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L'evoluzione della finanza etica: dai Monti di Pietà al microcredito oggi

Con il presente lavoro si vuole delineare l’evoluzione delle strutture che si sono interessate, in tempi e luoghi differenti, a quella che oggi definiamo finanza etica particolarmente dell’aspetto che riguarda la microfinanza. Di istituzioni che si occuparono di questo argomento troviamo traccia già a partire dal XV secolo quando, a Perugia, vide luce il primo Monte di Pietà. Se il nostro lavoro non prendesse le mosse da tale periodo, oggi non riusciremo a comprendere appieno il senso della microfinanza e del suo successo.
Ruolo chiave in tale evoluzione ha avuto la forma mentis cristiana e dall'assunto di base che, per migliorare la condizione di vita di molti bisogna, innanzitutto renderli partecipi della vita economica. Servono, dunque, strumenti idonei. Man mano ci si discosta dal significato classico di beneficentia cristiana che porta alla paralisi dell’azione umana e si preferisce, invece, puntare su piccoli prestiti fondamentali per l’attivazione economica dell’individuo.
In un periodo molto più vicino a noi rispetto a quello che vede la nascita dei Monti prima e delle Casse poi, compie i primi passi quella che oggi definiamo propriamente finanza etica e per la quale al centro dell’operato non deve essere il denaro ma l’individuo in quanto tale. Una delle massime espressioni della finanza etica è, indubbiamente, il microcredito ed emblematica è l’esperienza della Grameen Bank. L’esperienza bengalese ha ottenuto un successo talmente ampio da suscitare notevoli critiche ma anche da portare a pensare ad un’esportazione del sistema in altre parti del mondo che sembrano versare, ad una prima osservazione, in una situazione meno grave rispetto al Bangladesh. Ma, ad un maggior approfondimento risulterà oltremodo evidente l’esistenza di una sacca di popolazione che vive al di sotto del limite della povertà assoluta stabilito dalla Banca Mondiale. Da questa volontà sembrerebbe derivare il progetto UniCredit Foundation – Università di Bologna messo in cantiere nel 2009 e in procinto di essere avviato per la fine del 2011 (cosa in realtà mai avvenuta!).

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1 INTRODUZIONE Con il presente lavoro si vuole delineare l’evoluzione delle strutture che si sono interessate, in tempi e luoghi differenti, a quella che oggi definiamo finanza etica particolarmente dell’aspetto che riguarda la microfinanza. Di istituzioni che si occuparono di questo argomento troviamo traccia già a partire dal XV secolo quando, a Perugia, vide luce il primo Monte di Pietà. Se il nostro lavoro non prendesse le mosse da tale periodo 1 , oggi non riusciremo a comprendere appieno il senso della microfinanza e del suo successo. Ma per affrontare un tale tema dobbiamo prima trattare del perché istituzioni del genere siano, oggi come ieri, necessarie. Bisogna dunque partire dal concetto di povertà e dal presupposto che la vede come un fattore endemico nelle società umane. Evidenziamo anche che la sua natura è mutata nel corso del tempo. Nel succitato periodo i poveri erano identificati con coloro che presentavano disagi fisici 2 . Da quando hanno preso il via le trasformazioni economiche che porteranno alla rivoluzione industriale a queste forme di povertà se ne sono affiancate delle nuove che colpiscono chi non riesce a tenersi al passo con i cambiamenti economico – sociali o che risentono gravemente delle fluttuazioni economiche. Le società hanno dovuto iniziare a fronteggiare la povertà attraverso interventi pubblici e privati. Importante, nel mondo occidentale, sono state le radici cristiane che hanno portato a sottolineare l’urgenza di un intervento. Essere povero ed essere escluso dalla società sono fattori da sempre legati inscindibilmente. Per cercare di migliorare la condizione di vita di molti bisogna, oggi come ieri, innanzitutto renderli partecipi della vita economica e per farlo serve fornire gli strumenti. Ci si inizia dunque a discostare dal significato classico di beneficentia cristiana che paralizza l’azione umana e si preferisce, invece, puntare su piccoli prestiti fondamentali per l’attivazione economica dell’individuo. Nella realtà dei Monti di Pietà i prestiti vengono corrisposti attraverso l’uso di pegni da restituire solo una volta che il prestito fosse stato rimborsato. Centrale nell’operato dei Monti di Pietà sono gli insegnamenti di Bernardino da Feltre attraverso i suoi sermoni indirizzati soprattutto contro l’usura 3 . Soggetti destinatari dei Monti furono i poveri meno poveri coloro 1 Se non addirittura da uno precedente che risale al sec. XI con il consolidamento dell’ordine cistercense. 2 Nello specifico ci si riferisce soprattutto a malati, handicappati ma anche anziani,. 3 L’impegno di Bernardino da Feltre verrà premiato nel 1515 da papa Leone X con la bolla Inter Multiplices

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Martina Piersantelli Contatta »

Composta da 108 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.