Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Altare della Vittoria: una controversia tra pagani e cristiani nel IV sec. d.C.

Lo scontro tra paganesimo e cristianesimo in epoca di basso impero romano, alla luce delle argomentazioni giuridico - sociali sulla rimozione dell'Altare della Vittoria all'interno del senato di Roma. I protagonisti dello scontro sono Simmaco, retore e prefetto di Roma, e Sant'Ambrogio, vescovo di Milano. Dal carteggio dei due, costituito da una relatio e da alcune epistulae, si evincono i passaggi cruciali del cambiamento epocale che stava accadendo nell'Urbs.
L'episodio storico fornisce l'occasione per una riflessione sull'avvento del cristianesimo nell'impero romano e sulla sua faticosa integrazione e/o scontro con la cultura pagana delle divinità romana, la quale sta lentamente cedendo il passo alla religione monoteista. Tale analisi viene svolta dal punto di vista giuridico, sociale, economico ed etimologico, con una puntuale esegesi delle fonti storiche ambrosiane e simmachee.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Il nucleo attorno al quale si sviluppa l’argomento della ricerca è una controversia riguardante l’altare della Vittoria posto nel senato romano. L’episodio avviene alla fine del IV secolo d.C., quando il cristianesimo, d i- venuto religione di ‘stato’ dopo l’editto di Tessalonica del 380 d.C., sta consolidando le sue posizioni all’interno dell’apparato imperiale romano. L’altare della Vittoria ha costituito nella curia romana, dall’epoca del pri n- cipato augusteo nel I secolo a.C., un simulacro sul quale i senatori pagani erano soliti prestare giuramento e celebrare i riti religiosi dei culti aviti. Quando però, dalla metà del III secolo d.C., i simboli della Roma ‘pagana’ iniziano ad essere messi in discussione, l’imperatore d’Oriente Costan zo II, in occasione di una sua visita a Roma nel 357 d.C., lo fa rimuovere dalla curia. Terminato, però, il soggiorno dell’imperatore, l’altare viene ricoll o- cato in senato. Nel 382, l’imperatore Graziano, dopo aver emanato editti antipagani, fa nuovamente rimuovere l’altare. Per questo motivo, nel 384 dopo una prima spedizione non andata a buon fine, la fazione pagana del senato romano rinnova la richiesta di riposizionare l’altare in senato. La controversia ha inizio con tale istanza, alla quale risponde la parte cristiana, con due lettere di Ambrogio, nelle quali si chiede di mantenere il senato ‘libero’ da simboli dell’ antiqua religio. I soggetti della contesa sono da una parte Simmaco, retore pagano, dall’altra Sant’Ambrogio, vescovo di Milano. I due co ntendenti sono i pro- tagonisti di un carteggio indirizzato all’imperatore d’Occidente, Valent i- niano II, il quale è all’epoca poco più che fanciullo e quindi sottoposto a t u- tela della corte imperiale, fortemente influenzata dalla madre Giustina.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessio Briguglio Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 961 click dal 12/11/2014.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.