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Cameron Crowe: Il mix perfetto tra cinema e musica

Il cinema è un’arte che presenta un linguaggio complesso evolutosi con il passare del tempo, raggiungendo alti livelli. Ciò è stato possibile soprattutto grazie alla sua versatilità e alla possibilità di integrare in esso altri linguaggi, come l’arte, la musica, la grafica, ecc.
Ogni regista tenta di differenziare i suoi film per le tecniche utilizzate o elementi identificativi che sono assenti nel lavoro di altri.
Il presente elaborato intende esplorare il lavoro di Cameron Crowe, regista che utilizza la musica come marchio di fabbrica dei suoi film.
Per poter comprendere a pieno l’uso che Cameron Crowe fa della musica sono partito, nel primo capitolo, con un excursus sul suo background culturale.
Cresciuto come bambino prodigio, ancor prima di entrare nel periodo adolescenziale, la musica è diventata la sua principale passione.
Combinando l’interesse per la musica con il talento nella scrittura, Crowe è riuscito a guadagnarsi un posto come giornalista alla celebre rivista musicale Rolling Stone. Conosciuto nell’ambiente con il nome The Kid, affibbiatogli poiché all’epoca aveva solo quindici anni, ha intervistato tutte le più grandi star della sua epoca.
Dopo aver raggiunto risultati d’eccezione come giornalista e critico musicale, Cameron Crowe ha iniziato ad esplorare un’altra delle sue passioni: il cinema.
La seconda parte del primo capitolo è dedicata all’analisi della tecnica messa a punto dal regista: per agevolare il processo di immedesimazione dei suoi attori nei personaggi da interpretare e permettere loro di comprendere al meglio la storia, Crowe è solito far ascoltare sul set la musica che lo ha ispirato nella stesura della sceneggiatura. Spesso questa stessa musica viene inserita nella colonna sonora del film.
Il secondo capitolo analizza ciascuno dei film scritti e diretti da Cameron Crowe, per comprendere la funzione della musica dentro e fuori dal set, nonché il motivo di scelta dei brani della colonna sonora. Come già anticipato, la musica è il marchio di fabbrica dei film di Crowe, il quale ha saputo utilizzarla in maniera scrupolosa per suscitare emozioni precise, non limitandosi a brani pop. Egli ha infatti cercato di raccontare delle storie impiegando la sua vasta cultura rock, grunge, alternative.
Infine, il terzo capitolo è dedicato ai rockumentary, ovvero i documentari musicali, e ai videoclip ideati e diretti da Cameron Crowe. L’analisi si sposta a tali prodotti al fine di mostrare che la passione originaria di Cameron Crowe continua ad accompagnarlo ancora oggi e che la musica, con il suo linguaggio fatto di emozioni, si combina perfettamente con la comunicazione cinematografica.

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2 Introduzione Il cinema è un’arte che presenta un linguaggio complesso evolutosi con il passare del tempo, raggiungendo alti livelli. Ciò è stato possibile soprattutto grazie alla sua versatilità e alla possibilità di integrare in esso altri linguaggi, come l’arte, la musica, la grafica, ecc. Ogni regista tenta di differenziare i suoi film per le tecniche utilizzate o elementi identificativi che sono assenti nel lavoro di altri. Il presente elaborato intende esplorare il lavoro di Cameron Crowe, regista che utilizza la musica come marchio di fabbrica dei suoi film. Per poter comprendere a pieno l’uso che Cameron Crowe fa della musica sono partito, nel primo capitolo, con un excursus sul suo background culturale. Cresciuto come bambino prodigio, ancor prima di entrare nel periodo adolescenziale, la musica è diventata la sua principale passione. Combinando l’interesse per la musica con il talento nella scrittura, Crowe è riuscito a guadagnarsi un posto come giornalista alla celebre rivista musicale Rolling Stone. Conosciuto nell’ambiente con il nome The Kid, affibbiatogli poiché all’epoca aveva solo

Tesi di Laurea

Facoltà: Fotografia, Cinema e Televisione

Autore: Davide Maddaloni Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3012 click dal 24/11/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.