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Vessel Protection Detachments e contractors nella lotta alla pirateria marittima

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Giuseppe Gugliotta
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Alessandra Pietrobon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

La tesi indaga una tematica di giovane età nel diritto internazionale contemporaneo: il ruolo che Vessel Protection Detachments (VPD, ossia nuclei composti da personale militare) e "contractors" (ossia nuclei composti da personale civile) possono svolgere nel contrastare la pirateria marittima moderna agendo a bordo di navi mercantili. Partendo da un'analisi della disciplina internazionale relativa alla pirateria - fondata principalmente sulla Convenzione sul diritto del mare (1982) - si forniscono le coordinate per comprendere se, con quali limiti e in quali condizioni sia ammessa un'attività difensiva a bordo da parte di personale armato, a tale scopo analizzando anche le legislazioni di alcuni Stati europei in materia di VPD e "contractors" anti-pirateria. L'indagine ha dovuto tener conto di una cornice giuridica internazionale ancora arretrata, a livello sia consuetudinario che pattizio, tale da non offrire norme dettagliate in materia; ciò è confermato da un'analisi del caso "Enrica Lexie", la cui controversia si sarebbe potuta già risolvere in presenza di accordi bilaterali atti a disciplinare l'attività anti-pirateria di squadre militari e/o civili. Tale constatazione mi ha spinto a concludere che il diritto internazionale in materia necessita un aggiornamento in tempi rapidi, auspicabilmente con strumenti convenzionali sia multilaterali che bilaterali; parallelamente, si conclude che un maggiore impegno di coordinamento e armonizzazione normativi in ambito interno è da chiedere agli Stati, tanto a quelli che si affacciano sulle acque infestate da pirati, quanto a quelli le cui navi solcano tali acque.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro vuole costituire un approccio di ordine generale a una tematica che, anche in ragione della sua giovane età, attende ancora di occupare uno spazio rilevante nella letteratura giuridica internazionale. Come organizzare un'efficace protezione dei traffici marittimi dai pirati contemporanei? Una delle risposte individuate dalla comunità internazionale a questa domanda è la strategia di impiegare Vessel Protection Detachments (VPD, squadre composte da personale militare) e di Privately Contracted Armed Security Personnel (PCASP, o contractors, squadre composte da personale civile) a bordo delle navi mercantili transitanti nelle acque dell'Oceano Indiano. 1 Le opportunità e i rischi connessi all'impiego di VPD e contractors nella lotta alla pirateria marittima sono snodi fondamentali nel rispondere a una delle più urgenti e costose 2 sfide contemporanee alla sicurezza internazionale. L'obiettivo del lavoro è anzitutto quello di fornire una panoramica d'insieme della materia impiegando la "lente" del diritto internazionale. È legale fornire le navi di squadre di sicurezza armate? Quando, dove e come possono agire? Si tenterà poi di dare alcuni spunti di riflessione sul tema, che – si spera – possano contribuire a migliorare la qualità dell'attuale disciplina. 1 Il lavoro si concentrerà sull'area dell'Oceano Indiano, colpita dalla pirateria attiva al largo delle coste della Somalia e del Golfo di Aden, ma non mancheranno alcuni riferimenti ad altre zone del pianeta. Questo anche in considerazione del fatto che gli attacchi nell'Oceano Indiano si stanno via via attenuando, pur rappresentando un problema ancora urgente: secondo dati raccolti dall'International Maritime Bureau (IMB) i quadranti attualmente più colpiti dalla pirateria marittima sono il Golfo di Guinea (costa compresa tra la Sierra Leone e l'Angola) e il Sud-Est Asiatico (in particolare Malesia, Indonesia e Singapore). 2 Secondo uno studio coordinato da A. Bowden, tra il 2009 e il 2010 la pirateria somala ha prodotto un danno annuale stimato che oscilla tra i 7 e i 12 miliardi di dollari, includendo sia i costi direttamente connessi all'attività di pirateria (riscatti, assicurazioni, risorse militari e di sicurezza, riprogrammazione delle rotte, ecc.), sia i costi macroeconomici indiretti (legati agli effetti inflattivi sulle economie nazionali e all'impatto sul commercio internazionale). A. Bowden e a., The Economic Costs of Maritime Piracy 2010, One Earth Future Working Paper, 2010. <http://www.steamshipmutual.com/Downloads/Piracy/>. 8

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Parole chiave

pirateria
lotta
protection
contractor
marittima
vessel
detachment

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