Comunicazione d'impresa e intolleranze alimentari: la percezione del consumatore

La mia tesi di Laurea, è volta a dimostrare l’esistenza di un gap, a livello comunicativo, tra le imprese di produzione e di distribuzione di alimenti per intolleranti (in particolare intolleranti al lattosio e celiaci), e i consumatori finali, ipotizzando le motivazioni e formulando proposte per migliorare il lavoro di comunicazione.
Partendo da uno studio di stampo sociologico sul consumatore con intolleranze alimentari (riportando anche delle testimonianze tramite la realizzazione di interviste), ho successivamente analizzato le normative vigenti in fatto di Sicurezza Alimentare e la comunicazione emessa da aziende che trattano prodotti idonei a questa categoria di consumatori.
Ho divulgato principalmente tramite il web e i social network, un questionario volto ad analizzare la percezione del cliente finale; ho poi considerato diversi casi di imprese di produzione e distribuzione (intervistandone alcune), per avere un riscontro del punto di vista delle aziende. In seguito, per ognuna di esse, ho studiato le forze e le debolezze, ipotizzando come tramutarle in potenzialità o valorizzare certi aspetti senza trascurarne altri.
In ultima analisi, ho valutato le differenze con un altro Stato dell’Unione Europea, in questo caso, il Regno Unito, soggiornando qualche giorno a Londra e divulgando un questionario tra i consumatori inglesi (del tutto simile al questionario italiano).
Per quanto riguarda la GDO, ho svolto una ricerca personale con sopralluoghi in Italia e in Inghilterra, per confrontare le due realtà.
Gli obiettivi principali erano: analizzare la comunicazione di queste imprese e confermare l’ipotesi di un’errata percezione da parte del consumatore, considerare le possibili cause di questo problema e cercare di formulare delle soluzioni, confrontando anche il diverso lavoro comunicativo di un altro Stato Europeo.

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7 Introduzione La scelta di lavorare sulla percezione del consumatore affetto da intolleranze, in merito alla comunicazione emessa dalle imprese operanti nel settore alimentare, nasce in quanto io stessa sono un soggetto affetto da intolleranze e allergie. Il presupposto di partenza, è che non si fa abbastanza comunicazione e spesso, quando c’è, è approssimativa o non è sufficiente per il cliente finale. Quando ho iniziato a lavorare alla tesi, tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, il panorama italiano in questo settore, era differente. Sono cambiate innanzi tutto le normative, che toccano sia la produzione sia la distribuzione, il canale GDO ha poi iniziato lentamente ad adeguarsi ad altri paesi Europei. Ho preso in considerazione principalmente due problematiche: la celiachia e l’intolleranza al lattosio, poiché sono quelle più conosciute e più “diffuse”. I celiaci in Italia, attualmente rappresentano l’1% circa della popolazione, per questo motivo le aziende di produzione non ritengono utile investire molto (in termini economici e di tempo) nella comunicazione fatta tramite i mezzi tradizionali, primo su tutti la televisione. Un discorso di questo genere è corretto, se sono sfruttati però sapientemente gli altri canali. L’obiettivo del lavoro di ricerca e di analisi, è di avvalorare l’ipotesi di un gap che esiste tra la comunicazione d’impresa e la percezione dei clienti; in particolare, in un contesto come l’Unione Europea, in cui altri Stati Membri, lavorano in maniera differente. Da qui, è nato il progetto di indagine comparativo, sulle differenze con il Regno Unito in merito alla percezione del consumatore e alla comunicazione emessa dalle aziende. Il percorso che ho sviluppato nella mia ricerca è partito da uno studio nel primo capitolo, sulle intolleranze e su come influiscano sull’individuo, non solo dal punto di vista fisico, ma anche e soprattutto, sotto gli aspetti psicologici, sociali e sociologici, avvalorando infine, le ricerche con interviste 1 . Nel secondo capitolo la focalizzazione è incentrata sulla comunicazione delle imprese, di distribuzione e produzione. Una breve parte introduttiva spiega come alcune aziende che operano nel settore alimentare, “fanno comunicazione” e quali sono le principali differenze con quella emessa da aziende specializzate nella produzione di alimenti idonei per celiaci e intolleranti al lattosio. 1 Interviste utili anche a definire le domande poste poi, nei questionari.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Melissa Bianchini Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

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