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La relazione tra il consumo di sostanze e i tratti di personalità in un campione di giovani adulti

Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Ciappina
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Stefano Tartaglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 139

La presente tesi di ricerca si propone di indagare un fenomeno che sta destando particolare allarmismo nella società contemporanea, cioè quello che vede coinvolti i giovani adulti nei consumi di sostanze quali alcol, tabacco cannabis. Gli obietti proposti dalla ricerca sono: descrivere la frequenza dei consumi di sostanze nei giovani adulti studenti universitari; descrivere la relazione tra le motivazioni ai consumi (DMQ), i tratti di personalità (Big Five) e il consumo di sostanze (alcol, tabacco e cannabis); indagare la presenza di eventuali relazioni tra i consumi delle diverse sostanze. I dati sono stati ricavati con l'ausilio di un questionario self-report in un campione di 600 studenti universitari di Torino reclutati all'interno di aule studio universitarie torinesi. Sono state analizzate le seguenti variabili: 1) caratteristiche socio demografiche; 2) motivazioni ai consumi alcolici (Drinking Motives Questionnaire Revised Short Form); 3) comportamenti osservati in merito ai propri consumi e a quelli dei pari; 4) la frequenza del fumo di sigaretta e di cannabis; 5) tratti di personalità (Five Factor Model of Personality). Dai dati ricavati è emersa una correlazione significativa tra alcuni tratti di personalità e il consumo di alcol, tabacco e cannabis.

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I CAPITOLO Il consumo di sostanze: diffusione, significati e conseguenze Indagini storiche ed etnologiche hanno dimostrato che il consumo di sostanze naturali psicoattive è praticato fin dall'epoca preistorica. I reperti hanno dimostrato che il genere umano ha da sempre tentato, durante l'evoluzione dell'umanità, di manipolare la coscienza, di controllare il comportamento e di alterare gli stati della mente. La tendenza ad utilizzare sostanze psicoattive, al fine di modificare e controllare gli stati di coscienza, è definita psicotropismo e si è diffusa nelle epoche e nelle culture con differenti percorsi e assumendo diversi significati. Già 6000 anni fa, gli uomini erano soliti mangiare erbe o semi per ottenere stati di benessere ed euforia, perciò tale consumo non deve essere considerato un fenomeno sociale patologico in sé o tipico della società moderna (Scarscelli, 2010). È utile comprendere quali aspetti dei consumi odierni siano il frutto di processi sociali, culturali o politici delle società contemporanee e quali invece derivino dal passato. Nel passato, il consumo di sostanze psicoattive era finalizzato a diversi scopi: curare le malattie, attenuare le preoccupazioni e la tristezza, rompere la quotidianità, affrontare la natura e le sfide con gli altri. Oggigiorno, a differenza dei tempi antichi, il consumo di sostanze psicoattive ha perso ogni valore rituale e sacro. A differenza del passato, oggidì, la diffusione di queste sostanze è finalizzata al commercio e agli interessi del mercato. Le sostanze psicoattive vengono assunte in forma sempre più pura in modo tale che siano così dotate di proprietà psicotrope superiori rispetto a quelle delle piante psicoattive. Questo ha determinato la diffusione di sostanze 9

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