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I fondi immobiliari in Italia. Analisi dei fondi ''Beta'', ''Primo'' e ''Socrate''

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Pesce
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale e bancaria
  Relatore: Emanuele Mattei
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

L’obiettivo della tesi è quello di illustrare le caratteristiche principali ed il funzionamento dei fondi immobiliari, strumento finanziario con una storia recente e ancora in fase di evoluzione. La redazione dell’elaborato si è collocata in un periodo di riforma della materia che non ha certo agevolato il lavoro, ma permette di intuire la direzione verso cui ci si sta muovendo. La tesi si sviluppa in 5 capitoli. Nel primo vengono descritti i principi generali che regolano il genus dello strumento normativo, i fondi comuni di investimento. Il secondo capitolo, “Il mercato dei fondi comuni d’investimento in Italia”, fornirà degli spunti storici e la situazione attuale del mercato. Nel terzo verranno approfondite le peculiarità della species, i fondi immobiliari, per poi ripercorrere nel quarto capitolo le tappe storiche, in termini legislativi e numerici. Infine, nel quinto e ultimo capitolo, si analizzeranno l’istituzione e la gestione di tre casi, concreti e distinti, di fondi immobiliari, analisi basata sui regolamenti e rendiconti (trimestrali, semestrali, annuali) dalla loro costituzione al 2013. Nella conclusione verrà espresso un giudizio personale sulla operatività dei fondi, riguardo il ruolo della SGR e dei partecipanti, con le prospettive di evoluzione tese ad accrescere lo sviluppo dello strumento finanziario.

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4     1. I fondi comuni di investimento 1.1. La qualificazione giuridica Prima di approfondire le peculiarità dei fondi immobiliari è doveroso richiamare i principi che regolano la più ampia categoria dei fondi comuni, che a loro volta rientrano negli “Organismi di investimento collettivo del risparmio” (Oicr).Il legislatore definisce la nozione di Oicr (art. 1, 1° comma, lettera m, T.U. n. 58 del 1998) come “i fondi comuni di investimento e le SICAV”, che a loro volto sono gli strumenti con cui si esercita il servizio di “gestione collettiva del risparmio”, a sua volta definito (art.1, 1° comma, lett. n, T.U. n.58 del 1998) come “il servizio che si realizza attraverso: -­‐ la promozione, istituzione e organizzazione di fondi comuni d’investimento e l’amministrazione dei rapporti con i partecipanti. -­‐ la gestione del patrimonio di Oicr, di propria o altrui istituzione, mediante l’investimento avente ad oggetto strumenti finanziari, crediti, o altri beni mobili o immobili. Le Sicav, “Società di investimento collettivo a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia, avente per oggetto esclusivo l’investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l’offerta al pubblico di proprie azioni” (lettera i) sono assimilate ai fondi comuni di investimento aperti per l’applicazione di alcune norme, mentre non si applicano le norme proprie dei fondi di investimento chiusi, che analizzeremo nei capitoli successivi. Possiamo sinteticamente definire i fondi comuni di investimento come “un patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di una pluralità di partecipanti, gestito in monte” (art. 1, 1° comma, lettera j) da effettuarsi secondo criteri capaci di ridurre il rischio dell’investimento attraverso la diversificazione degli impieghi e nel rispetto delle esigenze di liquidità proprie del tipo di fondo. Già in questa descrizione troviamo degli elementi di caratterizzazione a seconda della tipologia di fondo adottata; analizziamo le caratteristiche distintive del fondo:

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