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Product Placement, Branded Entertainment, Crowdsourcing: Dinamiche, Valori, Prossime Frontiere

Obiettivo del presente elaborato, è un’analisi approfondita riguardo la fenomenologia del product placement, dalle sue origini, concomitanti de facto con la genesi della Settima Arte, sino alla situazione dei giorni nostri, in cui l’embedded marketing pare ormai divenuto un vero e proprio medium nel medium, in grado di superare in efficacia e convenienza la stragrande maggioranza delle tecniche pubblicitarie utilizzate finora e capace di gran presa su di un pubblico ormai completamente stomacato dall’ipocrisia delle “réclame” classiche, e bisognoso di nuove esperienze comunicative anche per quanto riguarda semplici consigli per gli acquisti.
Prendendo le mosse da tali presupposti, il lavoro approfondirà dunque, in primo luogo, proprio le dinamiche grazie alle quali il PP è divenuto negli ultimi anni lo strumento principe della comunicazione aziendale, per poi concentrarsi su tutti gli altri aspetti del Marketing Integrato in qualche modo derivanti (o collegati) agli inserimenti pubblicitari, per poi arrivare ad analizzare quali possano essere le potenzialità ancora inespresse del medium, in particolare riferimento ai prodotti di intrattenimento non mainstream.
Nel primo capitolo sarà doverosamente data spazio alla “ricostruzione storica” del Product Placement. Dagli albori de La Sortie de l'usine Lumière alla svolta degli anni ’70, con la nascita di una nuova industria cinematografica in certa discontinuità con la tradizione precedente e dunque humus ideale per la comparsa delle prime agenzie pubblicitarie specializzate nel posizionamento dei brand.
Contestualizzata la natura del Product Placement, per il secondo capitolo del lavoro si affronterà invece un approccio maggiormente teorico alle strategie di inserimento, incluso un tentativo di classificazione delle componenti necessarie e soprattutto una stima della risposta da parte del pubblico e delle variabili che influenzano la riuscita o meno della strategia promozionale. Saranno ampiamente discusse dunque le modalità di realizzazione, la contrattualistica, i requisiti minimi e gli obiettivi, il perché sottostante la scelta di una strategia rispetto ad un’altra, fino ad arrivare al feedback, ai meccanismi di controllo, alla reazione a parte del pubblico. A supporto di questa peculiare analisi saranno dati cenni relativi alle teorie dell’apprendimento e delle risposte, per poi verificare il feedback ottenuto eventualmente dal PP e la sua eventuale efficacia.
Nel corso della terza parte sarà invece dipanato il filo relativo alle ultime frontiere del Branded Entertainment nell’ambito della comunicazione integrata di marca. Saranno analizzati vari approcci al PP allargato cercando di cogliere il quadro generale dei rapporti tra fruitori e produttori; ed in questo senso non si potrà prescindere e dalle già citate strategie di sfruttamento del crowd sourcing finalizzate all’ottenimento di idee e produzioni fresche.
Il capitolo finale si concentrerà invece su un campo ancora raramente battuto dalla ricerca, e cioè quello dei rapporti tra PP e autori indipendenti. Sarà approfondito in particolare il discorso dei film making contests patrocinati da una data impresa, spesso humus ideale per lo sviluppo audiovisivi indie, e di tutte quelle attività, derivanti dal crowd sourcing, finalizzate allo stimolare l’audience riguardo la produzione di materiale proprio, da legare poi in qualche modo alla casa madre dal punto di vista della semantica, fino ad arrivare ad un’analisi dei rapporti tra PP e cinema indipendente vero e proprio, con attenzione alle economie locali, ed ad una riflessione sulle potenzialità ancora inespresse da parte del Medium Product Placement.

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PRODUCT PLACEMENT, BRANDED ENTERTAINMENT E CROWDSOURCING: DINAMICHE, VALORI, PROSSIME FRONTIERE. Il Product Placement esiste de facto sin dai primi vagiti della Settima Arte, ma è divenuto solo negli ultimi decenni uno strumento di comunicazione del tutto codificato e funzionale, un vero e proprio medium nel medium in grado di superare in efficacia e convenienza la stragrande maggioranza delle tecniche pubblicitarie utilizzate finora, in un nuovo universo di possibilità ancora in larga parte sconosciuto nel bene come nel male, ma di certo capace di gran presa su di un pubblico ormai completamente stomacato dall’ipocrisia delle “reclame” classiche, e bisognoso di nuove esperienze comunicative anche per quanto riguarda semplici consigli per gli acquisti. Prendendo le mosse da tali presupposti, il presente lavoro tesistico approfondirà dunque, in primo luogo, proprio le dinamiche grazie alle quali il PP è divenuto negli ultimi anni uno degli strumenti principe della comunicazione aziendale, vero e proprio linguaggio con cui un brand comunica e si comunica all’interno delle narrazioni sfruttando nuove potenzialità del tutto precluse all’advertising tradizionale, come ad esempio l’opportunità di plasmare l’opera stessa sulla base delle proprie esigenze comunicative mescolandosi tout court al tessuto del racconto in un processo che, se portato a termine correttamente, supera i limiti stessi del concetto classico di “consiglio per gli acquisti” e permette all’inserzionista di “vivere” una storia e divenirne talora raison d'être, sia dal punto di vista 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Sacha Savastano Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.