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Eserciti in Affitto. I Contractors e la Privatizzazione della Guerra

Nel marzo 2003, le forze della coalizione guidata dagli USA davano inizio all'operazione Iraqi Freedom, per deporre Saddam Hussein. In quei giorni stavo svolgendo gli ultimi mesi di servizio militare e con i miei commilitoni venivamo fatti riunire presso l'aula di compagnia a seguire i telegiornali e l'evolversi della campagna, con la spiegazione strategica dei nostri ufficiali. Nei mesi precedenti avevo vissuto i preparativi della guerra sulla mia pelle visto che, partecipando all'Operazione Domino (presidio dei luoghi sensibili ad attacchi terroristici) presso l'aeroporto Leonardo da Vinci, di Fiumicino, assistetti ad "un'invasione" di charter civili che trasportavano militari statunitensi verso il Golfo Persico. Da appassionato di vicende militari e soldato, ero quanto mai vicino a quella guerra e ne seguivo l'andamento in maniera spasmodica. Osservando scrupolosamente armi, mezzi, equipaggiamenti ed unità dispiegate, mi balzarono subito all'occhio uomini dall'insolita uniforme: giubbotti tattici e pantaloni color kaki senza insegne, Oakley e berretti da baseball, capelli lunghi e barba, pesantemente armati. Le loro "apparizioni" si facevano sempre più frequenti, incuriosendomi molto. Il termine Contractors trapelò violentemente nel 2004 con l'atroce fine di quattro operatori americani a Falluja. Il rapimento dei 4 Italiani e l'esecuzione di Fabrizio Quattrochi alcune settimane dopo, sdoganò con prepotenza il fenomeno, anche in Italia. La sempre maggior copertura mediatica, non ha fatto altro che accrescere la mia curiosità ed entusiasmo, fino a farne argomento di studio.
Per la realizzazione di questo progetto, ho utilizzato una bibliografia recuperata con mezzi propri e in minima parte attraverso la biblioteca universitaria. Con una certa sorpresa, ho notato che gran parte degli autori si è presa reciprocamente come spunto. Inoltre, essendo nel migliore dei casi risalente al 2005, alcune notizie in essa contenuta, erano ormai datate: il "nuovo mercenarismo" sta subendo decisive e repentine evoluzioni, come non mai. Il mio lavoro si è basato, proprio per questo, sulla raccolta di informazioni inerenti particolari aspetti e sulla verifica della loro attuale validità. Decisamente importante il web, dove ho trovato informazioni aggiornate, praticamente, fino alla data di stampa di questa dissertazione. L'impensata valanga di informazioni, quasi tutte in lingua inglese e disponibili sulle pagine di quotidiani on-line, ha richiesto un lavoro di traduzione, rielaborazione e controllo incrociato non indifferente, vista la complessità e specificità dei termini e l'inaffidabilità delle sole notizie giornalistiche a considerazioni approfondite. Il risultato è stato un elaborato composto da 10 capitoli: Evoluzione storica, l'attuale settore della difesa privata, diffusione geografica delle compagnie
private e caratteristiche, focus sulla Blackwater o Xe, i principali interventi mercenari o di società private, focus Iraq e Afghanistan, la privatizzazione della pace, caratteri commerciali delle società di sicurezza private e legislazione di settore.

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v INTRODUZIONE Nel marzo 2003, le forze della coalizione guidata dagli USA davano inizio all’operazione Iraqi Freedom, per deporre Saddam Hussein. In quei giorni stavo svolgendo gli ultimi mesi di servizio militare e con i miei commilitoni venivamo fatti riunire presso l’aula di compagnia a seguire i telegiornali e l’evolversi della campagna, con la spiegazione strategica dei nostri ufficiali. Nei mesi precedenti avevo vissuto i preparativi della guerra sulla mia pelle visto che, partecipando all’Operazione Domino (presidio dei luoghi sensibili ad attacchi terroristici) presso l’aeroporto Leonardo da Vinci, di Fiumicino, assistetti ad “un’invasione” di charter civili che trasportavano militari statunitensi verso il Golfo Persico. Da appassionato di vicende militari e soldato, ero quanto mai vicino a quella guerra e ne seguivo l’andamento in maniera spasmodica. Osservando scrupolosamente armi, mezzi, equipaggiamenti ed unità dispiegate, mi balzarono subito all’occhio uomini dall’insolita uniforme: giubbotti tattici e pantaloni color kaki senza insegne, Oakley e berretti da baseball, capelli lunghi e barba, pesantemente armati. Le loro “apparizioni” si facevano sempre più frequenti, incuriosendomi molto. Il termine Contractors trapelò violentemente nel 2004 con l’atroce fine di quattro operatori americani a Falluja. Il rapimento dei 4 Italiani e l’esecuzione di Fabrizio Quattrochi alcune settimane dopo, sdoganò con prepotenza il fenomeno, anche in Italia. La sempre maggior copertura mediatica, non ha fatto altro che accrescere la mia curiosità ed entusiasmo, fino a farne argomento di studio. Per la realizzazione di questo progetto, ho utilizzato una bibliografia recuperata con mezzi propri e in minima parte attraverso la biblioteca universitaria. Con una certa sorpresa, ho notato che gran parte degli autori si è presa reciprocamente come spunto. Inoltre, essendo nel migliore dei casi risalente al 2005, alcune notizie in essa contenuta, erano ormai datate: il “nuovo mercenarismo” sta subendo decisive e repentine evoluzioni, come non mai. Il mio lavoro si è basato, proprio per questo, sulla raccolta di informazioni inerenti particolari aspetti e sulla verifica della loro attuale validità. Decisamente importante il web, dove ho trovato informazioni aggiornate, praticamente, fino alla data di stampa di questa dissertazione.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Pietro Orizio Contatta »

Composta da 203 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 257 click dal 11/03/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.