Convenzione di New York del 1989 e la Convenzione di Strasburgo del 1997, che si deve quella che in molti hanno chiamato la "rivoluzione copernicana" che ha visto il minore trasformarsi da mero oggetto e destinatario di cure e attenzioni a soggetto di diritto, titolare di situazioni giuridiche soggettive proprie e capace di far valere i propri diritti.
La "questione minori" ben presto si afferma quale prioritaria anche nel contesto dell'Unione Europea, che negli ultimi anni ha riservato ai minori un ruolo sempre più rilevante nell'ambito delle sue politiche ed anche in molti dei suoi interventi normativi.
In questo percorso che ha visto crescere sempre più l'attenzione verso la tutela del minore e dei suoi diritti, posizione particolarmente rilevante è quella assunta dall'affermazione del diritto del minore all'ascolto.
Tale diritto viene introdotto per la prima volta con la Convenzione di New York e poi richiamato in molti altri strumenti internazionali e comunitari, come un diritto dai confini piuttosto incerti e con un ambito di operatività molto ampio.
Tra le varie realtà con le quali l'ascolto viene a confrontarsi, senz'altro l'ambito nel quale questo risulta avere maggiori implicazioni è quello giudiziario.
Il riconoscimento al minore del diritto a far sentire la sua voce all'interno dei processi nei quali è coinvolto un suo interesse, si inserisce infatti nell'ambito di un importante progetto che sta impegnando negli ultimi anni tanto la comunità internazionale, quanto l'Unione Europea, che mira al rafforzamento dei diritti del minore anche nell'ambito processuale attraverso un adeguamento del sistema giudiziario alle specifiche esigenze di tutela dei minori, al fine di creare una "giustizia a misura di minore".
Attraverso un'analisi in merito a come il diritto all'ascolto si è affermato nell'ambito delle singole fattispecie e di come questo abbia acquisito progressivamente contenuti sempre più concreti, è possibile tracciare anche le linee più significative dell'evoluzione della tutela del minore anche con riferimento al mutato ruolo che oggi svolge nel processo.
Un ultimo sguardo è infine rivolto anche al recepimento di questo importante dibattito che si è sviluppato a livello internazionale e comunitario, all'interno del nostro ordinamento nazionale, con particolare riguardo ancora una volta al diritto all'ascolto e alle sue implicazioni con la disciplina dei procedimenti in cui sono parti i minori.

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4 INTRODUZIONE "...Sembra che di fronte ai bambini gli adulti non abbiano altro modo di pensare che questo: tutto quello che è inutile, poco importante, è da bambini, è dei bambini. Scalfire questo modo di vedere è impresa ardua, che nessuna scienza, nessun sapere e nessuna saggezza hanno potuto realizzare" 1 . La figura del minore è stata soggetta ad un lento ed articolato percorso che ha visto profondamente mutata la sua posizione dapprima nel contesto familiare e sociale ed in un secondo momento anche nel contesto giuridico. Si è infatti progressivamente abbandonato l'approccio di assoluta indifferenza che da sempre gli adulti hanno tenuto nei confronti del minore e delle sue particolari esigenze, in favore di una sempre maggiore attenzione alle particolarità del suo status. E' da tali premesse che si sviluppa la cultura della tutela dei diritti dei minori, che ha una storia piuttosto recente ed affonda le sue radici nel contesto del diritto internazionale. E' infatti a Convenzioni internazionali, quali la Convenzione di New York del 1989 e la Convenzione di Strasburgo del 1997, che si deve quella che in molti hanno chiamato la "rivoluzione copernicana" che ha visto il minore trasformarsi da mero oggetto e destinatario di cure e attenzioni a soggetto di diritto, titolare di situazioni giuridiche soggettive proprie e capace di far valere i propri diritti. La "questione minori" ben presto si afferma quale prioritaria anche nel contesto dell'Unione Europea, che negli ultimi anni ha riservato ai minori un ruolo sempre più rilevante nell'ambito delle sue politiche ed anche in molti dei suoi interventi normativi. In questo percorso che ha visto crescere sempre più l'attenzione verso la tutela del minore e dei suoi diritti, posizione particolarmente rilevante è quella assunta dall'affermazione del diritto del minore all'ascolto. Tale diritto viene introdotto per la prima volta con la Convenzione di New York e poi richiamato in molti altri strumenti internazionali e comunitari, come un diritto dai confini piuttosto incerti e con un ambito di operatività molto ampio. Tra le varie realtà con le quali l'ascolto viene a confrontarsi, senz'altro l'ambito 1 E. RESTA, "L'infanzia ferita", Roma-Bari, 1998

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Parole chiave

diritto internazionale
diritto dell'unione europea
convenzione di new york
convenzione di strasburgo
diritti dei minori
diritto all'ascolto del minore
giustizia a misura di minore
minori e processo
d lgs. 154/2013
vittime vulnerabili

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