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L'organo Cipriani Op. XV (1831) della chiesa di S. Giustina a Pernumia (PD)

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Varotto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Antonio Lovato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 94

Con questa lavoro si è cercato di approfondire gli aspetti storici, tecnici e artistici di uno strumento musicale collocato nella chiesa arcipretale di Pernumia (Pd): il grandioso organo Cipriani op. XV, costruito nel 1831; uno strumento che, nel corso del tempo, ha rappresentato motivo di vanto per tutta la comunità di questo piccolo paese e che continua a costituire un sommo esempio della grande scuola organaria veneta.
Quest’opera del Cipriani ci interroga dai secoli: chi era Giuseppe Cipriani? Da chi apprese l’arte di intonare le canne? Perché la parrocchia di Pernumia decise di acquistare per la chiesa questo possente strumento? Quali sono le particolarità tecniche che rendono quest’opera così preziosa e pregiata? A queste e ad altre domande si è voluto rispondere con questo lavoro di ricerca, per il quale sono state utilizzate molteplici metodologie: la raccolta sistematica di documenti d’archivio, l’analisi di saggi, testi e manuali di meccanica organaria e la consultazione di personale competente. La documentazione fotografica è stata realizzata con una seduta in loco presso la chiesa arcipretale di Pernumia.
Il primo capitolo verte sulle vicende storiche di Pernumia e della sua chiesa e si propone di approfondire il contesto socio-economico che portò all’acquisto dello strumento nel 1831. Segue una breve cronistoria in cui si è voluto riportare fatti, eventi e curiosità che interessarono l’organo nei suoi quasi due secoli di vita. Infine, ci si è soffermati sulla biografia del suo costruttore: Giuseppe Cipriani di Stanghella (Pd), un organaro che contribuì significativamente al prestigio della scuola organaria veneta ottocentesca di cui, tutt’oggi, rappresenta un insigne esponente.
Il secondo capitolo si concentra, invece, sull’indagine tecnica dello strumento di cui ven¬gono analizzati i mantici, i somieri, la cassa armonica, il tutto coronato dall’appendice fotografica e documentaria per permettere di raffrontare visivamente tutti gli aspetti presi in esame.
Con questo itinerario si è voluto tracciare un profilo che, lungi dall’essere completo, si propone di rappresentare un piccolo contributo per i futuri studi sull’organo Cipriani di Pernumia: un’opera spesso maltrattata da maestranze incompetenti e da dubbie riparazioni ma che, come un’araba fenice, sempre è risorta dalle proprie ceneri. Futuri studi potranno ampliare i dati raccolti da questo lavoro. L’auspicio è che la conoscenza possa evitare il rischio di consegnare all’oblio opere di siffatta bellezza che da sempre impreziosiscono il nostro territorio.

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3 PREFAZIONE Con questa tesi si è cercato di approfondire gli aspetti storici, tecnici e artistici di uno strumento musicale collocato nella chiesa arcipretale di Pernumia (Pd): il grandioso organo Cipriani op. XV, costruito nel 1831; uno strumento che, nel corso del tempo, ha rappresentato motivo di vanto per tutta la comunità di questo piccolo paese e che continua a costituire un sommo esempio della grande scuola organaria veneta. Quest’opera del Cipriani ci interroga dai secoli: chi era Giuseppe Cipriani? Da chi apprese l’arte di intonare le canne? Perché la parrocchia di Pernumia decise di acquistare per la chiesa questo possente strumento? Quali sono le particolarità tecniche che rendono quest’opera così preziosa e pregiata? A queste e ad altre domande si è voluto rispondere con questo lavoro di ricerca, per il quale sono state utilizzate molteplici metodologie: la raccolta sistematica di documenti d’archivio, l’analisi di saggi, testi e manuali di meccanica organaria e la consultazione di personale competente. La documentazione fotografica è stata realizzata con una seduta in loco presso la chiesa arcipretale di Pernumia. Il primo capitolo verte sulle vicende storiche di Pernumia e della sua chiesa e si propone di approfondire il contesto socio-economico che portò all’acquisto dello strumento nel 1831. Segue una breve cronistoria in cui si è voluto riportare fatti, eventi e curiosità che interessarono l’organo nei suoi quasi due secoli di vita. Infine, ci si è soffermati sulla biografia del suo costruttore: Giuseppe Cipriani di Stanghella (Pd), un organaro che contribuì significativamente al prestigio della scuola organaria veneta ottocentesca di cui, tutt’oggi, rappresenta un insigne esponente. Il secondo capitolo si concentra, invece, sull’indagine tecnica dello strumento di cui vengono analizzati i mantici, i somieri, la cassa armonica, il tutto coronato dall’appendice fotografica e documentaria per permettere di raffrontare visivamente tutti gli aspetti presi in esame. Con questo itinerario si è voluto tracciare un profilo che, lungi dall’essere completo, si propone di rappresentare un piccolo contributo per i futuri studi sull’organo Cipriani di Pernumia: un’opera spesso maltrattata da maestranze incompetenti e da

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organologia
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