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Rilevazioni statistiche e indicatori di performance nelle strategie di valorizzazione dei distretti del commercio

Informazioni tesi

  Autore: Umberto Gilardi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Silvia Figini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

Il progressivo decentramento delle funzioni commerciali e d’intrattenimento, rapidamente subito dalle città negli ultimi decenni, ha reso prioritarie politiche pubbliche a sostegno dei centri urbani e della loro vitalità. La riscoperta dei centri storici e dell’offerta commerciale locale delle città lombarde ha spinto regione Lombardia a elaborare piani d’intervento e bandi di finanziamento da destinare a quelle città che sentono vitali gli obiettivi di valorizzazione territoriale oltre che di rilancio dell’offerta commerciale locale.
I distretti nascono come aree di rilevanza comunale (DUC) o intercomunale (DID) nelle quali cittadini, imprese, e realtà sociali liberamente aggregati sono in grado di fare del commercio il fattore strategico d’integrazione e valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone il territorio, per accrescerne l’attrattività, rigenerare il tessuto urbano e sostenere la competitività delle sue polarità commerciali.
Per poter continuare nella progettazione e nella ricerca di altre linee di finanziamento occorre essere a conoscenza delle realtà commerciali del territorio del distretto.
Questa tesi comprende un'analisi sull’utilizzo degli indicatori nelle strategie di valorizzazione dei Distretti, le realtà internazionali già sperimentate, le rilevazioni statistiche e le osservazioni generali sul monitoraggio di luglio 2010 effettuato in Lombardia.

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3 Introduzione La ricerca teorica ed empirica ha da sempre trattato il commercio come questione di settore senza considerare gli aspetti territoriali connessi ai processi d’insediamento 1 ed è sempre stato un settore che ha caratterizzato, tralasciando il punto di vista puramente economico, l’identità della città. Questa dinamica però è cambiata già da circa un decennio e ora si trova contraddistinta da una costante riduzione delle attività nei centri storici in favore di un intenso sviluppo di nuovi organismi localizzati in aree extraurbane, fino alla comparsa di nuove strutture integrate di grandi dimensioni che offrono funzioni concernenti l’intrattenimento, il tempo libero e il turismo. 2 Il commercio localizzato nei centri storici, a causa dei profondi mutamenti sociali degli ultimi decenni, non trae più beneficio dalla situazione favorevole che aveva occupato storicamente per molti secoli. Infatti, dagli anni Cinquanta negli Stati Uniti e dagli anni Ottanta in Italia, si sono imposte nelle aree periferiche ed extraurbane nuove metodologie di commercio, che hanno deviato i flussi dei consumatori dalle aree centrali e hanno dato origine al cosiddetto doughnut effect 3 che rappresenta la violenta desertificazione e la perdita d’identità delle aree commerciali dei centri urbani. Dal centro commerciale naturale, tipico del centro cittadino in cui “agglomerati commerciali sorti spontaneamente seguendo lo sviluppo storico del tessuto urbano presentano generalmente un’offerta completa atta a soddisfare i più differenti bisogni dei consumatori” 4 ,si è giunti a ideare i centri commerciali artificiali, nuovi luoghi d’acquisto “progettati e realizzati al fine d’imporre ai consumatori orientamenti ed abitudini nuove” 3 . Il settore sta dunque subendo un processo di modernizzazione che è 1 (Wrigley N., Coe N., Currah A., 2005) 2 (Brunetta G., Caldarice O., 2011) 3 (Zanderighi, 2004) 4 (Zappi, 1994).

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