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TRASFORMAZIONI IN ATTO: integrazione tra ospedale e territorio per la diminuzione degli accessi impropri in Pronto Soccorso

Informazioni tesi

  Autore: Gessica Bagnolini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Annalisa Maria Evy  Gabetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

Background: Il Pronto Soccorso è diventato, spesso, per i cittadini punto prevalente di riferimento anche per le richieste che dovrebbero essere erogate da altri servizi territoriali.
La crescita esponenziale della domanda verso le strutture di Pronto Soccorso è stata affrontata in questi anni introducendo strumenti come il ticket per i codici di minore gravità (codici bianchi).

Anche la nascita del sistema di Triage ha portato sicuramente notevoli vantaggi per un corretto e appropriato svolgimento delle attività di Pronto Soccorso, tuttavia non ha risolto il problema del sovraffollamento e degli accessi impropri ed evitabili.


Obiettivo: Contenere il sovraffollamento in Pronto Soccorso attraverso la ricerca nuove strategia volte, non solo al miglioramento della qualità del servizio, ma anche cercando di indirizzare il Cittadino verso una scelta adeguata e responsabile.

Conclusioni: Come emerso dal mio lavoro di ricerca, negli ultimi anni, sono nati nuovi modelli organizzativi e strutture territoriali atte ad accogliere tutti i pazienti che presentano patologie di minor gravità che non necessitano di intervento di emergenza.
Sul territorio sono quindi nate le Case della Salute e gli ambulatori H12 e H24, all’interso dei Pronto Soccorso sono nati percorsi veloci a gestione Medica e percorsi veloci a gestione Infermieristica. Gli ambulatori per i Codici Bianchi e gli ambulatori See & Treat, invece, si trovano normalmente in ambienti separati da quelli del Pronto Soccorso. Seppure esistano strategie valide nella diminuzione degli accessi impropri in Pronto Soccorso, in Emilia – Romagna, e in particolare nel territorio Area Vasta Romagna, non sono ancora state attuate totalmente rendendo il problema degli accessi impropri un argomento ancora molto attuale e non risolto completamente.

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 INTRODUZIONE Negli ultimi anni i Pronto Soccorso italiani sono divenuti, per i cittadini, un punto di riferimento per qualsiasi problema di carattere sanitario o sociale, risolvibile presso le altre strutture sanitarie presenti sul territorio. Durante l’esperienza di tirocinio clinico svolto presso il Pronto Soccorso dell’ Ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena ho notato come gli accessi classificati come impropri ne influenzino pesantemente l’attività, aumentando i tempi di attesa e non garantendo una distribuzione equa delle risorse umane, economiche e strutturali. Per di più l’elevato flusso di utenti non coinvolge soltanto il Pronto Soccorso, ma anche numerose Unità Operative che collaborano con esso a partire dal laboratorio analisi e dalla radiologia passando per le Unità Operative nella quale saranno, in seguito, ricoverati alcuni pazienti per giungere, in fine, alle unità amministrative. L’idea di una Tesi sugli accessi impropri al Pronto Soccorso nasce dalla voglia di analizzare più attentamente il problema, non tenendo solo conto del Pronto Soccorso in sé per sé, ma analizzando anche, con l’ausilio della letteratura scientifica, metodi e strategie per far si che gli accessi impropri diminuiscano; facendo conoscere, al cittadino, le diverse strutture presenti sul territorio romagnolo in alternativa al Pronto Soccorso.

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Parole chiave

triage
pronto soccorso
accesso improprio
codice bianco
sovraffollamento
fast track
see and treat
case della salute
strategie di diminuzione
infermiere di pronto soccorso

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