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Autonomia dei coniugi in crisi in relazione all'abitazione e ai trasferimenti immobiliari

Autonomia dei coniugi di disporre delle proprie situazioni patrimoniali nella crisi del matrimonio, in particolare nella separazione consensuale e nel divorzio congiunto; limiti nel disporre dei diritti patrimoniali, in particolare dell'assegno di mantenimento/divorzio e dell'assegnazione della casa familiare; i trasferimenti immobiliari in occasione della separazione o del divorzio: ammissibilità e forme.

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5 INTRODUZIONE Di “casa familiare” non esiste una definizione legislativa, ma è facilmente identificabile come il luogo dove è individuata la residenza della famiglia, ovvero dove il nucleo familiare vive abitualmente e prevalentemente. Essa costituisce un importante punto di riferimento di carattere psicologico, nonché materiale, per la famiglia, così come si evince dalle connotazioni della locuzione “focolare domestico”, non estranee a tanta letteratura. L’istituto della casa familiare svolge un ruolo centrale nel sistema di diritto familiare e successorio, così come dimostrato dal rilievo datole negli artt. 144, 1 co., 145, 155, 4 co., e 540, 2 co., c.c.. Si è sottolineato, in dottrina, come il diritto all’abitazione sia ormai entrato a far parte del regime c.d. primario 1 o, quantomeno, si trovi in una zona di confine tra il regime primario della contribuzione e quello secondario riguardante la condizione dei beni, tra diritto della persona e diritto reale. L’art. 144 c.c. afferma che i coniugi “fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti nella famiglia stessa”: esiste dunque un rapporto funzionale, socialmente rilevante, tra casa e famiglia, al quale la legge dà rilevanza giuridica. L’art. 143 c.c. facendo discendere dal matrimonio l’obbligo della coabitazione, indirettamente impone ad ogni nucleo familiare l’individuazione, anche in via di fatto, di un immobile affinchè venga eletto a residenza familiare 2 . Invero, nel momento in cui il rapporto coniugale viene ad incrinarsi, essa diviene non più solo scenario di dissidi coniugali, ma oggetto di rivendicazione e merce di scambio tra i coniugi. 1 PALAZZO, Casa familiare, divorzio e convenzioni stipulate tra coniugi separandi, in Quadrimestre, 1993, 799 ss. 2 GABRIELLI, Il diritto di abitare nella casa già familiare dopo la dissoluzione della famiglia, in Vita not., 1997, I, 1268 ss.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Manuela Zanussi Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.