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Il processo imitativo tra desiderio, rispecchiamento ed empatia

Sullo sfondo del concetto di mimesi di Girard, è possibile ricondurre la dinamica soggetto – modello alle forme di imitazione poste in atto dagli esseri umani. Nella disamina, perciò, verranno illustrati la dinamica mimetica, il meccanismo del contagio emotivo, la scoperta del sistema dei neuroni specchio e il ruolo dell’empatia nelle relazioni umane. Lo scopo finale è stato quello di dimostrare come anche la ricerca empirica, nel campo delle neuroscienze e della psicologia, abbia posto l’attenzione sull’intersoggettività, nel suo rappresentare un aspetto cruciale della condizione umana.

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16 Cap. 1. IMITAZIONE E DESIDERIO MIMETICO 1.1 Renè Girard e la natura mimetica del desiderio Nell’affrontare l’ampia analisi del concetto di imitazione, un punto di partenza valido è fornito dall’analisi a trecentosessanta gradi di René Girard sulla natura del desiderio. L ’antropologo francese fonda la sua ricostruzione sulla convinzione per cui il desiderio, che egli pone alla base del meccanismo mimetico, non possa assolutamente essere, per sua natura, individuale, come invece il mondo moderno pubblicizza: si tratta in realtà di imitazione, di un desiderio mobile, che necessita sempre di un modello. Il desiderio che ne deriva è quindi, secondo Girard, sempre mimetico, sempre secondo l’Altro, e sarebbe così l’unico desiderio “vero”, perché costringe a scegliere sempre un modello da imitare. L ’uomo desidera solo ed esclusivamente secondo l’Altro, che è modello consapevole e inconscio. È il soggetto ad attribuire a questo modello il ruolo di mediatore dei propri desideri, al punto che desidera assorbirne l’essere. Nulla di ciò che l’individuo desidera è spontaneo, individuale, ma è sempre mediato da tale modello. Nella sua ricostruzione sulla natura mimetica del desiderio, Girard sostiene la sua critica nei confronti dei contemporanei, rei di nutrire ancora una profonda indifferenza/diffidenza sul tema dell’imitazione, che risulta, invece, ancorata alla tradizione platonica. Per l’autore, in Platone l’imitazione viene amputata di una dimensione fondamentale, che si rivela slegata dalle rappresentazioni, quindi dall’imitazione esclusiva di tipi di comportamento, maniere, abitudini, parole o modi di parlare, cioè la dimensione acquisitiva dei comportamenti di appropriazione. Secondo l’antropologo, invece, tali comportamenti svolgono un ruolo importantissimo negli uomini, così come in tutti gli esseri viventi, e sono suscettibili di essere copiati. “È Platone che ha determinato una volta per tutte la problematica culturale dell’imitazione ed è una problematica mutila, amputata di una dimensione essenziale, la dimensione acquisitiva che è anche dimensione

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marta Manzo Contatta »

Composta da 118 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2890 click dal 06/11/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.