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1992-1997 Labour Party & Trade Unions: i cambiamenti di un rapporto che dura da più di un secolo.

A partire dagli ultimi venti anni, da quando è nato il New Labour, le Trade Unions hanno giocato un ruolo molto meno preminente, all’interno degli affari del Labour Party, di quanto non fosse immaginabile all’inizio del percorso politico del partito.
In contrasto con tutte le altre economie avanzate, i sindacati in Gran Bretagna hanno e continuano ad organizzare, sulla base delle proprie regole, un’ampissima parte della forza lavoro e rappresentano, ancora oggi, uno dei più importanti gruppi di interesse all’interno del Paese. Sulle loro basi è nato il Labour Party e grazie ad esso hanno potuto, con il tempo, conquistare una posizione privilegiata nell’ambito del dibattito politico britannico. In questo senso hanno vissuto una luna di miele durata quasi 80 anni, fino a quando le esigenze sociali, economiche e politiche non hanno richiesto al Labour un ridimensionamento dell’influenza che i sindacati esercitavano all’interno del partito e all’esterno nel mondo politico. Il passaggio dal Labour al New Labour iniziato nei primi anni ’80, ha segnato l’inizio del declino di questa influenza lungo un arco che vede il suo punto minimo nell’introduzione del meccanismo del one member one vote nonché nell’abrogazione della Clause IV, inserita nel Rule Book del Labour del 1918, allo scopo di rafforzare soprattutto il legame ideologico tra il partito e i sindacati, e che da questo punto minimo sta proseguendo in una direzione di staticità di rapporti basati essenzialmente su esigenze di tipo pratico, abbandonando proprio quella base ideologica sulla quale si era costruito il rapporto durante il secolo scorso.
La nozione del movimento laburista – this great movement of ours – intesa come deposito di lealtà e solidarietà tra le due anime del partito è andata svanendo con la nascita del New Labour e lo sviluppo della Third Way.
Solo il tempo potrà mostrare se questa perdita di legame ideologico potrà essere recuperata o se invece il New Labour party dovrà ripensare a se stesso come un’organizzazione partitica legata ai sindacati solo per esigenze pratiche.

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6 INTRODUZIONE <<[…] the structure and procedure, and financial base of the Labour Party indicate a degree of integration with and dependence on the Trade Unions that places the party in a category apart from any other in Europe. […] 1 >> Alla fine del secolo scorso, le Trade Unions giocavano un ruolo molto meno preminente, all’interno degli affari del Labour Party, di quanto non fosse immaginabile all’inizio del pecorso politico del partito. In contrasto con tutte le altre economie avanzate, i sindacati in Gran Bretagna hanno e continuano ad organizzare, sulla base delle proprie regole, un’ampissima parte della forza lavoro e rappresentano, ancora oggi, uno dei più importanti gruppi di interesse all’interno del Paese. Sulle loro basi è nato il Labour Party e grazie ad esso hanno potuto, con il tempo, conquistare una posizione privilegiata nell’ambito del dibattito politico britannico. In questo senso hanno vissuto una luna di miele durata quasi 80 anni, fino a quando le esigenze sociali, economiche e politiche non hanno richiesto al Labour un ridimensionamento dell’influenza che i sindacati esercitavano all’interno del partito e all’esterno nel mondo politico. Il passaggio dal Labour al New Labour iniziato nei primi anni ’80, ha segnato l’inizio del declino di questa influenza lungo un arco che vede il suo punto minimo nell’introduzione del 1 L. MINKIN, The British Labour Party and the Trade Unions: Crisis and Compact, in Industrial and Labour Relations Review, Vol. 28, Num. 1, ottobre 1974, pag. 9.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Maria Stefania Parisi Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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