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La Repubblica d’Islanda: la crisi economica e le sue conseguenze

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Capuani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della politica
  Relatore: Oreste Massari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

L'Islanda, un paese abituato alla solitudine, isolato nell'oceano Artico, per secoli popolo di pescatori, è diventato, nel giro di un decennio, il mito della finanza e del nuovo miracolo economico. Miracolo che, tuttavia, ha avuto una vita molto breve, infatti nel giro di pochi mesi, l'Islanda è sprofondata in un incubo e da buon esempio per gli altri paesi europei è diventato la rappresentazione del "male" incarnato nella connivenza tra finanza e politica. Oggi, secondo un'opinione assai diffusa, la nazione costituisce ancora il nuovo miracolo, grazie alla via intrapresa per uscire dalla crisi (Kreppa).
Chiunque approfondisca il tema della crisi economica dell'Islanda può facilmente capire come i media internazionali abbiano alcune volte strumentalizzato la Kreppa e può rendersi conto, inoltre, di come essa sia stata presentata e trattata con molta superficialità. Effettivamente lo studio e soprattutto l'esperienza di ricerca sul territorio hanno rafforzato in me questo pensiero e mi hanno chiarito le idee riguardo ad un paese che erroneamente è stato preso prima come simbolo della crescita infinita e poi della rivolta contro le banche e il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Ritengo, per questo, che sia stato molto importante e produttivo per il lavoro che mi sono proposto, poter conoscere direttamente le conseguenze di un collasso economico su uno Stato. L'Islanda, in effetti, ha avuto gli stessi problemi che altri paesi hanno già vissuto e probabilmente altri vivranno in futuro, tuttavia credo che essa rappresenti un'eccezione non solo per quanto riguarda le conseguenze che la crisi ha provocato, ma anche per le soluzioni che ha tentato di intraprendere.
L'Islanda rappresenta un ideale campo di ricerca perché, essendo una comunità ristretta, gli effetti della crisi sono stati più facilmente visibili.
La mia decisione di scegliere questi contenuti per una tesi specialistica nasce, in primis, dal fatto che la maggioranza dei saggi in italiano o in inglese hanno analizzato la Kreppa prevalentemente da un punto di vista economico. Se da tale punto di vista, infatti, la situazione dell'Islanda non può essere paragonata a quella di altre nazioni, ritengo, invece, che dal punto di vista sociale e politico essa potrebbe essere considerata come un modello in scala ridotta di quanto si stia verificando in altri paesi Europei che sono investiti da una crisi non solo finanziaria ed economica, ma anche sociale e politica. L'unica differenza tra l'Islanda e questi altri paesi è che l'Isola si è sforzata di trovare delle risposte in questi anni, ricercando vie di uscita originali, alla stregua dei problemi che ha vissuto. L'interrogativo che viene affrontato e analizzato nella seconda parte della tesi è proprio quello relativo a come la crisi economica del 2008 abbia cambiato l'Islanda. Esso costituisce il quesito principale del lavoro svolto in Italia e completato effettuando attività di ricerca, vivendo per circa tre mesi a Reykjavik.
La prima parte - costruita in modo teorico - riguarda la storia e il sistema politico del paese; in essa si cerca di spiegare le cause della crisi, gli interventi attuati dalla politica e, infine, le conseguenze in termini economici, sociali e politici. La seconda parte del lavoro, invece, nasce direttamente dalla mia esperienza e riporta quanto appreso dalla permanenza in questo paese, a contatto diretto con l'Islanda e con gli islandesi. In essa, in particolare, attraverso l'osservazione diretta che mi ha permesso di operare un'opportuna scelta dei contenuti, ho affrontato e approfondito quegli aspetti che, a mio avviso, la crisi ha maggiormente colpito e condizionato.

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5 INTRODUZIONE L‟Islanda, un paese abituato alla solitudine, isolato nell‟oceano Artico, per secoli popolo di pescatori, è diventato, nel giro di un decennio, il mito della finanza e del nuovo miracolo economico. Miracolo che, tuttavia, ha avuto una vita molto breve, infatti nel giro di pochi mesi, l‟Islanda è sprofondata in un incubo e da buon esempio per gli altri paesi europei è diventato la rappresentazione del “male” incarnato nella connivenza tra finanza e politica. Oggi, secondo un‟opinione assai diffusa, la nazione costituisce ancora il nuovo miracolo, grazie alla via intrapresa per uscire dalla crisi (Kreppa). Chiunque approfondisca il tema della crisi economica dell‟Islanda può facilmente capire come i media internazionali abbiano alcune volte strumentalizzato la Kreppa e può rendersi conto, inoltre, di come essa sia stata presentata e trattata con molta superficialità. Effettivamente lo studio e soprattutto l‟esperienza di ricerca sul territorio hanno rafforzato in me questo pensiero e mi hanno chiarito le idee riguardo ad un paese che erroneamente è stato preso prima come simbolo della crescita infinita e poi della rivolta contro le banche e il Fondo Monetario Internazionale (FMI). Ritengo, per questo, che sia stato molto importante e produttivo per il lavoro che mi sono proposto, poter conoscere direttamente le conseguenze di un collasso economico su uno Stato. L‟Islanda, in effetti, ha avuto gli stessi problemi che altri paesi hanno già vissuto e probabilmente altri vivranno in futuro, tuttavia credo che essa rappresenti un‟eccezione non solo per quanto riguarda le conseguenze che la crisi ha provocato, ma anche per le soluzioni che ha tentato di intraprendere. L‟Islanda rappresenta un ideale campo di ricerca perché, essendo una comunità ristretta, gli effetti della crisi sono stati più facilmente visibili. La mia decisione di scegliere questi contenuti per una tesi specialistica nasce, in primis, dal fatto che la maggioranza dei saggi in italiano o in inglese hanno analizzato la Kreppa prevalentemente da un punto di vista economico. Se da tale punto di vista, infatti, la situazione dell‟Islanda non può essere paragonata a quella di altre nazioni, ritengo, invece, che dal punto di vista sociale e politico essa potrebbe essere considerata come un modello in scala ridotta di quanto si stia verificando in

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crisi economica
islanda
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