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Studio e progettazione di una rete di Geoindicatori per il monitoraggio ambientale del territorio provinciale savonese

Informazioni tesi

  Autore: Valerio Pucci
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato in Scienze della Terra XXVI Ciclo
Anno: 2015
Docente/Relatore: Laura Gaggero
Correlatore: Rosa MariaD'Acqui
Istituito da: Università degli studi di Genova
Dipartimento: DISTAV
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 455

I contributi di conoscenza che possono apportare le Scienze della Terra non si limitano più ai settori scientifici di base, o più tradizionali, ma si sono estesi, già da più di un decennio, ad altre discipline più specifiche a supporto delle grandi questioni planetarie legate, ad esempio, al cambiamento climatico globale (Coltrinari L., 2002), al reperimento e alla salvaguardia delle fonti idriche e alla necessità di supportare la gestione delle risorse all'interno di un processo generale di sviluppo sostenibile (Berger A.R., 2007). In questa ottica, è necessario evidenziare come la figura del geologo non sia più solo chiamata ad interessarsi a situazioni di emergenza, o a fornire un contributo sugli interventi e all'osservazione scientifica dei fenomeni verificatisi in ambito emergenziale del territorio. La geologia è la maggiore responsabile della topografia, del chimismo delle acque e del suolo, della fertilità del suolo, della stabilità dei versanti e della tipologia di flusso delle acque superficiali e sotterranee. Il monitoraggio geologico può essere quindi utilizzato per accertare futuribili cambiamenti ambientali, perché produce informazioni previsionali in merito alle conseguenze ecologiche dovute a quei cambiamenti, aiuta a determinare se le variazioni osservate impongono la necessità di una diversa gestione dell'area in osservazione, permette di valutare se il cambiamento ambientale registrato sia all'interno di una gamma di variazioni normali oppure anomale e repentine. Senza la considerazione di acqua, suolo, roccia e della componente atmosferica parti critiche dell'ecosistema verrebbero trascurate, ed in questo senso i parametri chimico-fisici possono essere utilizzati quali indicatori di cambiamento dell'ecosistema stesso.
Tali cambiamenti possono determinare significativi impatti sociali, clinici ed economici; le attività antropiche, a loro volta, possono amplificare ed accelerare, secondo uno schema di retroazione positiva, le condizioni di pressione che possono produrre, conseguentemente, un aumento degli impatti negativi sugli ecosistemi di riferimento. La gestione effettiva delle risorse non può quindi prescindere da una comprensione globale dell'ecosistema e dalla conoscenza delle interazioni tra le componenti biologiche ed abiotiche. Considerata l'importanza e la valenza scientifica dell'argomento in discussione, il lavoro di ricerca propone l'approfondimento dello stato delle relative conoscenze, nonché la progettazione e la realizzazione di una struttura di monitoraggio ambientale di alcune porzioni del territorio ligure, in grado di soddisfare i criteri e le raccomandazioni internazionalmente condivisi come quelle elaborate dall'International Union of Geological Sciences (IUGS). Tali procedure sono basate sull'utilizzo di misure dirette e/o indirette di parametri geologici significativi, denominati "Geoindicatori", in grado di fornire un chiaro segnale di trasformazione ambientale.
Nell'ambito della collaborazione di ricerca esistente tra Università di Genova ed ARPAL (in particolare tra il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ambiente e della Vita dell'Università di Genova e l'AGENZIA REGIONALE per la PROTEZIONE dell'AMBIENTE LIGURE) è stato avviato, a tale fine, questo progetto ispirato a "IUGS - Geoindicator" per alcune porzioni limitate del territorio provinciale del Savonese, caratterizzate da criticità differenziate, con lo scopo di accertare in esse la qualità delle condizioni esistenti, riscontrare eventuali cambiamenti a breve e medio termine delle condizioni ambientali ed incrementare, possibilmente, l'efficacia delle relative tutele ed ottimizzare le procedure di monitoraggio ad oggi in uso. A seguito delle istanze scientifiche di indirizzo condivise con la Direzione Scientifica dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente Ligure, il progetto di ricerca si è focalizzato sull'applicazione dei Geoindicatori al monitoraggio ambientale in aree del territorio savonese particolarmente bisognose di tutela ambientale (per criticità già accertate e/o per loro sensibilità intrinseca) , inserendosi utilmente, per quanto possibile, all'interno dei processi tecnici – normativi di protezione come quelli rappresentati, ad esempio, dal Piano di Tutela delle Acque e dal Piano di Gestione Integrata della Costa.
Riguardo ai processi da investigare, rispetto all'ampiezza degli argomenti teoricamente possibili investigabili nell'intera regione Liguria, considerata l'opportunità di restringere gli studi a quelli di sicuro interesse per l'Agenzia, sono stati indicati , in particolare, gli studi dei processi legati alla gestione delle acque e quelli afferenti alla costa.
Conseguentemente nel lavoro di tesi sono stati utilizzati i Geoindicatori IUGS
- Qualità delle acque sotterranee
- Qualità delle acque superficiali
- Posizione della linea di costa
- Qualità dei sedimenti

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1 1 INTRODUZIONE 1.1 Premessa I contributi di conoscenza che possono apportare le Scienze della Terra non si limitano più ai settori scientifici di base, o più tradizionali, ma si sono estesi, già da più di un decennio, ad altre discipline più specifiche a supporto delle grandi questioni planetarie legate, ad esempio, al cambiamento climatico globale (Coltrinari L., 2002), al reperimento e alla salvaguardia delle fonti idriche e alla necessità di supportare la gestione delle risorse all’interno di un processo generale di sviluppo sostenibile (Berger A.R., 2007) . In questa ottica, è necessario evidenziare come la figura del geologo non sia più solo chiamata ad interessarsi a situazioni di emergenza, o a fornire un contributo sugli interventi e all’osservazione scientifica dei fenomeni verificatisi in ambito emergenziale del territorio. Negli ultimi anni si è infatti progressivamente affermata la pratica di applicare lo stato delle conoscenze geologiche al monitoraggio ambientale per il recupero dei dati storici, attuali e puntuali di zone ritenute critiche . La geologia è la maggiore responsabile della topografia, del chimismo delle acque e del suolo, della fertilità del suolo, della stabilità dei versanti e della tipologia di flusso delle acque superficiali e sotterranee. Il monitoraggio geologico può essere quindi utilizzato per accertare futuribili cambiamenti ambientali, perché produce informazioni previsionali in merito alle conseguenze ecologiche dovute a quei cambiamenti, aiuta a determinare se le variazioni osservate impongono la necessità di una diversa gestione dell’area in osservazione, permette di valutare se il cambiamento ambientale registrato sia all’interno di una gamma di variazioni normali oppure anomale e repentine. Senza la considerazione di acqua, suolo, roccia e della componente atmosferica parti critiche dell’ecosistema verrebbero trascurate, ed in questo senso i parametri chimico-fisici possono essere utilizzati quali indicatori di cambiamento dell’ecosistema stesso. Tali cambiamenti possono determinare significativi impatti sociali, clinici ed economici; le attività antropiche, a loro volta, possono amplificare ed accelerare, secondo uno schema di retroazione positiva, le condizioni di pressione che possono produrre, conseguentemente, un aumento degli impatti negativi sugli ecosistemi di riferimento. La gestione effettiva delle risorse non può quindi prescindere da una comprensione globale

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Parole chiave

sviluppo sostenibile
impatto antropico
area marina protetta
analisi serie storiche
acque sotterranee
inferenza statistica
climate change
geoindicatori
fenomeni geologici
acque marine

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