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Sull'illegittimità della pratica dei respingimenti in alto mare operati dal Governo italiano: l'intervento della Corte europea dei diritti dell'uomo

Informazioni tesi

  Autore: Anna Saibene
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Filippo Scuto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

Il 23 febbraio 2012 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia di aver violato alcune norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo avendo intercettato e rinviato illegittimamente un gruppo di cittadini somali ed eritrei. Il caso è noto come Hirsi Jamaa e altri contro Italia.
L’elaborato si propone di analizzare tale sentenza, sulla base di una visione generale degli strumenti di protezione dell’immigrato previsti dall’ordinamento italiano, europeo ed internazionale. L’intento è quello di dimostrare come da una parte vi sia un’ampia
gamma di strumenti di protezione, dall’altra come questi spesso non siano riconosciuti e garantiti e, come ancora oggi, manchi una chiara, completa ed efficace armonizzazione ed implementazione normativa della protezione degli immigrati, materia che coinvolge sia la tutela dei diritti umani inviolabili, sia il controllo dell’immigrazione clandestina.

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1 Introduzione Il 23 febbraio 2012 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia di aver violato alcune norme della Convenzione europea dei diritti dell’uomo avendo intercettato e rinviato illegittimamente un gruppo di cittadini somali ed eritrei. Il caso è noto come Hirsi Jamaa e altri contro Italia. L’elaborato si propone di analizzare tale sentenza, sulla base di una visione generale degli strumenti di protezione dell’immigrato previsti dall’ordinamento italiano, europeo ed internazionale. L’intento è quello di dimostrare come da una parte vi sia un’ampia gamma di strumenti di protezione, dall’altra come questi spesso non siano riconosciuti e garantiti e, come ancora oggi, manchi una chiara, completa ed efficace armonizzazione ed implementazione normativa della protezione degli immigrati, materia che coinvolge sia la tutela dei diritti umani inviolabili, sia il controllo dell’immigrazione clandestina. Nelle pagine che seguono si analizzeranno, prima di tutto, le modalità di allontanamento di cui dispone il Governo Italiano nel caso di arrivo di migranti irregolari. Nello specifico, si farà riferimento al provvedimento di respingimento, secondo quanto è previsto dal Codice frontiere di Shengen (Regolamento Europeo 562/2006) e dal Testo Unico italiano delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulle condizioni dello straniero (D.Lgs 286/1998 e successive modifiche). La volontà di orientarsi principalmente sulla modalità di respingimento, e non sull’espulsione, è data dal fatto che è proprio su di questa che si discute nella sentenza di cui si parlerà nel dettaglio, nel secondo capitolo. La seconda parte del primo capitolo è, invece, volta a definire un quadro generale in merito al sistema di protezione dei migranti. Verranno passati in rassegna i principali strumenti di tutela degli stranieri, riconosciuti e garantiti, dall’ordinamento internazionale, europeo ed infine italiano. L’obiettivo è di descrivere in modo esaustivo i diritti di cui gode il migrante, anche irregolare. Saranno presi in esame: la Convenzione di Ginevra del 1951 e la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, per quanto riguarda l’ordinamento internazionale, le quattro direttive europee che disciplinano la materia dell’immigrazione, la carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, il Codice

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