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''The Fabulous Five'' e ''Arte di Frontiera'': l'ingresso del writing nelle gallerie d'arte

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Carpenè
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: arti visive e dello spettacolo
  Relatore: Francesca  Castellani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

Questo elaborato tratta la storia delle due mostre "The Fabulous Five: Calligraffiti di FREDerick Brathwaite e George LEE Quinones" ( una prima internazionale per la graffiti art ) e "Arte di Frontiera: New York Graffiti" ( l'esibizione a tema graffiti più importante e meglio organizzata in Italia ), avvenute rispettivamente alla Galleria "La Medusa" di Roma nel dicembre 1979 e alla "Galleria Comunale di Arte Moderna" di Bologna nel marzo-aprile 1984.
Lo studio ha cercato, innanzitutto, di riportare alla luce due eventi che sono testimonianza di un precoce interesse internazionale verso il writing, inserendoli all'interno di una panoramica storica e dando risalto alla documentazione originale.
Nelle conclusioni del lavoro sono state discusse le eredità di questi eventi, prendendo in esame il progetto "Frontier: la linea dello stile", organizzato a Bologna nell'estate 2012.
Gli interventi citati di artisti, critici, curatori e di altre figure coinvolte vogliono essere inoltre stimolo alla riflessione su questioni ancora attuali come "Cos'è e cosa rappresenta il writing?" e "In base a quali criteri possiamo giudicare qualcosa come arte o meno?".
L'elaborato è stato essere suddiviso in tre capitoli fondamentali.
Nel primo si è voluto fornire una panoramica generale, ripercorrendo le dinamiche che portarono il mondo dell'arte ad entrare a contatto con la realtà urbana del writing. Dalle prime mostre realizzate negli anni settanta al successo di artisti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, la tendenza vede il suo apice a New York, nella prima metà degli anni ottanta.
Nel secondo capitolo le due mostre "Fabolous Five" e "Arte di Frontiera" sono state prese in esame nello specifico, ripercorrendone la storia, analizzandone le opere e facendo riferimento ai cataloghi originali.
Il terzo capitolo conclude lo studio, riportando il caso dell'evento "Frontier: la linea dello stile" che ha avuto luogo a Bologna nell'estate 2012. Per "Frontier" il progetto di riqualificazione urbana attraverso il lavoro di tredici writer italiani ed internazionali si unisce all'esplicito intento di celebrare la mostra "Arte di Frontiera", svoltasi nella stessa città ventotto anni prima.

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2 Introduzione: I "graffiti", termine originariamente spregiativo usato per identificare un movimento che preferisce definirsi "aerosol art" o "writing" 1 , nascono a Philadelphia nella seconda metà degli anni ’60 per stabilirsi ed evolversi in seguito a New York 2 , dove conosceranno il loro autentico sviluppo. Ancora oggi, nonostante siano passati ormai più di 40 anni da quando Super Kool 223 dipinse nel 1972 il primo vero pezzo nella subway di New York 3 , vedere una di queste eterogenee composizioni di colori e lettere più o meno esasperate difficilmente lascia indifferenti, così come non ha accennato ad affievolirsi il forte dibattito tra chi si ritiene a favore di una libera e creativa espressione di strada e chi si ritiene contrario ad un insensato atto di vandalismo. Nemmeno la sempre più stringente repressione legislativa e delle forze dell'ordine è riuscita a fermare un fenomeno che nel suo animo è tanto metropolitano e contemporaneo quanto arcaico e profondamente ancestrale, capace di comunicare su tanti livelli differenti. Voglio chiarire subito che non mi occuperò in questa sede di quella che è stata la storia dei graffiti: sarebbe infatti impossibile pretendere di riuscire in un lavoro tanto ambizioso quanto già ampiamente trattato. Quello che mi ripropongo di fare è di circoscrivere in questa storia quello che fu il contatto che avvenne tra il mondo dell'arte ufficiale e la realtà urbana del writing. Questa tendenza coinvolse presto sia gli intellettuali ed i galleristi di New York, sia quelli che da tutto il mondo (in particolar modo dall' Europa) tornavano dai loro soggiorni newyorkesi con gli occhi e i rullini delle macchine fotografiche ancora pieni di ciò che era allora una novità assoluta e circoscritta alla metropoli americana. L'aver scoperto, con mia grande sorpresa, che la prima esposizione internazionale dedicata al movimento ebbe luogo qui in Italia, alla Galleria “La Medusa” di Roma nel dicembre 1979, dovrebbe fornire uno stimolo alla riflessione su che cos'è il writing e qual'è il suo rapporto con il sistema dell'arte. Ripercorrere la mostra “Arte di Frontiera”, che ebbe luogo a Bologna nel 1984, significa ripercorrere quello che fu senza dubbio l'evento più importante e meglio organizzato nel nostro paese, in un periodo in cui il fenomeno non era ancora maturato, ma durante il quale vennero piantati i semi di quello che si svilupperà in seguito. Nelle conclusioni verranno considerati i lasciti di questa contaminazione avvenuta oltre trent'anni fa, prendendo in esame l'evento “Frontier”, organizzato a Bologna tra il 2012 e il 2013 con l’esplicito intento di celebrare la seminale mostra dell'‘84. 1 Stampa Alternativa, IGTimes, Style: Writing From The Underground, Nuovi Equilibri, Viterbo, 1996, pp. 6-7 2 Caputo Andrea, All City Writers, Kitchen93, Bagnolet 2009, pp. 1 3 Stampa Alternativa, IGTimes, Style: Writing From The Underground, Nuovi Equilibri, Viterbo, 1996, pp. 39-41

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