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L'allenamento mentale

Avendo praticato diversi sport, fin da piccolo mi ero fatto l’idea che, per vincere, occorreva usare la testa, intendendo che bisognava essere intelligenti e furbi. Poi, a poco più di 15 anni ho scoperto l’ipnosi ed il rilassamento, cominciando una ricerca che tutt’ora continua. Mi sono chiesto quali fossero i segreti della “valanga azzurra” di sci. E qualche anno dopo ho conosciuto l’artefice: il prof. Luigi Peresson. Ho così realizzato l’idea che occorressero ulteriori ingredienti.
Ho trovato tali componenti nel Rilassamento che aiuta a dare tranquillità mentale, che a sua volta consente di governare meglio le emozioni. Studiando e sperimentando il rilassamento – soprattutto il T.A. e l’autoipnosi – mi sono reso conto dell’importanza del Principio Ideodinamico (effetto Carpenter), che ho sfruttato quasi subito per accelerare e perfezionare l’apprendimento dei gesti tecnici. I risultati sono stati quasi immediati. “Grazie” ad un infortunio che mi ha “relegato” a fare l’allenatore, ho potuto sperimentare l’efficacia di tali strumenti su vasta scala. Ciò mi ha stimolato a ricercare percorsi sempre più “sofisticati” che permettessero alle mie compagini di avere una marcia in più sugli avversari. Nella psicologia ho trovato una miniera inesauribile di strategie e tecniche che, oltre ad affascinarmi, mi sono state utili nella vita oltre che nello sport.

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5 INTRODUZIONE Nel 1945 il record mondiale sul miglio (1609,3 m.) fu di 4’1”4°°. Gli allenatori, i medici, i fisiologi, gli atleti e tutti coloro che si occupavano di sport sostenevano che il corpo umano non fosse idoneo per scendere sotto i 4 minuti. Poi un giorno, un medico, Roger Bannister, si mise in testa che tutto ciò fosse falso e, essendo un atleta di spessore, pensò di confutare una credenza del genere. Si allenò di nascosto per evitare di essere negativamente condizionato, ed il 6 maggio 1954, a Oxford, in una serata fredda e ventosa, batté il record mondiale di 2”, portandolo a 3’59”4°°. Qualcuno direbbe: “Beh, cosa c’è di strano. Dopo tutto i record sono fatti per essere battuti!”. “Beh”, dico io, “la cosa strana è che in qualche settimana 37 atleti infransero la barriera dei 4’ e, nell’arco di 2 anni erano più di 300”! "Tutto ciò, magicamente, dopo 9 anni”. Vorrei ribadire il fatto che si allenò di nascosto e che, pochi giorni dopo di lui, decine di atleti, come per incanto, scesero sotto i 4’ (potenza delle credenze!). In un filmato che parla dei poteri della mente (in mio possesso) c’è la storia di una ragazza che si trovava in un furgone ribaltatosi a seguito di un incidente. Lei è rimasta paralizzata dalla testa in giù. La ragazza, tetraplegica è rimasta per 6 anni distesa in un letto di ospedale, poiché se provava a mettere in verticale le gambe, dai piedi alle ginocchia, sveniva. Poi, grazie al biofeedback, ha imparato a gestire la situazione, tanto da poter andare seduta, spinta su una carrozzina, al supermercato. Intervistata, spiegava che tutto ciò adesso era facile, giacché ora ridava tono vasale al suo apparato circolatorio pensando al suo cervello come ad una spugna che mentalmente strizzava per mandare il sangue ovunque. Enzo Dal Forno, ex primatista italiano di salto in alto, ebbe un incidente in cui si ruppe la gamba sinistra e, quando tornò a saltare (allora si saltava ventralmente), pur superando l’asticella di un buon palmo, non riusciva a richiamare la gamba sinistra che faceva cadere l’asticella. Grazie ad una psicologa imparò delle tecniche di visualizzazione che gli permisero di richiamare adeguatamente la gamba menomata. Milton Erickson, medico e psichiatra, considerato oggi come il più grande esperto mai esistito d’ipnosi, ebbe all’età di 17 anni una poliomelite che lo paralizzò dalla testa in giù. Grazie alla rievocazione mentale delle sensazioni che aveva sperimentato prima della malattia e, al fatto che poté osservare la sorellina che imparava a camminare, riuscì a riacquisire la capacità di muoversi con un’andatura appena claudicante. Il suo amico e curatore, dr. Ernest Rossi, pioniere della ricerca psicobiologia ¹ , colpito a sua volta da un ictus, impostò la sua riabilitazione sulla base delle conoscenze che aveva della vita di Milton, affrontando in seguito una ricerca (ha già scritto dei libri in merito e ne sta scrivendo altri) che mette in relazione il modo di pensare, le convinzioni, con le modificazioni del nostro patrimonio genetico (Rossi, 2004). Nel 2002 gli scienziati dimostrarono che il potere della convinzione influenza il sistema immunitario, somministrando a dei volontari una bevanda aromatizzata contenente ciclosporina A, nota per il suo potere d’inibire il sistema immunitario. Successivamente, anche quando fu loro data una bevanda placebo, si notò un ulteriore indebolimento del sistema immunitario (Hamilton, 2009). Nel 2004, l’italiano Fabrizio Benedetti, della Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, in Nature Neuroscience, pubblicò un articolo che mostra i risultati di cambiamenti

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Walter Testa Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

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