Skip to content

Raccolta, analisi e impiego delle informazioni da parte del Comando Supremo durante la Grande Guerra

Informazioni tesi

  Autore: Evaldo Cipolloni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Fortunato Minniti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

In uno studio delle attività del servizio I durante la Grande Guerra, è stata seguita la disamina delle fasi di raccolta, analisi ed impiego delle informazioni.
La fase di raccolta va intesa come l’acquisizione dei dati numerici e di posizione delle unità nemiche, nonché dei loro movimenti, del livello di addestramento e armamento, del morale, dei lavori di fortificazione, della disponibilità di viveri e munizioni di scorta. Tale metodo permette di porre in risalto la differenza tra l’acquisizione delle informazioni a livello tattico, ovvero ‘di fronte’ e ‘tra’ il nemico, dalla ricerca a livello ‘esterno’ o ‘dietro’ il nemico: il primo tipo si concretizzava tramite le attività di sezioni distaccate dell’Ufficio Informazioni inserite nell’organico delle armate dislocate lungo il fronte (dal 1916 uffici Informazioni Truppe Operanti-ITO), che si avvalevano di posti di osservazione, pattuglie esplorative, stazioni di intercettazione radiotelegrafica e telefonica, di interrogatori di prigionieri, disertori e profughi e, soprattutto, di reti di fiduciari irredenti residenti oltre le linee i quali, mossi da motivazioni patriottiche, svolgevano l’attività di raccolta e trasmissione delle informazioni mettendo a rischio la propria vita; Per quanto riguardava l’acquisizione ‘esterna’ dei dati sul nemico, essa si realizzava principalmente grazie all’attività di Consolati e Centri informazioni all’estero, specie nella neutrale Svizzera, diventata crocevia e ‘florido mercato’ di notizie sugli eserciti e sulle politiche dei Paesi europei; queste reti estere si avvalevano di informatori remunerati, come giornalisti, banchieri e uomini d’affari, ma molto più spesso semplici cittadini desiderosi di facili guadagni.
La fase di analisi era prerogativa di alcuni organi del Comando Supremo i quali avevano la responsabilità di elaborare le informazioni raccolte ai fini della previsione delle reali intenzioni del nemico. L’Ufficio (poi Servizio dal 1916) Informazioni, preposto alla ricezione e prima selezione dei dati, li riassumeva, catalogava in diari storici e li inviava all’Ufficio Situazione, quest’ultimo incaricato dell’analisi vera e propria; i conseguenti bollettini prodotti venivano quindi trasmessi all’Ufficio Segreteria del Comandante il quale provvedeva a porli in visione al Comandante Supremo, generale Cadorna, che per mezzo di ordini strategici, chiudeva l’iter con la fase di impiego delle informazioni.
Tuttavia durante i primi due anni e mezzo di conflitto si verificarono importanti inefficienze. Alla vigilia dell’operazione Al Po, meglio conosciuta come Strafexpedition, ad esempio, l’ufficio ITO della 1ª Armata schierata intorno al Trentino segnalò all’Ufficio Informazioni del Comando Supremo, uno schieramento austriaco complessivo di 209 battaglioni, quando il bollettino finale stilato dal Comando Supremo portato all’attenzione di Cadorna, ne indicava 129, qualcosa come 7-8 Grandi Unità di differenza; nondimeno, nelle settimane precedenti l’offensiva di Caporetto, nonostante precisi segnali di massicci ammassamenti di truppe e materiali austriaci e tedeschi nelle seconde e terze linee al di là dell’Isonzo, l’Ufficio Situazione continuava irremovibile a valutare come scarsamente probabile un’offensiva nemica e, nel caso fosse stata attuata, sarebbe stata limitata alla riconquista delle posizione perdute sulla Bainsizza due mesi prima.
