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Devianza e Società: dalla criminologia alla sociologia

Informazioni tesi

Autore: Alessandra Lorefice
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2011-12
Università: Università degli Studi di Messina
Facoltà: Scienze dell'Educazione
Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
Relatore: LuigiRossi
Lingua: Italiano
Num. pagine: 88

“Devianza e società: dalla criminologia alla sociologia” è uno studio sul concetto di “devianza”, le sue storiche evoluzioni di significato, scandite dalle diverse teorizzazioni a partire dal secolo dell’Illuminismo fino ai nostri giorni. Una rassegna di studi e ricerche che hanno fatto la storia del concetto di “deviante” fino al naturale e conseguente mutamento dei significati di “pena” e “castigo”. Attraverso l’idea della “lettura sociologica” del fenomeno criminale e di tutte le forme di comportamento deviante, finalizzate al reato o meno, l’obiettivo è stato quello di fare uscire la “criminologia” dal grado di “sistema di sintesi dei delitti e delle pene” imperniato sui concetti liberistici del diritto penale, per innalzarla al rango di “scienza” e raccontare lo storico superamento nel definitivo incontro tra criminologia e sociologia.
Il fenomeno della devianza è stato posto al centro di tutto come uno degli aspetti primari dell’organizzazione sociale, quale risultato di un giudizio collettivo nel sottile confine tra “normalità” e “anomalia”. Da un lato c’è la descrizione dei vari principi su cui regge il concetto stesso di società, inteso come “corpo sociale” o collettività, inevitabilmente legata ad un sistema normativo e ad una oggettività di fenomeni considerati “normali”; dall’altra parte il necessario confronto di teorie e studi sulla questione con lo sviluppo di una nuova area di ricerca e di spiegazione del comportamento sociale, che pur partendo dagli aspetti normativi non dimentica altri fattori. È la nascita dei paradigmi moderni, sociologici, e dei diversi sviluppi di questo tipo di studi che arrivano a definire la devianza come una “costruzione sociale”.

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- 3 - Introduzione Il lavoro che andrò a presentare è nato da un personale interesse verso il mondo della criminologia, intesa come “scienza sociale”. Una definizione apparentemente azzardata e che farebbe, ancora oggi, discutere molti studiosi e teorici delle più diverse discipline. Per questo motivo mi sono posta da subito il problema di una definizione corretta sia del concetto di “devianza”, principale tematica della mia dissertazione, sia di “criminologia”. Attraverso un’analisi dettagliata dei diversi approcci teorici che nel corso dei secoli hanno tentato di dare la loro spiegazione al fenomeno della devianza, e con esso a quello più specifico della criminalità, è possibile tracciare un valido excursus storico dell’evoluzione del concetto stesso di “soggetto deviante”, andando a scoprire come naturale conseguenza l’evoluzione dei significati di “pena” e “castigo”. Non a caso uno dei testi a cui farò frequentemente riferimento è un saggio di Emilio Santoro dal titolo “Castigo e delitto”, contenuto all’interno del più ampio volume a cura di Pier Paolo Giglioli, docente di sociologia all’Università di Bologna, dal titolo “Invito allo studio della società”. È attraverso questa “poetica” della “lettura sociologica” che mi interessa vedere l’apprendimento della criminologia. Il rischio di questo tipo di studio è stato per molti anni quello di essere ricondotto a una “falsa scienza”, molto più simile ad un sistema di sintesi del “sistema dei delitti e delle pene”, tipico di una civiltà illuminista e imperniata sui concetti liberistici del diritto penale.

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Parole chiave

la devianza minorile
la costruzione sociale della devianza
disagio e devianza nell’adolescenza
criminologia e devianza sociale
la criminologia positivistica e la nascita del cri
la criminalità e gli apparati educativo- pedagogic
il “recupero” dell’individualità (vd. matza e lab
il controllo sociale
la ‘’labellingtheory’’
la devianza minorile in italia

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