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Una moneta complementare per lo sviluppo locale

Informazioni tesi

  Autore: Irene Tedde
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Sassari
  Facoltà: Architettura
  Corso: Pianificazione e politiche per la città, l'ambiente e il paesaggio
  Relatore: Ivan Blečić
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

L’obiettivo principale della tesi è quello di fornire uno strumento che sia insieme fattore di innovazione ed elemento portatore di cambiamento per quanto riguarda le dinamiche territoriali dell’area comunale di Alghero; tale strumento viene identificato con l’introduzione di una moneta locale, intesa come valuta complementare da affiancare a quella nazionale. Lo sviluppo e il cambiamento sono ciò a cui si tende, in particolare per via di una sempre più palese necessità di crescita.
Per poter spiegare come una moneta complementare può diventare parte integrante nell’economia locale, viene analizzato inizialmente il ruolo che la moneta ha all’interno dell’economia e il suo funzionamento.
Tramite questo studio emerge che vi sono contesti in cui una moneta utilizzata a livello “globale” può comportare talvolta una penalizzazione, ad esempio per quelle attività economiche che non risultano competitive nei confronti del mercato globale.
Il limite a tali scambi è dato dalla carenza di moneta; questa mancanza implica una scelta, da effettuare tra diversi beni: si può scegliere di comprare un bene o un altro, un servizio o un altro, in base alla disponibilità effettiva di moneta. È chiaro che con questo presupposto si va necessariamente ad escludere alcune attività, le più deboli. In questo senso, la moneta locale diventa una sorta di protezione per quelle attività che hanno potere solo a livello locale; una valuta complementare fa sì che la comunità di appartenenza sia disposta a comprare, poiché ne ha la possibilità.
L’introduzione di una moneta locale necessita dell’individuazione di politiche monetarie differenti rispetto a quelle che guidano la valuta nazionale. Queste politiche sono mirate all’aumentare gli scambi locali e quindi aumentare le stesse produzioni, che vanno via via a formare una sorta di “circuito complementare”, nel quale una parte della produzione è veicolata dalla nuova moneta.
Tramite l’analisi della teoria delle aree valutarie ottimali, la tesi spiega in che modo un’altra valuta può essere introdotta all’interno delle politiche monetarie, a quale scala e quali sono i benefici che ne scaturiscono. In che modo è possibile affiancare una moneta complementare alla valuta nazionale senza che questa comporti problemi a scala ampia? In che modo l’economia informale può avere effetti tangibili e rilevanti tenendo conto del potere monetario della valuta vigente?
Innumerevoli “esperimenti” che vedono l’introduzione di una valuta alternativa e complementare sono stati portati avanti in diversi paesi del mondo, a livello comunale o addirittura regionale. Gli esiti sono per lo più positivi. Nella tesi vengono studiati alcuni di questi casi, accomunati tutti dall’intento di rivalorizzare l’economia locale, l’economia delle produzioni tipiche che, sovrastate dall’economia globale, non riescono a interpretare il ruolo che meritano.
Il progetto di inserimento di moneta locale proposto nella tesi prevede una suddivisione in varie fasi, nelle quali, a partire dallo studio di esperienze concrete, si estrapolano i costi e i benefici offerti dall’introduzione di una valuta complementare in un sistema economico ben consolidato, e si definiscono i criteri di funzionamento perché questa sia efficace all’interno di una determinata comunità.
La comunità di riferimento, nella tesi, è quella della città di Alghero, e pertanto l’emissione e la circolazione della moneta locale avvengono in ambito comunale; confini ben definiti e politiche di utilizzo che risultino chiare e semplici sono la base per un adeguato funzionamento.Nel contesto di studio, l’unica differenza rispetto ai casi esistenti risiede nell’ancorarsi a qualcosa di già esistente: si tratta della conversione di un “buono” che già viene emesso dal Comune in un qualcosa che ottiene una sfaccettatura polivalente, e il cui utilizzo si amplia; si tratta dei normali biglietti dell’autobus urbano. Attribuire una nuova connotazione a uno strumento già in circolazione dà maggiore potere alla fase di fiducia nei confronti della nuova valuta e diffusione della stessa: avere in mano uno strumento che già in sé funziona è una sorta di elemento “confortante” che getta le basi per la fase iniziale di diffusione e conoscenza.
Infine, per spiegare al meglio come verrà utilizzata la moneta locale e le sue potenzialità, si ipotizzeranno alcune applicazioni all’interno di imprese o associazioni già esistenti e attive sul territorio, così da poter valutare al meglio la possibile efficacia e le ripercussioni sull’economia locale. Verranno inoltre proposte alcune possibili applicazioni in contesti non ancora esistenti, come ad esempio incentivi in moneta locale per un corretto riciclaggio.
Una moneta complementare può essere una risposta alle necessità locali? Può in qualche modo diventare strumento chiave per la riattivazione di quell’economia marginale che viene limitata da un’economia globale confermata e sovrastante?

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3 PREMESSA L’obiettivo principale della tesi è quello di fornire uno strumento che sia insieme fattore di innovazione ed elemento portatore di cambiamento per quanto riguarda le dinamiche territoriali dell’area comunale di Alghero; tale strumento viene identificato con l’introduzione di una moneta locale, intesa come valuta complementare da affiancare a quella nazionale. Lo sviluppo e il cambiamento sono ciò a cui si tende, in particolare per via di una sempre più palese necessità di crescita. Per poter spiegare come una moneta complementare può diventare parte integrante nell’economia locale, viene analizzato inizialmente il ruolo che la moneta ha all’interno dell’economia e il suo funzionamento. Tramite questo studio emerge che vi sono contesti in cui una moneta utilizzata a livello “globale” (ad esempio, per un’area vasta che comprende diversi paesi) può comportare talvolta una penalizzazione, ad esempio per quelle attività economiche che non risultano competitive nei confronti del mercato globale, e che pertanto non hanno uguali opportunità, rispetto ai mercati stabili, di produrre e diffondere beni e servizi non meno importanti di quelli offerti dai mercati globali. Cos’è che limita alcune attività, come ad esempio le piccole produzioni? Perché vi sono potenziali scambi di beni e servizi che non avvengono, nonostante la potenziale utilità che essi mostrano? Il limite a tali scambi è dato dalla carenza di moneta; questa mancanza implica una scelta, da effettuare tra diversi beni: si può scegliere di comprare un bene o un altro, un servizio o un altro, in

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