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Gli Imperatori e i Goti dalla Battaglia di Adrianopoli al Sacco di Roma

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Gambuli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze Storiche
  Relatore: Valerio Lieto Salvatore  Neri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

L'obiettivo della studio storico che ha portato alla stesura della mia tesi magistrale era quello di analizzare da un punto di vista differente la storia gotica, in modo particolare del trentennio che precedette il Sacco di Roma del 410. Diversamente da quanto proposto dalle ultime importanti edizioni sulla storia gotica, vedi ad esempio l'opera magistrale di H.Wolfram e la serie di studi proposti da P.Heather, l'impostazione della mia ricerca si proponeva di ricostruire e individuare, all'interno di un'attenta analisi storica, l'atteggiamento e le scelte politiche attuate dagli imperatori di quel periodo nei confronti del popolo goto. Costantino, Valente, Teodosio, Arcadio e Onorio furono protagonisti di una serie di importanti provvedimenti nei confronti del popolo goto che impersonificò, nel corso di quegli anni, diversi ruoli all'interno del contesto politico romanocentrico dell'epoca. Esso non ricoprì solo il ruolo di nemico dei romani, ma anzi, fu anche alleato. Il popolo goto arrivò addirittura a ricoprire, in certe occasioni, il ruolo di colonna portante del potere imperiale. Il rapporto tra Impero e Goti è dunque assai complesso, per tale motivo è stato necessario ricostruire, all'interno di un ampio capitolo introduttivo, le origini del popolo goto ed il suo primo secolo di rapporti con l'Urbe. All'interno di questo capitolo spiccano le importanti campagne sul Danubio che videro gli imperatori/soldato del III secolo affrontare le invasioni dei popoli della Scizia, tra cui appunto quello goto. Decio Traiano ne fu vittima, Claudio II e Aureliano le sfruttarono per la propria gloria. Mezzo secolo dopo, Costantino sottomise quel popolo e concluse con esso un importantissimo trattato (332), il primo di molti altri. Con quel trattato i Goti si sottomettevano fornendo un cospicuo contingente di soldati. Tale contingente sarebbe divenuto vitale per gli equilibri militari dell'Impero in poco meno di un secolo. Si apre dunque il primo capitolo con lo studio delle campagne transdanubiane di Valente all'interno del quale si cerca di individuare le varie motivazioni che spinsero l'Imperatore d'Oriente ad attaccare quello che fu un così prezioso alleato. Si passa ad un'analisi degli anni successivi la quale culmina con la crisi che 376, ovvero il passaggio del Danubio da parte dei Goti, e con la disastrosa sconfitta subita da Valente ad Adrianopoli. La ricerca entra nel suo vivo con lo studio della politica Teodosiana, che in pochi anni passa dall'aperta ostilità nei confronti del barbaro al compromesso attraverso la stipulazione del famosissimo trattato del 382, detto di Saturnino. Anche le politiche interne vengono analizzate in quanto esse si rivelano essere un tassello fondamentale per comprendere appieno la nuova politica di Teodosio. I Goti divengono una colonna portante dell'esercito imperiale e dunque del potere dello stesso Imperatore. Vari sono i temi trattati in questo capitolo, in particolar modo sono diverse le ipotesi plausibili relative al trattato del 382, tema fondamentale dell'intero studio. Il ruolo del goto al servizio di Roma è trattato ampiamente nel corso di tutto il secondo capitolo sino alla fine del terzo. Un terzo capitolo che è incentrato sul periodo successivo alla morte di Teodosio, sulle lotte di potere tra la corte Occidentale e quella Orientale, tra il binomio Onorio-Stilicone ed Arcadio, dove i Goti guidati da Alarico si rivelano essere il vero e proprio ago della bilancia. Il quarto capitolo conclude il quadro storico descrivendo gli ultimi giochi di potere che vi furono tra Onorio e Alarico che si conclusero con il Sacco di Roma. Vi è un attento ragionamento sul comportamento tenuto da Onorio abbinato al costante tentativo di motivare le diverse scelte politiche prese dall'Imperatore nell'arco dei suoi primi due anni di regno senza Stilicone. Lo studio termina con l'analisi trasversale di tutte le diverse politiche adottate da Roma nei confronti del popolo goto. Esse vengono contestualizzate e motivate cercando di ricostruire il quadro politico e le scelte che portarono al Sacco di Roma. All'interno dello studio vi è un costante ragionamento riguardo le fonti archeologiche, epigrafiche e storico/letterarie, queste ultime ampiamente dibattute, in modo tale da motivare ogni diverso resoconto o ipotesi attraverso una metodologia storico/scientifica.

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Premessa Elaborato nel corso degli ultimi mesi del 2013 questo studio affonda le sue origini tra l’autunno e l’inverno dell’anno precedente , ispirato dalla serie di lezioni tenute dal Prof. Baldini a proposito della storiografia tardoantica. Il progetto iniziale prevedeva una semplice analisi storiografica volta a sbrogliare la fitta serie di eventi che di poco precedettero il Sacco di Roma dell’anno 410. Ben presto però, durante le prime fasi di ricerca, le radici dello studio si rivelarono essere assai più profonde e ben permeate all’interno dei secoli precedenti portando , all’occhio di chi scrive , diversi fattori d’interes se troppo importanti per essere semplicemente citati. Per questo motivo si è preferito ampliare il periodo d’interesse arrivando, con l’au silio di studi archeologici, antropologici e culturali, a ridosso dell’inizio del I secolo prima della nascita di Cristo. La trattazione si addentrerà dunque nei difficili rapporti sviluppatisi tra l’Impero R omano ed il popolo goto che, tra il IV ed il V sec. d.C. - periodo comunemente identificato come l’inizio della cosiddetta Völkerwanderung 1 -, influenzò più di qualsiasi altra popolazione le sorti della pars occidentalis 2 . Le prime attestazioni di contatti tra l’Impero Romano ed il popolo g oto a noi note sono databili intorno alla fine del II sec. quando appunto, a seguito delle Guerre Marcomanniche, ci fu un ampio spostamento delle tribù gote verso le sponde del Mar Nero. I Goti si ritrovarono dunque nelle strette vicinanze del confine settentrionale della Dacia Felix, ormai da tempo provincia dell’Impero, intrecciando così, nel giro di un breve periodo, importanti relazioni con il nuovo vicino romano. Nel corso del III secolo tali relazioni tra Impero ed il popolo goto ebbero un’andatura altalenante : a momenti di pace e cooperazione, dove non è difficile trovare tra i ranghi dei contingenti di auxilia soldati goti, si contrapposero sanguinose invasioni e sistematiche rappresaglie romane con ampie campagne dentro e fuori il limes. 1 l er opoli Wanderung Migrazione ; di recente pubblicazione vedi WALTER POHL, Die Völkerwanderung. Eroberung und Integration, Stoccarda/Berlino/Colonia 2005. 2 PETER J. HEATHER, The Goths, Blackwell Publishers, Oxford 1996, p.7. 1

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