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Effetti dell'avvicendamento colturale e delle fertilizzazioni organiche in frumento biologico

La tesi ha avuto come obiettivo la valutazione di diversi avvicendamenti colturali e fertilizzazioni organiche in frumento duro biologico. Si sono valutate le principali componenti della resa e della qualità della granella, in particolare per la produzione di pasta.
Il disegno sperimentale della prova oggetto della Tesi è stato uno split - plot nel quale il fattore principale è l'avvicendamento colturale ed il fattore secondario sono le concimazioni organiche. Si sono considerati due avvicendamenti colturali: uno caratterizzato dall'Erba medica (Medicago sativa), che ha occupato il 64% della rotazione, mentre il Frumento duro (Triticum durum) il 29%; l'altro caratterizzato da avvicendamenti di colture erbacee annuali (Hordeum vulgare, Vicia faba, Helianthus annuus). Si sono presi in considerazione 3 diversi fertilizzanti organici tra i più comunemente utilizzati in cerealicoltura biologica: il primo a base di borlanda essiccata, guano e pollina essiccata, N totale 5%; il secondo a base di pennone e pollina essiccata, N totale 10%; il terzo un concime liquido per applicazione fogliare a base di amminoacidi vegetali levogiri, N totale 5%. Si è optato per la lavorazione minima, la lavorazione principale è stata una scarificatura eseguita ad ottobre per limitare l'ossidazione della sostanza organica durante il periodo estivo e evitare un eccessivo dilavamento dell'azoto nitrico con le piogge autunnali. Sono succeduti a questa interventi di affinamento del letto di semina con chisel ed erpici. Il controllo delle infestanti è stato eseguito con passaggi di erpice strigliatore in fase di accestimento del Frumento duro.

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1. INTRODUZIONE 1.1. Origine frumento Con il termine frumento s’intendono diverse specie di graminacee appartenenti al genere Triticum. Queste piante furono tra le prime a essere selezionate e coltivate, il loro centro di origine è la mezzaluna fertile (Vicino e Medio Oriente), circa 10 – 11.000 anni fa. Da questa regione la loro coltivazione si è diffusa a tutte le aree temperate del pianeta, inizialmente nel Bacino del Mediterraneo e in Asia, successivamente in America e Australia.(Bonciarelli-Bonciarelli, 2001) In Europa occidentale i frumenti si diffusero nell’età della pietra. Nell’Italia preistorica ne erano già coltivati diversi tipi e nel periodo pre-romano il frumento rappresentava già un’importante porzione del mercato dei prodotti agricoli. (Baldoni-Giardini, 2001) Le numerose specie del genere Triticum si sono evolute attraverso complessi meccanismi d’ibridazione e concomitanti fenomeni di raddoppiamento del numero cromosomico avvenuti spontaneamente (dovuti a fenomeni naturali), in una serie poliploide di base sette cioè con numero cromosomico 2n=14 oppure 28 oppure 42 . Si distinguono quindi:  Frumenti diploidi (2n=14, AA): Triticum monococcum (Piccolo farro)  Frumenti tetraploidi (2n=28, AABB): Triticum dicoccum (Farro) Triticum durum (Frumento duro) Triticum turgidum (Frumento turgido)  Frumenti esaploidi (2n= 42, AABBCC): Triticum spelta (Gran farro) Triticum aestivum (Frumento tenero) Un'altra classificazione può essere quella che distingue i frumenti vestiti (T.monococcum, T.dicoccum e T.spelta) da quelli nudi. I primi sono caratterizzati dalla facile disarticolazione del rachide che comporta la permanenza della cariosside all’interno della spighetta al momento della trebbiatura, coperta dalle glume e dalle glumelle, per la successiva utilizzazione richiedono quindi la pilatura con la quale si separano le cariossidi dalla pula. La prima specie a essere coltivata del genere Triticum fu T.monococcum nel Medio Oriente, le cui spighette non sono molto fertili poiché contengono una cariosside ciascuna (in alcuni casi sono sterili). 5

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Agraria

Autore: Leonardo Pasquinelli Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.