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L’accesso al sapere come fonte di emancipazione della donna in Marocco secondo Fatema Mernissi

Fatema Mernissi è una scrittrice sociologa marocchina, esperta della condizione delle donne nel medio-oriente. Nasce a Fez nel 1940, in una famiglia abbiente all’interno di un harem domestico nel quale già aleggiava il desiderio di riscatto e libertà da parte di alcune donne tra cui la madre della sociologa. E’ anche grazie all’influenza e gli insegnamenti di quest’ultima che Fatema Mernissi è oggi una delle più rappresentative femministe islamiche. Il femminismo islamico è un movimento di genere eterogeneo, sorto all’inizio degli anni ‘90 che comprende le posizioni di tutte quelle pensatrici che rivendicano i diritti delle donne all’interno della cornice religiosa e sostengono che l’instaurarsi delle società patriarcali sia dovuto dall’interpretazioni misogine del Corano a loro volta scaturite dall’esclusione delle donne dal processo esegetico, dallo spazio decisionale e dalla formazione della giurisprudenza islamica.
Nelle sue opere Fatema Mernissi analizza il miglioramento della posizione delle donne all’interno della società marocchina avvenuto nel corso delle generazioni. Mentre durante la sua infanzia ha imparato che educazione significa rispettare gli Hudud , ovvero i confini invalicabili che rinchiudevano le donne all’interno delle mura domestiche, oggi le donne stanno invadendo lo spazio pubblico che nella cultura islamica è associato agli uomini
Questi progressi secondo Fatema Mernissi sono frutto dell’accesso delle donne alla conoscenza, che considera l’arma più potente nelle mani delle stesse per sottrarsi dalla posizione di “subordinazione”. A tal proposito pone come esempio la storia di Shahrazad, eroina della raccolta di novelle orientali” le mille e una notte” Shahrazad è moglie del sultano Shahryar che furioso nei confronti delle donne, ne sposa una al giorno per poi farla giustiziare l’alba del giorno dopo. Ella sfrutta la sua conoscenza per intrattenerlo tutta la notte.. per mille e una notte, con dei racconti finche lo stesso non rinuncia definitivamente al suo diabolico piano.
Come la conoscenza ha aiutato Shahrazad a riscattarsi dalla sua posizione di vittima così anche la scolarizzazione femminile e l’accesso all’’informazione libera garantita dai mass media hanno permesso alle donne marocchine di avanzare lungo il cammino dell’emancipazione.

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3 INTRODUZIONE Il mio percorso di studi e l’attenzione che si rivolge ormai da anni alla condizione della donna nei Paesi a maggioranza islamica mi hanno portato a voler analizzare più da vicino questo argomento. L’immagine, che viene veicolata dai mass media occidentali, della donna islamica è quella di vittima passiva e inerme di reiterate violenze legittimate dalla religione e dalla legge. Vittima che noi occidentali immaginiamo impotente e indifesa, sempre velata anche contro la sua volontà. La maggior parte dei dibattiti sulla condizione femminile nell’islam non prende in considerazione il contesto socio-politico ed economico dei Paesi a maggioranza islamica. Infatti, le dinamiche di potere che incidono sulla possibilità di accesso alle risorse materiali, simboliche e culturali rimangono argomenti marginali. 1 Questo ha portato, in occidente alla scarsa conoscenza dei movimenti femministi che hanno attraversato il mondo islamico. In realtà molte sono le donne che hanno combattuto e stanno ancora combattendo per ottenere i loro diritti. Il movimento delle donne nel mondo arabo emerge alla fine dell’800, quando alcune donne sia musulmane sia cristiane cominciano a battersi per l’emancipazione femminile, superando le barriere confessionali. 2 1 Ruba Salih, Musulmane rivelate. Donne, islam, modernità, Roma, 2005, Carocci editore, p. 12. 2 Renata Pepicelli, Femminismo islamico. Corano, diritti, riforme, Roma, Carocci editore, 2002 , p. 34.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Serena Chirra Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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