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Nuove proposte nutrizionali per lo Sport

E’ universalmente riconosciuto il ruolo fondamentale della dieta nello sport, inteso come fattore determinante in grado di influenzare la prestazione sportiva; una componente irrinunciabile per l’atleta quanto maggiore è l’impegno fisico richiesto.
Negli atleti dediti ad attività sportive caratterizzate da un rilevante impegno agonistico e competitivo, che presuppone elevati carichi di allenamento, l’adozione di corrette abitudini alimentari è condizione indispensabile per raggiungere e mantenere un buona forma fisica e per ottenere il successo sportivo. L’alimentazione è quindi parte integrante della programmazione di uno sportivo e di tutti gli atleti che mirino ad ottenere una buona capacità di svolgere un lavoro muscolare.
Negli ultimi anni, con l’aumentare del numero di soggetti che si dedicano con regolarità alla pratica sportiva, a fronte di una sempre maggiore conoscenza scientifica dei fattori nutrizionali in grado di favorire o in alcuni casi, compromettere la capacità di prestazione atletica, si è verificato un costante sviluppo di un’informazione nutrizionale parallela, molto spesso non sostenuta da una sufficiente verifica scientifica.

Obiettivo. Scopo della tesi è stato quello di analizzare criticamente le diete più conosciute e diffuse tra la popolazione, attraverso un approfondimento di studio sulla loro validità e praticabilità in ambito sportivo. Attraverso un processo di selezione incentrato ad evidenziare le diete più note con maggiori studi e ricerche epidemiologiche, sono state individuate: la dieta mediterranea, la dieta a Zona, le diete iperproteiche, la dieta vegetariana, la Paleo dieta, nutrigenomica e dieta dei gruppi sanguigni.

Metodo. La strutturazione della tesi si è basata sulla ricerca e l’approfondimento bibliografico delle diverse diete attraverso le banche dati informatiche, la disamina delle indagini epidemiologiche e dei trials clinici, lo studio delle opere letterarie nel campo della nutrizione sportiva.

Conclusione. Se la dieta mediterranea e quella vegetariana rappresentano la cultura e la tradizione alimentare di alcune grandi popolazioni, le altre proposte sono il frutto di studi e ricerche operate da dottori sugli effetti della dieta nella salute e nella prevenzione di alcune gravi patologie. Dal loro confronto si possono evidenziare alcuni punti in comune (la qualità degli alimenti, l’apporto lipidico) e delle sostanziali differenze (rapporto proteine-carboidrati, esclusione di alcuni alimenti, sistema quantitavo-qualitativo, il tempo di applicabilità).
Preso atto che la dieta rientra a pieno nel contesto pianificativo dell’atleta, attraverso una logica strutturazione individuale, si conviene come in periodi ad intensa attività fisica, una dieta completa come quella mediterranea sia più favorevole a tale scopo, così come la dieta per il vegetariano (con opportune integrazioni).
Nel periodo di riposo o recupero invece, dove l’attività fisica è ridotta e meno intensa, è possibile adottare la dieta a Zona o la Paleodieta, mentre la dieta iperproteica diviene strumento efficace nella perdita di peso, preservando la massa magra.
La nutrigenomica rappresenta sicuramente un quid pluris nella formulazione di diete personalizzate che tengano conto di eventuali carenze metaboliche dell’individuo, in grado di evidenziare l’interazione (positiva o negativa) degli alimenti sul nostro organismo, influenzando pertanto la prestazione sportiva.

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7 CAPITOLO 1: PRINCIPI GENERALI DEI MACRONUTRIENTI 1.1 I MACRONUTRIENTI I nutrienti glucidici, lipidici e proteici forniscono l’energia necessaria per mantenere le funzioni corporee essenziali, sia durante il riposo che durante l’attività fisica. Queste molecole, chiamate macronutrienti, mantengono l’integrità strutturale e funzionale dell’organismo. 1.1.1 Carboidrati Atomi di carbonio, idrogeno e ossigeno si combinano a formare i carboidrati di base (zuccheri), caratterizzati dalla formula generale (CH 2 O) n , dove n varia da 3 a 7 atomi di carbonio con idrogeno e ossigeno legati attraverso legami semplici. I carboidrati vengono divisi in quattro gruppi: monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi, a seconda del numero di zuccheri semplici che fanno parte della molecola (vedi tabella 1). Tabella 1 Classificazione generale dei carboidrati (fonte: Mc Ardle W, Katch F, Katch V. Fisiologia applicata allo sport) Monosaccaridi Triosi Tetrosi Oligosaccaridi Polisaccaridi Pentosi C 5 H 10 O 5 Esosi C 6 H 12 O 6 Disaccaridi C 12 H 22 O 11 Pentosani (C 5 H 6 O 4 )n2 Esosani (C 6 H 10 O 5 )n2 Polisaccaridi Misti Arabinosio Ribosio Xilosio Deossiribosio Fruttosio Galattosio Glucosio Mannosio Lattosio Maltosio Saccarosio Trealosio Arabano Xilano Cellulosa Glicogeno Inulina Mannano Amido (amilosio e amilopectina) Agar Pectina Chitina Emicellulosa Carregenina Gomma vegetale Derivati dei monosaccaridi Zuccheri alcolici: glicerolo, inositolo, mannitolo sorbitolo Zuccheri amminici: galattosammine (formati da galattosio, presenti nella cartilagine, nei tendini e nell’aorta) glucosammine (formate da glucosio, presenti nel tessuto connettivo) Zuccheri acidi: acido ascorbico (vit. C, non formata nell’organismo); acido gluconico (dal glucosio) acido glicuronico ( dal glucosio, aiuta nei processi di disintossicamento ed escrezione di altri composti, è presente nel tessuto connettivo)

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Andrea Boaria Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.