Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Joyce in Welsh: Parallelismi stilistici e tematici tra Dubliners e The Acid House

Il saggio offre un raffronto stilistico e tematico tra due opere di due autori che appaiono, di primo acchito, completamente agli antipodi. Si sono considerate, ponendole a confronto, le strutture linguistico-narrative e le tematiche principali di Dubliners, pubblicato nel 1914 dall'irlandese James Joyce, e The Acid House, secondo libro dello scozzese Irvine Welsh, pubblicato nel 1994. Dietro suggerimento di Ezra Pound, uno dei massimi esperti della produzione joyciana ("Questi racconti si potrebbero riferire a qualsiasi altra città") si è sovrapposto Leith a Dublino per scoprire, così, non poche interessanti similitudini.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE «La storia è una monotona ripetizione; gli uomini sono stati, sono e saranno sempre gli stessi» 1 . Le parole di Consalvo Uzeda, principe di Francalanza, protagonista di uno dei meno celebri e più ingiustamente snobbati classici italiani, I Vicerè di Federico De Roberto, ben introducono il principio motore da cui muove la stesura di questo elaborato. Ottanta anni dopo la pubblicazione del capolavoro di James Joyce, Dubliners (1914), Irvine Welsh sembra prendere il testimone dal genio irlandese e si addentra nell'intricato labirinto della società scozzese di fine Novecento. «With its cast of small timers, loose collection of stories, its tragically fine-tuned attention to detail, and its absorbing sense of place, it actually resembles Dubliners» 2 , scrive Jane Mendelson in merito al primo romanzo di Welsh, Trainspotting (1993). Tuttavia, è con la seconda opera che le similitudini si rendono ancor più evidenti; fatto senza dubbio dovuto alla struttura del volume, ossia all'adozione della short fiction in cui si cimenta, per la prima volta, l'autore scozzese. «In the stories that make up this fine collection, The Acid House, Irvine Welsh's bleak portrait of Scotland's underclass, overwrought youth often assumes Joycean resonances through the uncommon richness of his writing» 3 , scrive in una recensione James DeRossitt: pertanto, risonanze e similitudini non riposano esclusivamente sulla dettagliata raffigurazione di società decadenti, afflitte da provincialismo e paralisi, misoginia e ideologie ormai dal tempo e nel tempo sbiadite cui ancora i protagonisti cercano di aggrapparsi. I due volumi forniscono, infatti, una dose soddisfacente di elementi atti a un raffronto, non solo tematico, ma anche di natura stilistica. Oltre al già menzionato sfruttamento dell'agile misura della short fiction, è 1 De Roberto, Federico, I Vicerè, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1998, p. 652. 2 Mendelson, Jane, Needles and Sins, in New Republic, Vol. 215, No. 4,259, settembre 1996, pp. 31.34. «Con il suo gruppo di nullafacenti, la libera raccolta di storie, la sua attenzione tragicamente volta al dettaglio e il suo avvincente senso dello spazio, somiglia davvero a Dubliners». (La traduzione è mia). 3 DeRossitt, James, A Review of The Acid House, in Review of Contemporary Fiction, Vol. 16, No. 1, primavera 1996, pp. 151-152. «Nelle storie che compongono questa splendida raccolta, The Acid House, lo sconfortante ritratto dell'esausta gioventù delle classi inferiori scozzesi che Irvine Welsh ne fa, assume spesso risonanze joyciane grazie alla rara ricchezza della sua scrittura». (La traduzione è mia).

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Matteo Elia Passoni Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1052 click dal 08/05/2015.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.