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Borbonese Experience

Un viaggio multisensoriale alla scoperta del lifestyle Borbonese.
Il progetto in cui si sviluppa la tesi, è stato condotto su un marchio per dimostrare appunto come i nuovi format possano cambiarne le sorti, attualizzandolo sul mercato, incrementando il target, la conoscenza dei prodotti e di conseguenza le vendite (che restano comunque obiettivo finale di una qualsiasi azienda).
Il marchio preso in questione è Borbonese. La scelta deriva principalmente da motivazioni legate ad un mio contatto personale che mi ha consentito di entrare in relazione con Giovanna Borbonese (figlia primogenita di Umberto) e per la torinesità, che han fatto modo di farmi sentire il lavoro più vicino e sentito.
Il brand si è dimostrato una vera e propria sfida per le sue caratteristiche intrinseche, e allo stesso tempo come l’occasione perfetta per dimostrare quanto design e moda siano strettamente collegati, e quanto quest’ultima si serva anche degli strumenti del design per stabilire un contatto con il proprio consumatore.

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04 Questa citazione sintetizza ciò che è diventato il consumatore dell’epoca postmoderna: un soggetto emotivo, poco razionale spinto dall’edonismo, individualista ed anche un po’ egoista, capriccioso Questa breve premessa, volutamente ironica e sicuramente riduttiva, su ciò che noi consumatori siamo diventati, mi consente di introdurre il presente lavoro: la comunicazione aziendale che incontra le emozioni e le fa proprie, concretizzandosi in uno spazio. E non perché si sia deciso di “volere più riguardo. Anche, forse. Ma lo scopo è sicuramente diverso. Quando infatti, soddisfare il cliente con prodotti di qualità ed un eccellente rapporto qualità/ prezzo non basta più, allora bisogna cercare nuove terre di conquista, qualcosa che non abbia a che fare con la razionalità, ma con le emozioni. Ci si è resi conto, insomma, che per essere competitivi non è più possibile ragionare impiegando soltanto dei prodotti, perchè resi sempre più simili dall’elevato tasso di concorrenzialità presente nei mercati. È palese allora che la soluzione vada ricercata altrove, non nei prodotti, ma nell’individuo. La componente emotiva, la parte inconscia, irrazionale, legata ai sensi dell’individuo/consumatore sembra essere un buon terreno di azione. Ed è qui che entrano in gioco le strategie di marketing esperienziale (o emotivo) che mirano a stimolare i nostri sensi e il nostro lato passionale. renderlo protagonista di una memorabile esperienza di acquisto, emozionandolo tramite la stimolazione di tutti i suoi sensi. Con questo lavoro mi sono quindi proposta di dimostrare quanto oggi, in molti settori, sia necessario trarre il massimo vantaggio possibile punto vendita: esso è sempre più considerato dagli studiosi del settore e dalle imprese stesse una vera e propria risorsa strategica intangibile d’immagine. La ragione di tutto ciò va ricercata nel fatto che il punto vendita rappresenta il mezzo di comunicazione più vicino al consumatore, il reale punto di contatto tra cliente ed azienda, esercitato innanzitutto a E’ proprio all’interno di questo quadro che ho oggi sempre più come un point of permanence o un point of meeting: per distinguersi dalla massa ed avere successo è indispensabile fornire al cliente l’opportunità di vivere esperienze nuove, accogliendolo in luoghi familiari ed emotivamente coinvolgenti, spazi relazionali e di svago in grado di attirare l’attenzione per la forte personalità di cui godono. Nello sterminato territorio del retail, nuove forme distributive sono chiamate a rispondere a questa necessità: nascono quindi format distributivi capaci di dare soddisfazione al consumatore. I concept store e i negozi ibridi sono i luoghi deputati a questo: veri contenitori, non solo di prodotti ma di esperienze olistiche profondamente attraenti, in cui vengono proposti veri e propri stili di vita a 360 gradi. Il progetto in cui si sviluppa la tesi, è stato condotto su un marchio per dimostrare appunto come i nuovi format possano cambiarne le sorti, attualizzandolo sul mercato, incrementando il target, la conoscenza dei prodotti e di conseguenza le vendite (che resta no Il marchio preso in questione è Borbonese. La scelta deriva principalmente da motivazioni legate ad un mio contatto personale che mi ha consentito di entrare in relazione con Giovanna la torinesità, che han fatto modo di farmi sentire il lavoro più vicino e sentito. per le sue caratteristiche intrinseche, e allo stesso tempo come l’occasione perfetta per dimostrare quanto design e moda siano strettamente collegati, e quanto quest’ultima si serva anche degli strumenti del design per stabilire un contatto con il proprio consumatore. “L’anima del nuovo consumatore è un labirinto di emozioni, preferenze, comportamenti, preoccupazioni e fedeltà. Anche sull’anima di questo nuovo consumatore agiscono molte forze, soltanto una qualità resta invariata: il suo potere”. L.Windham e K.Orton

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Elena Altieri Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 445 click dal 22/01/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.