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La banlieue parigina in rivolta nel racconto dei media francesi.

Informazioni tesi

  Autore: Laura Santilli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Francesco Spandri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 84

In trent’anni, l’abitudine di distinguere nettamente le banlieues dalla Ville, non è cambiata. Da sempre sono considerate dei “quartieri popolari sfavoriti» o “in difficoltà”. Dopo i primi disordini, scoppiati già dalla fine degli anni Settanta, sono state definite delle «zone sensibili» o peggio «territori perduti della Repubblica».
Oggi, alla luce delle émeutes del 2005 nella banlieue di Clichy-sous-Bois, le periferie sono delle «cités ghettos» dove la speranza verso un futuro migliore ha lasciato il posto, per la maggior parte degli abitanti, alla sfiducia, alla paura e all’odio riguardo le Istituzioni.

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Introduzione Come siamo arrivati a questo punto? Perché le banlieues, le periferie fran- cesi, di cui si è a lungo dibattuto negli ultimi anni, ma di cui non conosciamo che poco, sono così spesso etichettate con dei vocaboli riduttivi, che ignorano la loro realtà e le relegano ad una marginalità sconosciuta? In trent’anni, l’abitudine di distinguerle nettamente dalla Ville, non è cam- biata. Da sempre sono considerate dei “quartieri popolari sfavoriti» o “in difficoltà”. Dopo i primi disordini, scoppiati già dalla fine degli anni Settanta, sono state definite delle «zone sensibili» o peggio «territori perduti della Repubblica». Oggi, alla luce delle émeutes del 2005 nella banlieue di Clichy-sous-Bois, le periferie sono delle «cités ghettos» dove la speranza verso un futuro migliore ha lasciato il posto, per la maggior parte degli abitanti, alla sfiducia, alla paura e all’odio riguardo le Istituzioni. Gli aggettivi utilizzati per descrivere le periferie non descrivono affatto l’ingiustizia sociale o l’esclusione territoriale di cui le banlieues sono vittime. Piuttosto, questi suggeriscono una nota di pericolo in questi luoghi che non facilita certo il confronto tra chi vive in città e i banlieusards, gli abitanti delle periferie. Alla base dei numerosi scontri che sono avvenuti nelle banlieues c’è proprio questo: l’eterno confronto tra chi risiede in periferia e chi no. Questa rigida differenziazione può risultare strana, se letta nella nostra prospettiva, quella italiana, ma nell’ottica francese il quadro cambia: i residenti nella banlieue, 4

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