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Nel nome di Erasmo. Evoluzione storica ed evidenze empiriche di una politica europea

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Mezzalira
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Damiano Palano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

Il programma Erasmus è la politica europea più famosa nel campo dell'istruzione e della formazione professionale ed è spesso considerata tra i maggiori successi comunitari. Ogni anno migliaia di studenti trascorrono periodi all'estero, studiano in un'altra università, migliorano le loro competenze linguistiche, conoscono nuove persone e allargano i propri orizzonti. Nonostante questo, la cooperazione nell'istruzione e nella formazione tra gli Stati Membri è piuttosto recente, dal momento che è stato solo il Trattato di Maastricht entrato in vigore nel 1993 che ha costituito la base giuridica che mancava nei Trattati di Roma, firmati nel 1957. Prima della nascita dell'Unione Europea, l'istruzione non rientrava tra le competenze delle Comunità e gli Stati Membri cercavano di tenere questo settore sotto il loro controllo. In ogni caso, a poco a poco si sviluppò un piccolo spazio di coordinamento, pieno di ostacoli, e nel 1976 furono creati i Programmi Comuni di Studio. Grazie all'impegno di Delors per l'instaurazione del mercato unico e per rispondere alla nuova domanda di forza-lavoro da parte delle grandi imprese, furono implementati i primi programmi della Commissione in istruzione e formazione, il COMETT nel 1986 e l'Erasmus nel 1987, che scaturirono da parecchi compromessi. Le sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, il nuovo Trattato di Maastricht, l'influenza politica della Commissione Delors e lo straordinario successo dell'Erasmus portò ad prolungare il programma fino ad oggi. Durante gli anni '90 e '00 l'Erasmus subì qualche modifica, venendo prima incorporato nel più grande programma SOCRATES, poi nel Lifelong Learning Programme. Nel 2013 la recente riforma della Commissione ha dato luogo a Erasmus+, che si occupa di istruzione, formazione professionale, volontariato e sport.
È semplice notare dalle fonti ufficiali quali sono gli obiettivi dell'Erasmus, perciò abbiamo identificato tre aree d'interesse nelle quali misurare il suo impatto: facilitare la mobilità degli studenti, rafforzare le competenze che sono rilevanti sul mercato del lavoro e promuovere l'Europa dei cittadini. Nella seconda parte di questo lavoro abbiamo risposto a dieci domande di ricerca che afferiscono alle tre aree di cui sopra, utilizzando le statistiche ufficiali dell'UE, precedenti studi condotti in merito e un focus che consiste in un'elaborazione personale da un dataset ufficiale. Il focus offre uno sguardo originale e innovativo sull'impatto dell'Erasmus sul mercato del lavoro italiano, poiché nessuno finora ha mai utilizzato la tecnica dell'abbinamento statistico per stimare l'effetto del programma Erasmus sulle carriere e sugli stipendi dei giovani lavoratori. I risultati globali ci dicono che il programma Erasmus raggiunge i suoi scopi solo parzialmente. La mobilità degli studenti soffre ancora di squilibri in termini di genere e di contesto familiare. Per ciò che concerne il suo impatto sul mercato del lavoro, gli ex-studenti Erasmus mostrano meno probabilità di essere disoccupati e impiegano meno tempo per trovare un lavoro rispetto agli altri, ma non grazie all'Erasmus. Al contrario, l'effetto del programma è cospicuo sui salari e nel favorire l'apprendimento delle lingue straniere. Riguardo all'Europa dei cittadini, l'Erasmus non garantisce un attaccamento alle istituzioni europee più forte e non necessariamente aiuta a ridurre gli stereotipi culturali.

