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La violenza nei legami intimi: analisi della letteratura sul fenomeno della violenza domestica

Informazioni tesi

  Autore: Alice Carbone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Anna Maria  Speranza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

La violenza contro le donne viene definita come “qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”: tutte quelle violenze, dunque, agite contro la donna e rivolte al suo annientamento, psichico e fisico, dettate da contesti socio-culturali che discriminano la donna e negano i suoi diritti (Introduzione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza di genere, ONU, 1993).
Nel 1996 la World Health Organization (WHO) ha definito la violenza nei legami intimi (Intimate Partner Violence, IPV) come: “ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda sia soggetti che hanno, hanno avuto o si propongono di avere una relazione intima di coppia, sia soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo” (WHO, 1996).
Nel primo capitolo della tesi ho affrontato il fenomeno della violenza di genere e della violenza domestica da un punto di vista descrittivo. Dopo una panoramica sull’epidemiologia a livello internazionale e nazionale, ho presentato le definizioni e le caratteristiche dei fenomeni. Mi sono dunque concentrata sugli aspetti principali della violenza nei legami intimi, analizzando le forme di violenza e il feminicidio, il ciclo della violenza, le dinamiche di coppia nelle relazioni abusanti, le caratteristiche delle famiglie di origine dell’uomo e della donna, i fattori di rischio per la comparsa e l’escalation dei comportamenti aggressivi, le conseguenze psico-fisiche della violenza sulle donne, le motivazioni che spingono le donne a rimanere con i compagni abusanti, le caratteristiche dell’uomo che agisce violenza e il ruolo rappresentato dai bambini, vittime di violenza diretta o assistita.
Nel secondo capitolo ho analizzato le diverse ottiche presenti nella letteratura internazionale sul tema della violenza nei legami intimi. Ho concentrato la mia attenzione soprattutto sulla lettura psicodinamica, presentando i contributi della teoria dell’attaccamento, delle relazioni oggettuali, l’ottica intersoggettiva e la teoria dei sistemi. Ho inoltre approfondito i contributi dell’ottica sistemico relazionale, di quella femminista, dell’ottica della psicopatologia e della teoria dell’apprendimento sociale.
Nel terzo capitolo ho esaminato gli interventi e i trattamenti rivolti alle donne vittime di violenza domestica. Ho prima brevemente presentato le figure professionali coinvolte nel contrasto alla violenza e illustrato le linee guida da adottare al fine di ottenere una rete di servizi territoriali quanto più possibile organizzata e cooperante.Ho poi esposto le fasi del percorso di uscita dalla violenza: la fase del primo contatto con i servizi, la fase dell’ospitalità in caso di emergenza, la fase dell’accoglienza, la fase della presa in carico e la fase dell’elaborazione del trauma. Ho concentrato la mia attenzione sulle attività di intervento e sostegno messe in atto dai Centri Antiviolenza del territorio nazionale, esponendo quali sono i servizi offerti da tali Centri nelle diverse fasi del percorso di uscita dalla violenza. In ultimo, ho analizzato gli strumenti utilizzati nella fase di elaborazione del trauma, concentrandomi sulla psicoterapia individuale e sulla psicoterapia di gruppo. Ho presentato anche le diverse posizioni in merito all’utilizzo della terapia di coppia e della mediazione familiare in casi di violenza domestica.
Infine, ho accennato all’importanza del ruolo della prevenzione (primaria e secondaria) nei casi di violenza di genere e violenza nei legami intimi.
In appendice ho approfondito la descrizione dei servizi offerti da alcuni dei principali e più antichi Centri Antiviolenza italiani: i Centri dell’Associazione Differenza Donna, che operano nel Lazio; l’Associazione “I Cerchi d’Acqua”, di Milano; l’Associazione “Le Onde”, di Palermo; la Casa delle Donne per non subire violenza, di Bologna.
Infine, sempre in appendice, ho presentato i servizi offerti dall’Istituzione Solidea (Istituzione di genere femminile e solidarietà della Provincia di Roma), concentrandomi in particolar modo sul progetto dell’Osservatorio Provinciale per le donne in difficoltà e vittime di violenza e i loro bambini.

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Introduzione “Battiamoci per la verità” Donatella Colasanti, 2005. La violenza contro le donne viene definita come “qualsiasi atto di violenza per motivi di genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”: tutte quelle violenze, dunque, agite contro la donna al fine di ferirla, dal punto di vista psichico e fisico, e che sono dettate da contesti socio-culturali che discriminano le donne e negano i loro diritti (Introduzione della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza di genere, ONU, 1993). Nel 1996 la World Health Organization (WHO) ha definito la violenza nei legami intimi (Intimate Partner Violence, IPV) come: “ogni forma di violenza fisica, psicologica o sessuale che riguarda sia soggetti che hanno, hanno avuto o si propongono di avere una relazione intima di coppia, sia soggetti che all’interno di un nucleo familiare più o meno allargato hanno relazioni di carattere parentale o affettivo” (WHO, 1996). Ho deciso di scrivere una tesi sull’argomento della violenza nei legami intimi in seguito all’esperienza di tirocinio pre lauream previsto dall’università, che ho svolto all’interno del Centro Comunale Antiviolenza “Donatella Colasanti e Rosaria Lopez”, gestito dall’Associazione Differenza Donna. Dopo i sei mesi di tirocinio, sono rimasta a lavorare per altri due anni come volontaria presso il Centro Antiviolenza. Quest’esperienza mi ha permesso di entrare in contatto non solo con il fenomeno del maltrattamento domestico, ma anche con i servizi territoriali che si occupano dell’intervento e del trattamento delle donne e dei minori che ne sono vittime. L’interesse per questo argomento e il desiderio di poter continuare a lavorare in tale ambito, mi hanno spinta a scrivere questo elaborato, al fine di documentarmi 6

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