Il 1918 fu per il Servizio Informazioni l’anno dei radicali cambiamenti i quali produssero una svolta positiva non soltanto nella già funzionale fase di raccolta dei dati, quanto nelle valutazioni delle informazioni. Gli effetti benefici nella fase di impiego tattico e strategico delle analisi ottenute furono considerevoli. La grande considerazione attribuita da parte dei nuovi vertici militari e la conseguente eliminazione delle cause delle distorsioni nelle capacità di valutazione delle informazioni, le migliorate e potenziate attività di propaganda, di censura e di controspionaggio, fecero conseguire all’intelligence militare italiana una capacità operativa che qualora fosse stata in essere già dal maggio del 1915, avrebbe indubbiamente condotto l’Esercito italiano a ben altri risultati ed al risparmio di molte vite umane.
Le sostituzioni del Capo di Stato Maggiore, del Sottocapo e dei Capi Ufficio Informazioni e Situazioni, diedero all’intelligence militare un dinamismo mai riscontrato in precedenza durante la guerra a supporto della tesi secondo cui ambiziosi ma piatti esecutori di ordini, privi di buonsenso ed iniziativa, uniformati alle convinzioni di un comandante maldisposto alle ingerenze ed al contraddittorio, predisposti quindi al lavoro ‘non intelligente’, può creare un contesto favorevole ad una irresponsabile inattendibilità di risultati ed insensato spreco di risorse umane e materiali.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione La storiografia sull‟Esercito italiano durante Prima Guerra mondiale si sofferma sulla narrazione delle gesta dei nostri soldati, delle sofferenze patite da loro e dai loro familiari, della limitata lungimiranza della politica italiana, dello scarso buon senso di alcuni generali come pure delle ottime capacità di comando di molti altri ufficiali. Tuttavia non molto è rintracciabile in merito ad una attività che fu tanto discreta quanto vitale per le sorti dell‟intervento italiano nel conflitto: la raccolta, la valutazione e l‟impiego delle informazioni sul nemico austriaco. Già 2500 anni fa così scriveva Sun Tzu nel sua opera L‟Arte della guerra il cui tredicesimo capitolo è considerato il primo trattato inerente l‟attività di raccolta e analisi delle informazioni sull‟esercito rivale:“Se so che le mie truppe sono in grado di attaccare, ma non so se il nemico può essere assalito, le possibilità di vittoria sono solo del cinquanta per cento. Sapere che il nemico può essere attaccato e che le mie truppe sono in condizione di svolgere questo compito, ma non sapere se il terreno e adatto allo scontro, significa avere solo il cinquanta per cento di possibilità di vittoria. Perciò si dice: conoscete il nemico e voi stessi e la vittoria non sarà in pericolo 1 ”. Per il condottiero cinese quindi, era “la conoscenza anticipata dei fatti” 2 ovvero la disponibilità di notizie sul campo di battaglia e sull‟esercito avversario, che faceva vincente il generale astuto. L‟attività „di intelligenza‟ di personale specializzato, non solo tesa all‟acquisizione e valutazione dei dati per un loro successivo, opportuno impiego, ma anche finalizzata al mascheramento delle attività delle proprie truppe, ha da sempre rappresentato la differenza tra la vittoria e la sconfitta di un esercito, spesso a prescindere dalle differenze numeriche tra le forze contrapposte. L‟obiettivo di questa tesi, oltre all‟illustrazione dell‟importante evoluzione che l‟apparato di intelligence militare italiano ebbe dalla vigilia del primo conflitto mondiale fino all‟armistizio di Villa Giusti, non solo per quanto riguardava l‟aspetto strutturale, ma anche di specializzazione degli addetti e delle tecniche di raccolta delle notizie e delle attività di disinformazione, è quella di illustrare come il servizio informazioni, insieme organico di enti, uffici e unità preposto a garantire uno Stato e il 1 Sun Tzu, L‟arte della guerra, Biblioteca Neri Pozza, Vicenza, 1999, pag. 164. 2 Ivi, pag. 181.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

prima guerra mondiale
propaganda
ito
spie
fronte
caporetto
cadorna
servizio informazioni
garruccio
strafexpedition

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi