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Il teatro di Graham Greene

La tesi si propone di analizzare una parte della cosiddetta produzione minore di un grande esponente della letteratura inglese: Graham Greene, un'autore noto soprattutto per i suoi romanzi tra i quali spiccano best seller quali "La roccia di Brighton", "Il potere e la gloria" e "Il nocciolo della questione". I testi teatrali vengono suddivisi in due gruppi: le opere degli anni Cinquanta e quelle successive che spaziano dal 1964 ai primi anni Ottanta. Il primo gruppo, composto da "The Living Room", "The Potting Shed" e "The Complaisant Lover" condivide temi e caratteristiche comuni: appartenenza al genere tradizionale della well-made play, trama basata sull'adulterio e ambientazione borghese. Le opere successive sono cronologicamente distanti fra loro e presentano tratti non omogeneei; si va dal dramma dell'Assurdo "Carving a Statue" alla commedia edoardiana "The Return of A. J. Raffles" per finire con il gusto per il tragicomico ed il grottesco di "Yes and No" e "For Whom the Bell Chimes". Ad un'approfondita analisi dei singoli testi segue un confronto con la produzione narrativa coeva e, a conclusione, un breve cenno all'allestimento triestino di una delle commedie greeneiane, basato sulla traduzione del noto critico italiano Tullio Kezich. La tesi si avvale di un ricco apparato bibliografico comprendente monografie, saggi, articoli e recensioni, per lo più in lingua inglese e si conclude con un riassunto, anch'esso in inglese.

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Premessa PREMESSA Risulta arduo spiegare chi è Graham Greene, prima di tutto perché è difficile "etichettarlo" da un punto di vista letterario: non è solo romanziere, ma è anche giornalista, drammaturgo, sceneggiatore, critico letterario e cinematografico e, soprattutto, grande viaggiatore e osservatore che, spinto forse dalla noia e da una sorta di irrequietezza, è stato ovunque nel mondo, anche in luoghi sperduti o pericolosi. Marie- Françoise Allain nella suo libro-intervista su Greene afferma che egli racchiude in sé "l'ossessione della fuga (il verbo 'scappare' torna incessantemente nei suoi discorsi), l'attrazione per il 'bordo vertiginoso delle cose', la 'dualità' che ha segnato la sua vita." 1 E' anche quasi impossibile riassumere brevemente la sua biografia se non altro perché ha vissuto ottantasette anni, che coprono gran parte del ventesimo secolo, e li ha vissuti tutti molto intensamente: aspirante scrittore e giornalista fin da ragazzo, agente segreto in svariate occasioni, critico polemico e ironico, grande amante dell'alcol e delle donne e, a dispetto di tutto, cattolico convinto. Nonostante sia divenuto un personaggio noto in tutto il mondo, lo stesso Greene si divertiva a mettere in guardia i possibili biografi che reperire informazioni corrette e verificabili sulla sua vita sarebbe stato un lavoro arduo, 2 poiché egli ha 1 Il tenero omicida, Roma, Editori Riuniti, 1983, p.15, che è la traduzione italiana dell'intervista concessa da Greene a Marie-Françoise Allain, dal titolo L'autre et son double, 1981. 2 Cfr. Norman Sherry, The Life of Graham Greene, i. 1904-1939; ii. 1939-1955, London, Cape, 1989- 1993, ii., epigraph, in Peter Mudford, Graham Greene, Plymouth, Northcote House, 1996, p.2.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elena Stanic Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.