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Il Venture Capital: il fondo ''Vertis Venture'' e l’investimento in ''Personal Factory''

Il lavoro ha ad oggetto il Venture Capital, vale a dire l'attività di investimento, posta in essere da operatori specializzati, nel capitale di rischio di imprese non quotate che si trovano in fase di start up o di sviluppo, attraverso l'acquisizione di titoli partecipativi, a seguito di aumenti di capitale, con l'obiettivo di consentire lo sviluppo dell'impresa target e, per il tramite, ricavare un elevato capital gain in fase di dismissione della partecipazione.
Nel primo capitolo vengono forniti, dapprima, alcuni cenni storici sulla nascita delle operazioni di Venture Capital e sul loro riconoscimento anche da un punto di vista normativo attraverso leggi che regolassero e favorissero la creazione di società volte a promuovere il settore del Venture Capital.
Successivamente, vengono individuate le categorie di investitori professionali che operano nel capitale di rischio quali banche d'affari e divisioni di banche commerciali, fondi chiusi a carattere sovranazionale/internazionale (international funds), fondi chiusi a carattere locale/regionale (local/regional funds), finanziarie di partecipazione (holding) di emanazione privata o industriale, operatori pubblici e le tipologie di investimento effettuate da tali soggetti distinte in investimenti volti al finanziamento dell'avvio (interventi di early stage), al finanziamento dello sviluppo ed al finanziamento del cambiamento/ripensamento.
Col secondo capitolo si è inteso entrare nel merito dell'operazione in questiione, concentrandosi sulle diverse fasi che si susseguono in una operazione di Venture Capital (fund raising, scouting, screening, analisi del business plan, valutazione del valore dell'azienda condotta attraverso diverse metodologie alternative quali: il metodo dei multipli; il metodo del discounted cash flow; il metodo del Price/Earning ed il Venture Capital method, monitoraggio, disinvestimento della partecipazione
Nel corso del terzo capitolo, invece, viene illustrato il trattamento fiscale delle operazioni di Venture Capital nel nostro paese.
Nell'ultimo capitolo, infine, viene esaminato il caso della Vertis SGR, Società di Gestione del Risparmio napoletana, la quale, attraverso il suo fondo di venture capital, Vertis Venture e insieme al fondo della SGR Fondamenta SGR, il TTVenture, nel 2009, ha proceduto al finanziamento della start up Personal Factory la quale dall'iniziativa dell'Ing. Francesco Tassone ha sviluppato e ingegnerizzato un sistema in grado di rendere i rivenditori di materiali edili direttamente produttori, diminuendo i costi di trasporto, riducendo di quasi il 90% l'impatto ambientale e incrementando la flessibilità della catena di fornitura.
L'investimento effettuato dai due fondi di Venture Capital è stato complessivamente di 1,3 milioni di euro per la realizzazione delle prime macchine di serie, per l'estensione della domanda di brevetto PCT (Patent Cooperation Treaty), per le attività di marketing e per lo sviluppo commerciale.
La valutazione dell'azienda, oltre che da una analisi sul mercato di riferimento e sull'eventuale posizionamento, si è basata su una visione prospettica del valore della stessa al momento ipotizzato per l'exit dell'investitore utilizzando Venture Capital Method.
Dalle stime effettuate utilizzando come tasso di attualizzazione il TIR obiettivo, si è ottenuto un Equity Value pre-money di 1,9 milioni di euro che, sommato all'importo complessivo dell'investimento di 1,3 milioni di euro complessivi ha condotto ad un Equity Value post-money pari a 3,2 milioni di euro.
Nel giugno 2013, è stata annunciata la sottoscrizione di un aumento di capitale in Personal Factory da parte di Vertis Venture (per € 500.000,00), TTVenture (per € 500.000,00) e Atlante Ventures Mezzogiorno – fondo gestito da IMI Fondi Chiusi SGR, società del gruppo Intesa Sanpaolo (per € 750.000,00) avendo stimato un Equity Value pre-money di 5,5 milioni di euro. Pertanto il rapporto partecipativo, ad oggi risulta essere ancora in corso.

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1 INTRODUZIONE Il presente lavoro ha ad oggetto il Venture Capital, vale a dire l’attività di investimento, posta in essere da operatori specializzati, nel capitale di rischio di imprese non quotate che si trovano in fase di start up o di sviluppo, attraverso l’acquisizione di titoli partecipativi, a seguito di aumenti di capitale, con l’obiettivo di consentire lo sviluppo dell’impresa target e, per il tramite, ricavare un elevato capital gain in fase di dismissione della partecipazione. Nel primo capitolo vengono forniti, dapprima, alcuni cenni storici sulla nascita delle operazioni di Venture Capital e sul loro riconoscimento anche da un punto di vista normativo attraverso leggi che regolassero e favorissero la creazione di società volte a promuovere il settore del Venture Capital. Successivamente, vengono individuate le categorie di investitori professionali che operano nel capitale di rischio quali banche d'affari e divisioni di banche commerciali, fondi chiusi a carattere sovranazionale/internazionale (international funds), fondi chiusi a carattere locale/regionale (local/regional funds), finanziarie di partecipazione (holding) di emanazione privata o industriale, operatori pubblici e le tipologie di investimento effettuate da tali soggetti distinte in investimenti volti al finanziamento dell'avvio (interventi di early stage), al finanziamento dello sviluppo ed al finanziamento del cambiamento/ripensamento.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Viviana La Gatta Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2011 click dal 22/12/2014.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.