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INTRODUZIONE Bringing students to Europe, bringing Europe to students. (motto del programma Erasmus) Uno dei tratti distintivi e più apprezzati di questa Unione Europea, in un periodo di forti critiche, è costituito dal programma di scambi universitari Erasmus. Nato nel 1987, il programma Erasmus ha preso il nome dall'umanista e intellettuale fiammingo Erasmo da Rotterdam, che trascorse la sua vita, tra il XV e il XVI secolo, spostandosi in molte capitali d'Europa, ma è anche l'acronimo di EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students 1 . Nonostante le varie modifiche e ampliamenti, il nucleo fondamentale del programma è rimasto lo stesso, favorire soggiorni di studio in un Paese europeo diverso da quello d'origine, e si compone di tre “pilastri”: le rette universitarie da pagare rimangono quelle dell'università d'origine, la concessione di borse di studio comunitarie, il pieno riconoscimento degli esami da parte dell'università di origine (con il sistema ECTS) 2 . Il clamoroso successo dell'Erasmus è universalmente riconosciuto 3 : in ventisette anni di storia ha contribuito in modo determinante ad aumentare la mobilità degli studenti all'interno della Comunità prima, dell'Unione poi, diventando in breve tempo uno dei programmi sovranazionali più conosciuti e apprezzati, fornendo l'esempio per le politiche educative di altri parti del mondo 4 . Ha altresì assunto la portata di un vero fenomeno di costume: sull'onda dei flussi studenteschi, ormai inferiori per dimensione solo agli spostamenti migratori e a quelli turistici, negli ultimi anni sono stati ripensati interi quartieri, sono stati organizzati nuovi servizi. Intorno a questa esperienza si sono plasmati nuovi linguaggi e tendenze collettive 5 , si sono formate associazioni 6 , sono fiorite iniziative 7 , sono nate profonde amicizie 8 e amori durevoli 9 . Ormai tutti noi conosciamo l'Erasmus, 1 Glossary:Erasmus programme, http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Glossary:Erasmus_programme. 2 L. F. Donà dalle Rose, Mobility in Europe. Edulink-AUDIS Informative Seminar, Lovanio, 5 giugno 2008, pag. 8. 3 E. Maurice, “Elogio dell’Erasmus”, in PressEurop, 5 ottobre 2012, http://www.voxeurop.eu/it/content/editorial/2818611-elogio-dell-erasmus. 4 Oltre al mini-programma di scambio fra le tre comunità linguistiche del Belgio (Erasmus Belgica), alla cooperazione tra i Paesi scandinavi e baltici (Nordplus, http://www.nordplusonline.org/) e al progetto di collaborazione tra gli Stati centro-orientali (CEEPUS, https://www.ceepus.info/) esiste anche una versione asiatica modellata sull'esempio europeo, che si chiama CAMPUS Asia. Cfr. What is CAMPUS Asia?, http://www.grips.ac.jp/campusasia/en/about/. 5 È nata l'espressione “generazione Erasmus”, per designare coloro i quali hanno provato questa esperienza. È sinonimo di una gioventù istruita, accomunata da un modo di pensare internazionale, intraprendente e foriera di nuove idee. La locuzione è entrata nella lingua colloquiale, nel linguaggio giornalistico, nei discorsi politici e ha dato lo spunto ad opere editoriali (F. Cappè (a cura di), Generazione Erasmus: l'Italia dalle nuove idee, FrancoAngeli, Milano, 2011; D. Faraldi, Generazione Erasmus. E adesso cosa fai?, Aliberti Editore, Reggio Emilia, 2008; G. Bettin Lattes, M. Bontempi (a cura di), Generazione Erasmus? L'identità europea tra vissuto e istituzioni, Firenze University Press, Firenze, 2008; L. Moroni, Generazione Erasmus, Eventual-Mente, 2003; per altri titoli, cfr. il blog di Fiorella De Nicola, Libri sull’Erasmus: arriviamo a quota 3 con “Generazione Erasmus”, https://fiorelladenicola.wordpress.com/2008/04/21/libri-sullerasmus-arriviamo-a-quota-3-con-generazione- erasmus/). 6 Una su tutte l'Erasmus Student Network (ESN, www.esn.org/), ma anche GaragErasmus, ecc.. GaragErasmus è un network professionale di persone che hanno in comune l'aver fatto l'Erasmus. Finanziato da Regione Toscana, il suo obiettivo è creare opportunità per la “generazione Erasmus”, favorendo l'occupazione, partnership internazionali d'affari e lo sviluppo delle capacità imprenditoriali delle start-up innovative. Cfr. GaragErasmus, http://www.garagerasmus.org/. 7 Ad esempio una canzone e un documentario. Cfr. Martino Reggiani, Sul tetto del mondo, https://www.youtube.com/watch?v=wKObyivYC7Q e Erasmus 24_7. Istanbul, Valencia, Bordeaux, Berlin, Rome, Prague, Lisbon, http://erasmus247.com/. 8 A. de Federico de la Rúa, How do erasmus students make friends?, in S. Ehrenreich, G. Woodman, M. Perrefort (a cura di), Auslandsaufenthalte in Schule und Studium: Bestandsaufnahmen aus Forschung und Praxis, Waxmann, Münster, marzo 2008, pagg. 89-103, http://www.academia.edu/6452407/How_do_Erasmus_students_make_friends. 9 S. Elsing, “Liebe grenzenlos – Das Europa(ar) der Zukunft”, in Café Babel, 13 febbraio 2006, 10

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