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L'annullamento del divieto di fecondazione eterologa in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Luana Ortuso
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Reggio Calabria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Ranieri De Maria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

La presente trattazione tende a presentare ed approfondire l’iter che la legge n. 40 ha subito in questo decennio, non senza comunque porre, in maniera sottile e critica, quale sia il limite tra il possibile e l’eticamente lecito o quale sia la relazione esistente tra libertà di ricerca scientifica, necessaria per l’evoluzione delle frontiere della conoscenza e l’ offensività della coscienza morale degli individui.
Dopo una breve spiegazione scientifica delle tecniche di procreazione assistita utilizzate nei centri medici, il primo capitolo vaglierà le diverse iniziative legislative che, dopo anni di dibattiti parlamentari, hanno portato, finalmente, alla promulgazione della legge n. 40, per procedere poi, ad un’accurata analisi della normativa alla luce delle norme costituzionali.
Il secondo capitolo analizzerà il sostanziale démontage subito dalla legge n. 40 caduta sotto le scure dei giudici, che attraverso i numerosi colpi di sentenze della magistratura amministrativa, costituzionale e civile, l’hanno depauperata della sua impostazione originaria, i cui limiti e divieti l’avevano resa difficilmente compatibile con la pratica clinica, deontologica e con il rispetto dei diritti fondamentali costituzionalmente garantiti.
Il capitolo conclusivo del presente lavoro sarà dedicato all’ultimo fendente, assestato dalla Corte Costituzionale, alla legge n. 40, relativamente all’annullamento del divieto di fecondazione eterologa, ad opera della sent. 162 del 9 aprile 2014, nonché all’emanazione, da parte delle Regioni, delle nuove Linee guida disciplinanti la materia.

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7    PREMESSA La legge 19 febbraio 2004, n. 40 recante “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, ha avuto il merito di colmare il vuoto legislativo, designato anche come far west procreativo (o della provetta), che per decenni ha caratterizzato il nostro Paese, dotando anche l’Italia, di una regolamentazione in materia di fecondazione assistita, che fino a tale momento, era stata assoggettata al diritto penale comune, al Codice di deontologia medica, nonché ad un’ulteriore regolamentazione dettata da due circolari del Ministero della sanità 1 . La legge 40 del 2004 è stata una delle leggi più controverse della storia legislativa del nostro paese, giacché ha compiuto scelte di campo nette che hanno animato i complessi risvolti a livello umano, sociale, psicologico, biomedico ed economico. Essa ha subito un iter parlamentare di durata del tutto peculiare, particolarmente travagliato e contestato, che non si è esaurito neanche successivamente alla sua promulgazione, anzi si è prorogato in modo incessante dopo l'emanazione definitiva di tale normativa, passando per un dibattito che ha coinvolto non soltanto la giurisprudenza, ma tutta la comunità scientifica.                                                               1 Circolare del Ministero della Sanità, 10 ottobre 1985, n. 100/119657/32.2.14, Limiti e condizioni di legittimità dei servizi per l'inseminazione artificiale nell'ambito del servizio sanitario nazionale (detta "Circolare Degan"). Circolare del Ministero della Sanità, 27 aprile 1987, n. 19, Prot. N. 500.2/ AG. 9-116, Misure di prevenzione della trasmissione del virus HIV e di altri agenti patogeni attraverso il seme umano impiegato per fecondazione artificiale (detta "Circolare Donat-Cattin”).

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