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Il doppio volto della contumacia nel processo civile (ficta contestatio e ficta confessio)

Nel diritto processuale italiano, la contumacia è la situazione di inattività unilaterale che consegue al mancato esercizio del potere-onere di costituzione di una parte e che va dichiarata previa verifica dei suoi presupposti . Nel nostro ordinamento, la contumacia è considerata come un comportamento neutro: vige infatti il principio, derivante dal diritto francese, della c.d. ficta contestatio per cui si finge, appunto, che la parte che non si costituisce in giudizio contesti i fatti costitutivi allegati dall’attore. Incombe quindi in capo alla parte attiva l’onere di provare la fondatezza della propria domanda, anche nell’ipotesi in cui l’altra parte, normalmente il convenuto, rimanga inattiva. Nei Paesi in cui è stata meno forte l’influenza del diritto francese, invece, si è diffuso l’opposto principio, di origine germanica, della ficta confessio in virtù del quale il contumace viene paragonato alla parte che confessa in giudizio i fatti costitutivi della pretesa fatta valere dall’attore il quale è, così, esonerato da ogni onere probatorio.

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  10   1. INTRODUZIONE     Nel diritto processuale italiano, la contumacia è la situazione di inattività unilaterale che consegue al mancato esercizio del potere-onere di costituzione di una parte e che va dichiarata previa verifica dei suoi presupposti 1 . Nel nostro ordinamento, la contumacia è considerata come un comportamento neutro: vige infatti il principio, derivante dal diritto francese, della c.d. ficta contestatio per cui si finge, appunto, che la parte che non si costituisce in giudizio contesti i fatti costitutivi allegati dall’attore. Incombe quindi in capo alla parte attiva l’onere di provare la fondatezza della propria domanda, anche nell’ipotesi in cui l’altra parte, normalmente il convenuto, rimanga inattiva. Nei Paesi in cui è stata meno forte l’influenza del diritto francese, invece, si è diffuso l’opposto principio, di origine germanica, della ficta confessio in virtù del quale il contumace viene paragonato alla parte che confessa in giudizio i fatti costitutivi della pretesa fatta valere dall’attore il quale è, così, esonerato da ogni onere probatorio. La prima parte dello scritto è dedicata all’analisi dell’evoluzione storica del concetto di contumacia nei vari sistemi giuridici europei, a partire dal diritto romano. Nel processo formulare arcaico la contumacia non era nemmeno concepita poiché il processo, per essere tale, necessitava della partecipazione attiva di entrambe le parti, tanto che era concesso il ricorso all’uso della forza per costringere il convenuto a presentarsi in tribunale. Solo con il procedimento eremodiciale, introdotto dalla cognitio extra ordinem e poi consolidatosi in epoca giustinianea, fu ammessa la trattazione unilaterale della causa, in cui era imposto alla parte costituita l’onere di provare i fatti posti a fondamento della propria domanda. Successivamente, sarà esaminato il diritto medioevale, facendo particolare riferimento al diritto canonico, che risentì fortemente dell’influenza della legislazione giustinianea, anche nella disciplina del procedimento contumaciale, e al diritto derivante dalla tradizione 1   GIANNOZZI,   La  contumacia  nel  processo  civile,  Milano,  1963,  138.  

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Matteo Ravera Contatta »

Composta da 262 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.