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Il caso Napolitano: il ruolo del Capo dello Stato nel sistema di governo italiano (2006 - 2013)

Il caso dell'ormai ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto molto discutere negli ultimi anni, sia a causa del doppio mandato presidenziale (primo ed unico caso, ad oggi, nella storia repubblicana italiana) sia per la centralità che la figura di Capo dello Stato ha acquisito nell'ultimo periodo. Per tale motivo, è rilevante studiare i molteplici spazi che questa figura di primo piano può ritrovarsi ad occupare nel nostro ordinamento.
In questa prima analisi, lo scopo principale è dunque quello di mostrare come cambia il comportamento del Presidente della Repubblica nei momenti di maggiore instabilità della vita politico – istituzionale.
Segue poi lo studio della funzione presidenziale tipicamente definita dalla prassi, conosciuta come funzione di esternazione, di cui ha fatto ampio uso il Presidente Napolitano (in Appendice sono studiate le esternazioni del suo primo settennato e di parte del suo secondo, che sono poi analizzate grazie all'ausilio di alcuni grafici all'interno della Parte Terza). Alla luce di quanto esposto, si cercherà di riflettere circa il significato dell’evoluzione della funzione presidenziale, non più configurabile solo come un compito di garanzia e neutralità, ma piuttosto come una parte attiva all’interno della scena politica, mettendo in luce la necessità di fornire maggiore chiarezza per ciò che riguarda le facoltà ed in particolare i limiti dell’azione del Capo dello Stato.

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INTRODUZIONE Questo lavoro si pone come principale obiettivo quello di operare un’analisi sul ruolo del Presidente della Repubblica nell’ordinamento italiano e sui poteri attribuitigli dalla costituzione Italiana in vigore dal 1948, sia attraverso i suoi contenuti formali definiti nella carta che in forza di quella costituzione materiale continuamente interpretata e ridefinita dalle prassi. Alla luce dei fatti che hanno riguardato la figura dell’attuale Capo dello stato, Giorgio Napolitano, primo ed unico caso di Presidente rieletto per un secondo mandato, è rilevante quindi studiare i molteplici spazi che questa figura di primo piano può ritrovarsi ad occupare nel nostro ordinamento. Dopo aver spiegato nella Parte Prima i poteri attribuiti alla figura presidenziale dalla Costituzione, ponendo l’accento in particolare sui poteri di garanzia e rappresentanza dell’unità nazionale (art. 87 Cost.), verranno analizzati gli aspetti salienti di quell’ampliamento della fisarmonica presidenziale, che si va a palesare nei momenti di maggiore incertezza per il sistema politico – partitico, e in particolare nelle occasioni di crisi e formazione di nuovi governi che connotano una fase di transizione di sistema. Lo scopo principale di questa prima analisi è dunque quello di mostrare come cambia il comportamento del Capo dello stato nei momenti di maggiore instabilità della vita politico – istituzionale, costituendo la caduta anticipata dei governi, nella prassi italiana, la regola più che l’eccezione e andando quindi a guardare quali settori può il Presidente della Repubblica trovarsi ad occupare, in base sia alle situazioni contingenti, sia alla propria personalità. Passando velocemente in rassegna l’atteggiamento tenuto dai vari inquilini del Quirinale, da Luigi Einaudi a Carlo Azeglio Ciampi, nel tentare di far uscire l’Italia da quelle situazioni di impasse politica che di frequente si sono venute a creare nella nostra storia repubblicana, si delineerà il cambiamento avvenuto, tra la Prima Repubblica e la Seconda Repubblica, nell’occupazione presidenziale di sempre più ampi spazi, focalizzandosi sul ruolo che hanno avuto 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alice Cavalieri Contatta »

Composta da 126 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1070 click dal 19/05/2015.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.