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Enrico Mattei e la ''Formula Eni'': l'ingresso italiano in Iran e le prospettive dell'accordo ENI-NIOC

Il lavoro di Tesi ha l'obiettivo di analizzare gli eventi che portarono all'ingresso dell'ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) in Iran durante la presidenza di Enrico Mattei.
Si cercherà di comprendere se, e fino a che punto, l'ingresso dell'ENI derivò dall'intraprendenza del suo presidente o se, invece, esso può essere considerato il risultato di pregressi rapporti economici tra i due paesi.

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Introduzione Il lavoro di Tesi ha l'obiettivo di analizzare gli eventi che portarono all'ingresso dell'ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) in Iran durante la presidenza di Enrico Mattei. Si cercherà di comprendere se, e fino a che punto, l'ingresso dell'ENI derivò dall'intraprendenza del suo presidente o se, invece, esso può essere considerato il risultato di pregressi rapporti economici tra i due paesi. Durante la presidenza di Mattei, l'ENI riuscì ad espandersi e raggiungere la possibilità di accedere direttamente a nuove risorse petrolifere di cui l'Italia, in pieno boom economico, aveva fortemente bisogno. La firma dell'accordo tra l'ENI e la NIOC (National Iranian Oil Company) viene ricordato come il contratto che rivoluzionò i parametri contrattuali riguardanti la spartizione degli utili tra paesi produttori e paesi consumatori. Nel primo capitolo verrà proposta un'analisi storica dei problemi dell'approvvigionamento energetico successivo al secondo conflitto mondiale. Si provvederà ad analizzare il crescente valore che il petrolio raggiunse a scapito del carbone che perse definitivamente il ruolo di risorsa energetica primaria per gli Stati. Per la forte presenza di giacimenti nel sottosuolo, negli anni successivi al secondo conflitto mondiale, il Medio Oriente vide incrementare il proprio ruolo strategico a livello mondiale. In piena guerra fredda, l'accaparramento di riserve petrolifere in quelle aree avrebbero permesso di raggiungere una posizione di vantaggio e di sopravvivenza in un ipotetico conflitto tra i due blocchi. Per questo motivo Unione Sovietica e Stati Uniti considerarono necessario mantenere un'influenza nei paesi mediorientali. Lo sfruttamento delle risorse petrolifere venne monopolizzato dalla creazione di un tacito cartello internazionale gestito da sette principali compagnie. Le compagnie petrolifere del cartello, per lo più americane ed inglesi, determinavano il prezzo di vendita del greggio controllandone direttamente il mercato. L'impossibilità dei paesi produttori di vendere direttamente il proprio petrolio, irrobustì la posizione di monopolio delle compagnie stesse. Il regime di sfruttamento delle risorse concedeva profitti relativamente bassi ai paesi produttori i quali non venivano, tra l'altro, per nulla coinvolti nelle attività di ricerca, estrazione, vendita del greggio. Nel secondo capitolo si presenteranno gli eventi che portarono alla crisi petrolifera anglo- iraniana (1951-1953). 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Massimiliano Leo Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 986 click dal 07/01/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.