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L’Equity Crowdfunding: uno strumento di finanziamento per le start-up innovative

Informazioni tesi

  Autore: Natasa Spasic
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Lorenzo Faccincani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

L’obiettivo della tesi è analizzare l’Equity Crowdfunding, una forma di finanziamento alternativa alle classiche forme di reperimento di capitali che risulta esclusivamente riservata alle c.d. start-up innovative.
Nell’ambito del lavoro si è innanzitutto analizzata la figura della start-up innovativa introdotta in Italia con il Decreto Legge n. 179 del 18 ottobre 2012. Tale normativa è stata analizzata nel dettaglio prendendo innanzitutto in esame la definizione di start-up innovativa e in seguito trattando i requisiti che devono essere posseduti dalle imprese che intendono essere riconosciute come tali. Viste come importante stimolo per la crescita economica del Paese, la loro costituzione è stata incentivata prevedendo una serie di agevolazioni normative e fiscali. Tenendo inoltre conto dei rischi che le neo-imprese sostengono nei primi stadi di vita e considerata la difficoltà che esse incontrano nel reperimento di risorse finanziarie occorrenti per sviluppare la propria idea di business, il legislatore ha concesso alle start-up innovative la possibilità di offrire le proprie azioni/quote rappresentative del capitale sociale tramite appositi portali on-line, permettendo loro di raccogliere in modo più semplice e rapido capitale di rischio.
Sulla base della letteratura che ha approfondito la materia, nella tesi è emersa sia la significativa innovatività introdotta da questo modello di finanziamento sia la complessità dei processi necessari per realizzare l’operazione. Sono stati in particolare messi in risalto le restrizioni, i vincoli e gli obblighi che, previsti dalla regolamentazione emanata dalla Consob, risultano essere in capo ai gestori di portali on-line. In tal senso, per favorire la diffusione dell’Equity Crowdfunding, si ritiene auspicabile una semplificazione della normativa attualmente prevista. Per fornire un quadro più esaustivo sul ruolo dei gestori di portali on-line, si è altresì accennato al caso di StarsUp, primo gestore in Italia ad essere stato autorizzato dalla Consob ad operare.
Nell’elaborato si è inoltre riportato il case study riguardante la Cantiere Savona s.r.l., la prima start-up innovativa ad aver portato a termine con successo un’operazione di Equity Crowdfunding presentando il proprio progetto imprenditoriale dalla forte innovatività sul portale di StarsUp e riuscendo a raccogliere 380.000€ nell’arco di sei mesi.
In conclusione, anche analizzando il numero delle start-up innovative che risultano attualmente iscritte nella sezione speciale del Registro delle Imprese, si può desumere che l’Equity Crowdfunding abbia le potenzialità per diffondersi rapidamente nel prossimo futuro apportando significativi benefici alle imprese che nelle fasi iniziali del proprio ciclo di vita necessitano di finanziamenti.

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1 Introduzione Negli ultimi anni la situazione economica del Paese ha risentito notevolmente della crisi iniziata nel 2008 che ha portato al fallimento di numerose imprese e ha scoraggiato la costituzione di nuove realtà aziendali, comportando il generale rallentamento della crescita economica. Di fronte a questa situazione, al fine di contribuire allo sviluppo dell’economia, il legislatore italiano ha ritenuto necessario ed urgente emanare misure volte ad incentivare la ricerca e le innovazioni tecnologiche, viste come fattori essenziali di progresso ed opportunità di arricchimento economico e culturale del paese. Adottando norme specifiche si è, inoltre, posto l’obiettivo di rilanciare la competitività delle imprese, fondamentale per garantire l’efficienza del libero mercato. Il Decreto Legge del 18 ottobre 2012 n. 179 è stato emanato sulla base di questa prospettiva, in un momento in cui risultava necessario intervenire in modo significativo per dare uno stimolo alla crescita e rilanciare l’economia del paese. Con il cosiddetto “decreto crescita bis” il legislatore ha introdotto e disciplinato le start-up innovative viste come importante stimolo alla ripresa economica del paese ed è in questo modo riuscito a porre fine, almeno in parte, alla confusione e all’incertezza che da lungo tempo caratterizzavano la materia. Al fine di promuoverne lo sviluppo e la diffusione sono state previste diverse agevolazioni in ambito fiscale e sociale e sono state individuate forme di reperimento di capitale alternative al canale bancario, diventato con la crisi difficilmente accessibile. Con il presente elaborato ci si è posti innanzitutto l’obiettivo di individuare ed analizzare gli aspetti essenziali relativi alle start-up innovative, evidenziando in particolar modo le agevolazioni introdotte dal legislatore al fine di favorirne la costituzione. Si è passati successivamente ad affrontare il contesto in cui le start-up in generale si trovano ad operare, ponendo l’attenzione sui rischi che esse corrono e sui soggetti con cui esse si relazionano normalmente per finanziarsi. Data la difficoltà di accedere al capitale di debito e appurata la necessità di incentivare la costituzione di nuove imprese, il legislatore ha previsto una nuova modalità di reperimento di risorse

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Parole chiave

finanziamenti
start up
agevolazioni fiscali
business angels
venture capital
equity crowdfunding
start up innovative
rischi di investimento
gestori di portali

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